09 settembre 2010

LEGA NORDA: LA DOLCE VITA ROMANA FAGOCITA TUTTI!



La figlia di un capogruppo che lavora con il governatore. I gruppi consiliari che assumono fratelli di consiglieri e assessori. Coppie “sistemate”. Per la serie: quando la politica tiene famiglia.

La giunta Cota tiene famiglia. E fa di tutto per piazzarla in Regione. Senza Roberto+Cota Parentopoli in Piemonte: la giunta Cota piazza i parenti in Regioneescludere nessuno: fratelli, figli, mariti e mogli. parenti di esponenti sia PdL che Lega, indistintamente. C’è un po’ di tutto nella “parentopoli” che prende corpo nelle stanze della Regione Piemonte, raccontata stamane da Tommaso Labate de Il Riformista: “La figlia del capogruppo che lavora col presdiente, la moglie dell’assessore assunta alle dipendenze di un altro assessore, la sorella di un onorevole che ha un contratto col gruppo consiliare“. Gli organigrammi consiliari sembrano davvero un gigantesco stato di famiglia. Ed è divertente scorrere l’elenco dei fortunati familiari dei politici eletti in Piemonte assunti con contratti a tempo determinato, contratti di collaborazione e consulenze.

I PARENTI DEGLI AMICI – C’è Michela Carossa, figlia del capogruppo della Lega Mario, che lavora nella segreteria del governatore Roberto Cota, come “addetto collaboratore dell’ufficio comunicazione“. C’è Paola Ambrogio, moglie dell’assessore all’Ambiente Roberto Ravello, che lavora alla segreteria dell’assessore regionale ai Trasporti William Casoni, dove svolge “attività di direttiva istruttoria complessa a supporto dell’assessore nelle materie delegate“. Piazzata pure Maria Cristina Toselli, sorella del consigliere regionale Francesco, lavora al gruppo del Popolo delle Libertà. Una delle sue colleghe è Daniela Rasello, figlia del consigliere regionale Rosanna Costa. Con loro siede in scrivania anche Giovanna Armosino, sorella di Maria Teresa, presidente della provincia di Asti, e deputata nazionale per il partito berlusconiano.

FAMIGLIE INTERE IN REGIONE – In Regione c’è pure Sabrina Giovine, sorella del capogruppo dei Pensionati con Cota, Michele, che lavora a stretto contatto col suo familiare. Anche il gruppo degli ambientalisti di centrodestra, i Verdi Verdi, ha avuto la stessa idea. A lavorare in regione ha piazzato i parenti del leader nazionale Maurizio Lupi (omonimo del più noto parlamentare PdL): la moglie Lorella, la figlia Sara, i fratelli Alberto e Alessandro. Ci sono anche le famiglie non imparentate coi politici ma adeguatamente accontentate. Sorprendente la cura con cui è stato affidato un incarico a due coniugi: Giuseppe Cortese e Isabella Arnoldi. Il primo è responsabile dell’Ufficio comunicazione di Cota, la seconda è responsabile dell’Ufficio comunicazione di Massimo Giordano, braccio destro del governatore e Assessore allo Sviluppo Economico. Coincidenze?
FONTE 

INTERNET: GIUNGE L'ORA DEL CONTROLLO GLOBALE

di Francesco Sellari
Doveva essere segretissimo, e invece, ormai con cadenza periodica, sul web continuano a circolare bozze e documenti confidenziali. Stiamo parlando di Acta, il nuovo e per molti versi temutissimo trattato globale anti-contraffazione in via di definizione attraverso una serie di incontri che vedono coinvolti Unione Europea, Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Marocco, Messico, Nuova Zelanda, Singapore e Svizzera. Si tratta dell'ultimo grande accordo internazionale per rinforzare le misure di tutela della proprietà intellettuale, e combattere la pirateria.
L'ultimo round dei negoziati si è svolto a Washington ad agosto. Appena chiusi i colloqui è arrivata on line l'ultima “soffiata”, stavolta pubblicata sul sito dell'associazione Knowledge Ecology International. Sembrerebbe che, anche grazie alla pressione dell'opinione pubblica, le posizioni espresse siano diventate progressivamente più ragionevoli. Cadute le minacce di controlli alle frontiere per scandagliare nei lettori mp3 la presenza di materiale scaricato illegalmente, e dell'estensione della cosiddetta “dottrina dei tre colpi” (se ti becco tre volte a scaricare e condividere materiale protetto dal copyright ti tolgo la connessione) ora pare sia caduta anche la responsabilità legale per i fornitori di connettività, gli Internet service provider, per l'utilizzo della banda che fanno i propri clienti. Tuttavia il testo in discussione potrebbe obbligare gli Isp a comunicare alle autorità competenti i dati identificativi degli utenti “sospetti”.

Rimane sul tavolo il forte inasprimento delle sanzioni per chi tenta di superare le cosiddette tecnologie anti-copia. Si chiede ai paesi di mettere in atto misure per prevenire le infrazioni e la diffusione di condotte illegali. Secondo il blog TorrentFreak (uno dei più accurati sull'argomento, già citato in altre occasioni da giornali come il New Yourk Times e il Guardian), su questo punto “il testo è aperto alle interpretazioni, apre la porta ad ogni sorta di sistema di filtraggio che può essere usato per bloccare siti che sono ritenuti illegali, una misura che sta molto in alto tra i desiderata dei gruppi anti-pirateria”. Sono evidenti le possibili implicazioni per il diritto alla libertà di espressione in rete. Acta potrebbe avere anche delle implicazioni concernenti i brevetti sui farmaci e la possibilità di produrre farmaci generici nei paesi in via di sviluppo.

Ad ogni modo, dopo due anni di discussioni, Acta sarebbe in dirittura d'arrivo, almeno a sentire il parere del professor Michael Geist, canadese, il più autorevole esperto in materia. Forse Obama lo potrà sbandierare come un successo prima delle prossime elezioni di medio termine, a novembre. L'amministrazione statunitense è quella che più di tutti si è opposta alla pubblicizzazione e alla trasparenza del negoziato. 369 parlamentari europei hanno intanto sottoscritto una dichiarazione che chiede ai rappresentanti dell'Unione Europea ai colloqui di rendere pubblico tutto il testo del negoziato prima di firmare qualsiasi accordo.
Il prossimo incontro è previsto in Giappone entro la fine di questo mese.

23 agosto 2010

SILVIO C'HAI ROTTO LI GOMMONI

Foto dell'escursione aerea
OSTIA (ROMA) - "Silvio c'hai rotto li gommoni". E' questa la frase che recitava lo striscione trascinato da un aereo da turismo mentre sorvolava l'affollatissimo litorale romano da Fregene a Torvaianica passando da Ostia. Molti cursiosi hanno alzato la testa verso il cielo scorgendo l'inattesa scritta, che ha suscitato qualche reazione tra i bagnanti. Alcuni hanno silenziosamente osservato la scena, ma molti altri si sono addirittura alzati in piedi facendo scattare uno scrosciante applauso, facendo capire perfettamente di condividere il contenuto del messaggio.
E' la prima volta nella storia della Repubblica che qualcuno manifesta il suo dissenso contro il Presidente del Cosniglio in un modo così originale. Al momento pare che un gruppo di studenti siano gli autori dell'iniziativa e abbiano ammesso di non appartenere ad alcun partito politico.

FONTE

21 agosto 2010

BERLUSCONI MINACCIA IL VOTO A DICEMBRE! CHE BELLO :)



ciccia, tacco e tuta!
Di Sabina Barca
Ecco fatto! 6 ore di manfrina per ripetere le solite cose trite e ritrite.
10 pagine “scritte larghe” tanto da permettere al presidente del consiglio di leggere senza occhiali. 10 pagine di un emerito niente di nuovo.
Un documento che in tutta probabilità è stato precedentemente preparato, da chi non si sa, che non cambia nulla, che però sa tanto di inchiodata al muro per Fini. Cosa farà o meglio, cosa potrà fare adesso il Presidente della camera dei Deputati, è tutto in di venire.
Non è con il sig. B che sono arrabbiata, ma con questa sinistra, (sinistra è un parolone), tanto colpevole di aver permesso DI OGNI, stando a guardare, per portare avanti questa politica del bipolarismo. Una volta rubo io una volta rubi te! Per silenzio assenso, hanno concesso di tutto.
Il silenzio degli innocenti.
E’ questa sinistra tanto fintamente indignata che preoccupa. Pare uno sdegno più mosso dall’invida, che da altro … come vorrebbero essere al posto di Silvietto!
Strabiliante la nuova ideona lanciata dal Pd. La chiamerei operazione “testimoni di Geova” ;)
una massiccia e intraprendente campagna di “recupero” porta a porta. Mi chiedo quale sarà il contenuto della predicazione, il bipolarismo?
Oppure è l’ennesima rispolverata dei tempi in cui si vendeva l’unità porta a porta, quando davvero si faceva lavoro di territorio. Già perché i leghisti credono di essere sempre gli unici e i primi. Sono anche conviti di essere il partito più vecchio d’Italia, dimenticando volutamente il buon vecchio Pannella e tutto l’entourage dei radicali. Un grande vivaio per la politica italiana. Pannella insegna educa cresce, poi le altre squadre COMPRANO. Uno per tutti Daniele Capezzone.
Pannella, con Capezzone, ha superato se stesso, andando oltre ogni immaginabile aspettativa.
Ritornando alle 10 pagine. Silvietto chiederà la fiducia ai finiani, oppure minaccia elezioni anticipate (siccome abbiamo un casino di soldi, possiamo permettercelo) … c’è un buco … lui che può di tutto e di più, ha dimenticato che, al momento, c’è ancora un presidente, Napolitano, che per botta di culus “potrebbe” ancora qualcosa.
Concludo. al momento, “non ci resta che piangere” che sì fa? Aspettiamo la salita di Silvietto al Quirinale?
Lo slogan della giornata sarà: Silvio, verso l’infinito e oltre!

20 agosto 2010

L'ITALIA VENDE PALAZZI E SPIAGGE


Articolo di , pubblicato lunedì 9 agosto 2010 in Germania.
[Financial Times - Deutschland]
Vi piacerebbe possedere una villa sul lago di Como? O una Chiesa? Approfittatene! Valli, comuni e regioni nella Bella Italia cercano di fare cassa con la vendita di beni statali in cattivo stato o inutilizzati. Valore dichiarato: 3.6 miliardi di euro.

Villa Belinzaghi è un gioiello, che ha già fatto sognare Berlusconi. Chi arriva nei pressi del lago di Como, ha l’impressione che la casa sia circondata da un bosco, i cui alberi svettano fino al cielo. L’edera ricopre i muri della banchina. Dalla terrazza che domina l’edificio, si scorge la penisola di Bellagio. Alle spalle la catena della Grigna, le cui bianche rocce calcaree si riflettono ridenti nel lago.
„Una villa fuori dal comune“ esulta Simona Saladini, il sindaco della splendida Cernobbio. Ne ha tutte le ragioni. Poiché questo capolavoro dovrebbe passare sotto l’amministrazione comunale – e in qualche modo fruttare quattrini.
La Villa assieme a circa 12.000 edifici simili, tra cui caserme, depositi di carburante, pascoli, boschi, strade ferrate e persino chiese sono su una lista pubblicata in Internet. I beni e altre proprietà terriere del valore complessivo di 3.6 miliardi di euro sono elencati come beni demaniali, che considerati capitale dormiente attendono un futuro migliore. E questo futuro sta per nascere adesso. Lo stato italiano è fortemente indebitato. Allo stesso tempo accumula proprietà del valore di miliardi di euro. Così ci sono caserme che occupano luoghi di prestigio, che sono contesi dagli alberghi. Uffici amministrativi occupano palazzi, che potrebbero ospitare studi legali di prestigio. Nel corso degli anni, molti governi hanno tentato senza risultato di vendere tutto ciò. Tuttavia la maggior parte sono decadute a causa dell’opposizione popolare oppure per non chiarite pregiudiziali edilizie ed amministrative. L’ente statale Agenzia del demanio ha alienato nel 2009 beni per un valore di 150 milioni di euro. Oltre a queste gestisce beni del valore di 50 miliardi di euro.
Possono far domanda per aggiudicarseli anche i comuni che hanno programmato la loro riconversione – o progetti finalizzati all’abbattimento del debito pubblico. “I comuni possono migliorare con queste proprietà” dice Luca Antonini, professore di diritto amministrativo a Roma. In qualità di capo di una commissione parlamentare per il federalismo fiscale ha collaborato alla stesura del progetto. Secondo lui non si tratta semplicemente della vendita dei beni demaniali, ma di un amministrazione ottimale.
Per chiarire il senso della nuova legge, Antonini fa un esempio, che è familiare ad ogni italiano: le spiagge. Le spiagge nostrane appartengono sicuramente allo stato, ma sono gestite dalle regioni. Ogni anno qui vi si affollano vacanzieri, che noleggiano ombrelloni e sdraio. Un gigantesco giro d’affari.
Nonostante ciò lo stato sulle concessioni demaniali guadagna solo 100 milioni di euro. Troppo poco si lamentano la Corte dei conti e l’unione europea. “Le regioni riscuoteranno più tasse, se amministreranno autonomamente le proprie casse” afferma Antonini. Quindi presto le imposte per le concessioni confluireranno presto nelle casse regionali.
Antonini promette simili successi nell’efficienza, quando le regioni limitrofe del nord Italia amministreranno il lago di Garda. Oppure comuni che potranno, per modo di dire, possedere vecchi depositi collocati sul territorio comunale. Certo il progetto è di scottante attualità anche dal punto di vista politico.
I rappresentanti politici del partito della autonomia di destra Lega Nord accusano Roma di ruberie. Quindi il partito si preoccupa che possedimenti di particolare significato rientrino in possesso del nord. “Lo stato ha alienato il nostro patrimonio, ora questi ritornano indietro” esulta il capo della Lega Umberto Bossi.
La Lega inoltre non potrebbe far passare direttamente alle regioni la gestione del fiume Po – questo a detta della Lega segna il confine ideale dell’Italia del Nord, tra la Pianura padana e il resto dell’Italia. Comunque fanno parte della lista demaniale anche note zone dolomitiche – tra cui alcune che sono state dichiarate da poco patrimonio dell’umanità. Anche il Lago di Garda sarà tra breve amministrato a livello regionale, purché le regioni limitrofe si accordino su un unico progetto. Che la prestigiosa Villa Belinzaghi verrà venduta, è ancora da vedere. Il sindaco stesso per il momento vorrebbe amministrare la villa – per quale scopo, è chiaro. Tuttavia le richieste dei proprietari non sono note. Così un investitore di Como svela in Tribunale, chi è in realtà il vero padrone. Questa richiesta pubblica ha impedito due anni fa l’acquisto da parte del presidente del consiglio Berlusconi, quando voleva sistemarsi sulle rive del terzo lago d’Italia come vicino del famoso attore George Clooney e dell’imprenditore Richard Branson. Certe vecchie problematiche non si risolveranno solo con i nuovi progetti.
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19 agosto 2010

INTERVISTA VERGOGNOSA DI COSSIGA

COSSIGA
Da "GIORNO/RESTO/NAZIONE" di giovedì 23 ottobre 2008
INTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI - ROMA PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.
Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figurac- cia».
Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».
Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».
Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».
Presidente, il suo è un paradosso, no? «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in- dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica:
spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».
Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.
E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».
E` dunque possibile che la storia si ripeta? «Non è possibile, è probabile.
Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».
Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».
Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio del- la contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro.
La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».
CONFRONTO «Ieri un Pci granitico oggi Pd ectoplasma Perciò Berlusconi dev`essere prudente»
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18 agosto 2010

IL RITORNO DELLA EX LEGHISTA EX UDEUR PIVETTI ... NEL PDL!

Il nuovo assessore di Reggio Calabria

ROMA - La sig. Irene Pivetti ha accettato l’offerta del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa (Pdl) a ricoprire la carica di assessore. Un lavoro che da un anno svolge anche a Berceto, in Emilia, comune di duemila e trecento anime, vicino a Parma. L’annuncio dell’ingresso in giunta  della signora Irene è stato dato in conferenza stampa, dal sindaco Giuseppe Raffa, nell’ultimo giorno utile prima del commissariamento del Comune.
Il sindaco, in procinto di dimissioni ha tenuto, in scacco matto, sino all'ultimo minuto i vertici del Pdl. Con il rimpasto della giunta e l’ingresso della Pivetti è evidente che Raffa non sarà un semplice accompagnatore alle elezione del prossimo anno, ma vorrà svolgere un ruolo politico in piena regola.
Il neo assessore Pivetti, dichiara che la politica è la riaffermazione di un "impegno sociale" che questa volta, però ha come scenario un’area che necessita di estrema attenzione sul piano economico ed occupazionale. quindi, prima di fare qualsiasi scelta la Pivetti ascolterà, prima di tutto, la gente. Spiega: “è una carica che si pone lungo la stessa direttrice dell’attività sociale che sto svolgendo da alcuni anni con l’onlus che ho fondato, “learn to be freee (impara ad essere libero)”. Insomma il detto "a volte ritornano" calza a pennello con l'intraprendente Irene, che evidentemente sogna ancora una volta la ribalta nella scena politica nel bel mezzo del ribaltone. Chissà come l'avrà presa Umberto Bossi,  tradito dall'ex militante della Lega che della secessione proprio non ne voleva sapere. Ma ormai è un dato di fatto. La poltrona  rimane sempre un traguardo ambit,o, anche perchè in politica non si scherza, i gudagagni sono assicurati.  Evidentemente all'ex esponente della Lega non bastava percepire un vitalizio pari a 6.203 euro al mese. Alla faccia di chi non raggiunge nemmeno la seconda settimana del mese.
Irene Pivetti è nata a Milano, il 4 aprile 1963, ha militato nella Lega Nord  ed è stata deputato, e  nel 1994 Presidente della Camera. Espulsa dalla Lega nord perché contraria al secessionismo, è passata all’Udeur per poi uscire dalla scena politica. Conduttrice televisiva giornalista oggi si ripropone come politico nelle file del Pdl permettendo al sindaco Giuseppe Raffa di riappropriarsi della carica di primo cittadino.
Intanto montano i malumori in casa Pdl e qualcuno critica pesantemente l’arrivo del nuovo assessore Pivetti. Antonio Nicolò Consigliere Comunale dichiara nel sito Strill.it: “ la città non ha bisogno di ridere ma di essere seriamente governata. la sig. Pivetti sarebbe andata bene (forse) per uno spettacolo in riva allo stretto.”
FONTE 

VERDINI IL "SUPERCAZZOLA" DI CAMPI BISENZIO

Di Sabina Barca
COMO - Il sogno americano è niente al confronto della stoica ascesa carrierista di Denis Verdini.
Ex macellaio, si è indubbiamente distinto.
Denis Verdini, soprannominato il “supercazzola di Campi Bisenzio (personaggio di “amici miei” di M. Monicelli), a causa di un’accusa di violenza a un’avvenente correntista della sua banca, (poi assolto), possiede quote del “Foglio” ed edita l’edizione toscana del “Giornale.
È un uomo che si è sempre fatto in due, anzi in tre. Tre, come i suoi conflitti.
Denis-Politico Pdl: raccomanda a G. Letta la BTP (società di Fusi-Bartolomei) per lavori all’Aquila. Attua pressioni sul ministero Altero Matteoli per la nomina a provveditore alle opere pubbliche della Toscana dell’amico Fabio De Santis, arrestato insieme a Balducci, nell’ambito dell’inchiesta grandi appalti nelle opere pubbliche della Toscana. Segnalato da Verdini per i suoi meriti, la nomina doveva favorire l’amico per la presidenza della Btp di Fusi;
Denis-presidente banca: elargisce il 60’% del patrimonio di vigilanza della sua banca alle imprese dell’amico Fusi, senza dovute garanzie; Una S.p.a. ottiene credito da Verdini
Denis-immobiliarista: compie affari con la Parved S.p.a. di cui verdini aveva il 98% delle quote, il restante 2% era di una collaboratrice di Riccardo Fusi. Nel 2006 Fusi rileva tutte le quote. Parved S.p.a. doveva comprare il 10% della catena Una hotel di Fusi e Bartolomei, nello stesso momento in cui la Una Hotel otteneva credito dalla banca di Verdini. Porta Elisa srl, società edilizia e avente 4 soci, 25% Legi Partecipazioni (con capitale interamente detenuto da Stefania Cecconi, moglie di Riccardo Fusi), 25% Gesthouse srl dei Bartolomei (soci di Fusi), 30% Lima Club Vacanze di Roberto Ballerini e Danilo Centurelli, 20% Parved Spa, fondata 18 giorni prima e che vedeva socio al 98% l'onorevole Verdini.
In definitiva, il “supercazzola” in ogni dove, si ritrovava il sig. Fusi davanti.
L’intrigata faccenda è vagliata attentamente dalle Procure di Roma e di Firenze. Infatti, il primo passo dei magistrati sarà stabilire le competenze territoriali, che presumibilmente vedrà Roma per il probabile riciclaggio di denaro, e per le responsabilità penale Firenze.

Carlo Giovanardi dice al Fatto Quotidiano
Carlo Giovandardi in un intervista sul Tatto Quotidiano descrive così Denis Verdini: “ l’uomo che non c’è mai perché è sempre indaffarato da tutti i suoi interessi” e prosegue che non è mai stato in sintonia con la sua nomina, contestando la modalità con cui è stato nominato.
Precisa inoltre che non condivide la concezione di partito del coordinatore: “la base è considerata solo una cinghia di trasmissione.”
Ritenendo possibile una nuova nomina che sostituisca l’attuale coordinatore di partito, non si sbilancia ed evita di menzionare qualche nome a lui congeniale, è per non smentire alcune voci di palazzo, conferma una possibile candidatura di Mariastella Gelmini.
Il senatore è preoccupato della perdita di voti in veneto, il 10%, e della corrente di Lombardo al sud, che non è meglio. Per quanto riguarda il Senatur dichiara: “ … di Bossi ormai si sa che usa sempre un linguaggio piuttosto colorito a volte truculento. Alla fine però quello che conta sono le scelte che si fanno in Parlamento.”
Come dire che quello che dice e quello che poi fa … sono 2 cose diverse.
In conclusione al supercazzola ha buone probabilità di saltare … fuori un altro
FONTE ... MIA

17 agosto 2010

BOSSI: "VERDINI, UN DEMOCRISTIANO DI MERDA"

di Sabina Barca

COMO - Era il 28 luglio 2010, quando Denis Verdini, in conferenza stampa, in merito alle sue cariche, si sente rivolgere la domanda: “ lei non crede che le sue cariche diano origine ad un conflitto di interesse?” candidamente rispose al cronista, che non esisteva nessuno conflitto d’interesse, e stupito, chiedeva “perché mai ci dovrebbe essere ?”

Secondo le indagini di Banca d’Italia, Denis Verdini e i vertici del Credito Cooperativo Fiorentino, ora commissariato, non si sono propriamente comportati come prevede ne il Codice Civile ne tanto meno i codici di settore.
Un documento di Bankitalia trasmesso a fine luglio al Tesoro, chiedeva lo scioglimento degli organi di amministrazione e controllo, sostenendo che la banca di Denis Verdini, faceva gli interessi di Verdini, non degli azionisti o del territorio.
Ciò che viene contestato è che il Ccf prestava soldi senza chiedere adeguate garanzie in cambio e talvolta, anche senza resa per un valore complessivo di 60 milioni di Euro.
Sempre nella relazione Bankitalia, si evidenziano compravendite di immobili in cui la banca erogava fidi (prestiti) all’80 %, che permettevano la conclusione di preliminari d’acquisto di appartamenti.
Le operazioni considerate sospette erano a favore della Btp, impresa riconducibile all’imprenditore Riccardo Fusi, amico di Verdini, e secondo i magistrati, possibile socio occulto.

La prassi di chi e quanto finanziare, avveniva senza i dovuti controlli, o richiesta alcuna di garanzia, ossia, senza certezza di rimborso finanziamenti. I parametri erano: “ in via quasi esclusiva a disponibilità di garanzie patrimoniali” o meglio ancora “conoscenza diretta degli affidati.” Che erano conosciuti non c’è dubbio, perché le operazioni ad alto rischio, erano tutte pro soggetto beneficiario. Insomma, erano finanziamenti alla “speriamo in Dio” dove la componente “C” (culo) ha la sua esagerata valenza.

Conflitto d’interesse
Il codice civile 2391 dice che gli amministratori d’azienda devono dichiarare se hanno un conflitto di interessi in una certa operazione, e l’amministratore delegato deve astenersi, permettendo al consiglio di procedere. Invece, come spiega Bankitalia, il consiglio presieduto da Denis Verdini, era “scarsamente autorevole” e il consiglio sindacale “privo di sufficiente indipendenza.”
Questo è il “modus operandi” adottato per beni di case mai costruite e beni di equivoco valore,
Ecco il caro prezzo che paga il Credito Cooperativo Fiorentino, un rischio perpetrato nel tempo, che ha ridotto i margini patrimoniali. Un vero e proprio gioco d’azzardo.

Cattiva gestione o altro?
Stabilire se è stata una gestione sconsiderata o dimostrare che Verdini avesse interessi è davvero complicato. Una cosa è certa la banca del Sig. Denis, ultimamente non ha rispettato l’obbligo di trasparenza, dovuti per contrastare il riciclaggio di denaro sporco.
Quasi nulli i controlli sulle società controparti. Pochissime sull’azienda di Fusi. Poco anche sul fronte degli strumenti informatici indispensabili per la tracciabilità del denaro.
Tutto questo mentre l’italiano faticava/fatica ad avere un prestito in banca, dove le garanzie date non erano mai sufficienti a meno che non si presenti anche una squadra di garanti.

154 milioni sospetti
154 milioni potrebbero essere transitati nei conti delle società consortili costituite dalla ditta Baldassini Tognoli e Pontello. Una somma esagerata, su cui gli ispettori di Bankitalia concentrano l’attenzione. In materia di antiriciclaggio scrivono: “l’adeguata verifica della clientela si è limitata alla compilazione – spesso approssimativa – di appositi questionario e non si è estesa alla compatibilità della transazione via via concluse con il profilo economico/patrimoniale del cliente e con quello di rischio definito dall’azienda”.
Le procedure poco convincenti, distinguono la filosofia di Verdini, che punta tutto sulla componente “C”. (a saperlo si andava tutti da Verdini a chiedere mutui).
Incompetenza, trascuratezza, incapacità è la migliore ipotesi che può lontanamente giustificare un comportamento sconsiderato per un Presidente di istituto.

Bossi: “Verdini. un democristiano di merda”
Oggi, Umberto Bossi, leader della Lega Nord, si esprime nei confronti del coordinatore nazionale del Pdl, massimo esponente del suo alleato, di maggioranza, al Governo.
Il sig. Bossi cercava di fare un distinguo, e con lo stile che lo contraddistingue, prende le dovute distanze: “verdini chi?” “ chi è? Ma cosa ne so io. Non lo conosco abbastanza bene” e prosegue: “vedo che è abbastanza astuto quando ci sono le trattative. Non sarà facile metterlo nel sacco.
E’ uno che ha fatto strada. Ha banche tutte sue” e prosegue a ruota libera: “Insomma: un democristiano di merda”. L’esclamazione grezza racchiude disappunto, per quelle incapacità che sono tipiche del sotto po’ e di tutti gli odiosi piaceri di amici degli amici, il demonio per la lega. L’imbarazzante alleato è sempre più imbarazzante. Il “senatur” ha pensato di far digerire l’ennesimo boccone al popolo padano, eludendo alle banche che vorrebbero i leghisti. Però, in un eccesso di presa di distanza, ha anche ricordato che un “democristiano di merda” è il loro migliore e più grande alleato, che gli permette di governare, e che gli ha ritagliato un bel posto al sole, nella Roma ladrona.
FONTE

05 agosto 2010

C'ERA UNA VOLTA, E C'E' ANCORA, FORMIGONI ... (UNO COME NOI)


di Sabina Barca
Como - Nato a Lecco nel 1947, Roberto Formigoni si definisce uno lombardo che ama immensamente la Lombardia.
Si laurea nel 1971. Da subito sogna di Organizzare cooperative di lavoro per aiutare e favorire le relazioni nel lavoro.
Impegnato socialmente e politicamente, nel 1995 diventa per la prima volta Presidente della Regione Lombardia.
L'attenzione più importante, per lui e il suo entourage, è stata la sistemazione di uomini nella sanità lombarda; cioè l'80% del bilancio della regione.
Per anni ha consolidato il suo potere e quello della sua “corrente” di Comunione e Liberazione, la quale, ha trovato molte difficoltà, interne al PDL nazionale.
Formigoni da sempre desidera un ministero importante a Roma, opportunità costantemente negata da Berlusconi, perchè, volere si, volere no, lui è un uomo da postazione.
De Alessandri, nel suo libro, rivela che in Europa e nel mondo non esiste un solo movimento ecclesiale che controlli un'istituzione politica con un bilancio di 20 milioni di Euro. L'autore sostiene che il movimento fondamentalista coincide con un intero sistema di governo.
Lo strapotere di CL, delle Compagnie delle Opere (braccio operativo) e del ruolo assunto da Formigoni in Lombardia, è la quasi totalità delle scelte politiche e amministrative della regione, dato che non trova riscontro elettorale poiché non raggiunge un decimo dei voti di Forza Italia.
234 mila Euro è la generosa donazione che Formigoni ha elargito al meeting di Comunione e Liberazione di Rimini. Una generosità inconsapevolmente offerta dai cittadini, in un periodo di vera ristrettezza economica.
Nel marzo 2010, la lista del governatore lombardo “Per la Lombardia”, ricandidato per la quarta volta, è esclusa per irregolarità in una parte delle firme raccolte. In prima battuta, il ricorso viene respinto per decisione della Corte d'appello di Milano. La lista viene riammessa dal Tar, senza l'aiutino del decreto “interpretativo” varato in 24 ore.
Il Tar, così si esprime: “la Corte d'appello di Milano non poteva tornare sui suoi passi, escludere Formigoni dal voto dopo avere già ritenuto valide la candidatura sua e delle liste che lo sostengono.
In concomitanza, il MoVimento 5 stelle, presenta, presso il Tribunale di Milano, sez. civile, contro Roberto Formigoni, per decadenza della nomina a Presidente della Regione, in quanto eletto per la quarta volta consecutiva in aperta violazione dell'art. 2 L. 165/2004 lettera f) che prevede l'ineleggibilità per chi ha già svolto due mandati elettorali.
L'8 luglio, il tribunale di Milano respinge il ricorso. Secondo il giudice, questa norma non è immediatamente applicata perchè non recepita da una normativa regionale. In definitiva, viene condiviso il ricorso, riconosciuta la chiarezza della legge, però, è facoltà della regione disattendere la normativa nazionale.
Ciò che è accaduto dietro le quinte in quei giorni non lo sappiamo, però dopo l'arresto di Gianni Prosperini, e dei colleghi Massimo Ponzoni e Giancarlo Abelli, qualcosa sta emergendo.
Corruzione, bancarotta fraudolenta sono i reati ipotizzati, nell'ambito di un inchiesta sulla 'ndrangheta che sta flagellando la Regione Lombardia.
Come nel domino, il nome di Roberto Formigoni compare nell'inchiesta della così denominata “P3” dove risulterebbe che il Presidente della Regione avrebbe chiesto esplicitamente all’associazione che faceva riferimento a Flavio Carboni di fare pressioni sul presidente della Corte d’appello di Milano Alfonso Marra per l’ammissione del listino “Per la Lombardia”.
Per questo, lunedì, per due ore e mezza, in qualità di testimone, Formigoni è stato ascoltato dalla Procura di Roma.
E proprio nella giornata di lunedì che il Presidente, indignato per le notizie divulgate dal Corriere della Sera e da Repubblica, informa che ha dato mandato ai suoi avvocati legali: “di prendere tutte le opportune iniziative a tutela della mia onorabilità e della verità”.
Roberto Formigoni ama la comunicazione unilaterale che ignora fatti e inchieste che, da vicino, o da lontano, lo chiamano in causa.
Ignora e pretende che si trascurino fatti gravi, come gli arresti celebri nella sua giunta.
Giuseppe Grossi, re della bonifiche lombarde, arrestato per inchiesta bonifiche/bonifici, Rosanna Gariboldi, ex assessore a Pavia, moglie del fedelissimo Gialuca Abelli che ha patteggiato 2 anni. Gianluca Rinaldin, indagato per truffa aggravata, corruzione, finanziamenti illeciti ai partiti e falso, così candidato alle regionali 2010, e rieletto come consigliere regionale.
Non gli piace rendicontare ai lombardi di ciò che spende. Ridicolizza le inchieste sulla sanità lombarda eseguite dalla Guardia di Finanza e dai magistrati, che focalizza un sistema di accreditamento regionale a cliniche private, alcune delle quali hanno truffato il servizio sanitario nazionale.
Nega il fallimento Malpensa, aeroporto nato e progettato come scalo internazionale, senza infrastrutture, con il primato di irraggiungibilità. Esclude le incapacità delle presuntuose grandi opere, pagate dalla Regione, come le ormai famose paratie del lago di Como. Una vera diga in cemento armato che impediva la vista del lago, in seguito demolita grazie al contributo economico dei lombardi. Opera che ha innescato un pericoloso slittamento degli edifici circostanti, che troverà soluzione solo passando ancora per le tasche dei lombardi.
Negazione totale, per il fallimento del Piano Casa. La L.R. n. 13/2009, complesso sistema di norme che doveva rilanciare l'edilizia regionale. In un anno ha registrato in tutta la Lombardia una cinquantina di casi, di cui solo 3 a Milano!
Distrazioni verso i cantieri pubblici, che vede infiltrare l 'ndrangheta, con i suoi illeciti, come nel nuovo Ospedale di Como, (cr. 260 milioni di Euro), gestito da Infrastrutture Lombarde Spa,
cantiere su cui grava il sospetto della sepoltura di materiale altamente tossico, prelevato dalle ex aree industriali, che distrattamente non si sa dove sia finito.
Glissa le curiosità della Procura di Bergamo, che chiede chiarimenti riguardo i meccanismi di aggiudicazione degli appalti di Infrastrutture Lombarde Spa, relativi al Nuovo ospedale Beato Giovanni XXIII di Bergamo, (340 milioni di Euro), su cui grava anche una interrogazione IDV.
La holding Infrastrutture Lombarde Spa, creatura di Formigoni, al momento ha la gestione di 5 cantieri ospedalieri in Lombardia.
Ed è proprio davanti alla Procura di Roma che, in veste di testimone che rappresenta se stesso come una vittima, oggetto di invidie. “ero vittima di un'ingiustizia … la situazione era molto grave e io non sapevo che cosa fare. Per disperazione mi sono rivolto a tutti. Ho bussato a molte porte”
Arcangelo Martino, Flavio Carboni, e Pasquale Lombardi, arrestati per presunta loggia segreta, hanno raccolto la sua richiesta disperata. Il Governatore, ignaro, non poteva immaginare che il suo help potesse arrivare fino a Giacomo Galiendo, sottosegretario alla Giustizia.
Per cui la tesi degli inquirenti è che, fatto il ricorso alla Corte d'Appello di Milano, per l'esclusione della lista, la presunta organizzazione nascosta, progettava di esercitare pressing quando questa si sarebbe pronunciata. Inaspettatamente il ricorso viene respinto, e le attenzioni
si rivolgono al ministero perchè invii ispettori in tribunale.
Il Governatore lombardo, in Procura, nega di sapere delle attività dell'allegra brigata, e al contempo informa di aver agito secondo le regole, considerando le pressioni fatte: “tutte legittime”. In definitiva sguscia lontano dal gruppo ed esalta la sua perseveranza e determinazione per meglio apparire al suo elettorato.
In effetti, nonostante tutto, l'onorabilità è ancora una volta salva.
MIA FONTE  

03 agosto 2010

BEPPE GRILLO SACERDOTE DI VERITA'

di Sabina barca
Applica regole autoreferenziali e di presunzione assoluta “NOI ORO, LORO LA MERDA”
La notizia che i grilli si apprestano a primarie telematiche, e a partecipare alla competizione elettorale per il Parlamento, sinceramente non stupisce più di tanto.
Per comprendere il “fenomeno” grillo e le sue sparate ad altezza uomo, è indispensabile ricordare qualcosa.
Rammentando che, a suo tempo, buttò alle ortiche il consenso ottenuto con il V-day2, perchè spiazzato e incapace di gestire la moltitudine.
Ricordando che ai più attivi del movimento, pur di non prendere posizioni, esprimeva il desiderio di voler andare in pensione, e di non essere in grado di gestire tutti i Meetup.
Ricordiamo che in quel frangente il meglio degli attivisti chiedeva esplicitamente e ripetutamente organizzazione al fine di agire ad armi pari con gli avversari politici; domanda più vole glissata, con: “ho 60 anni” ed etichettando i più perseveranti come “offshore”.
Diciamo che in quel momento, il suo soprassedere ha generato la fuga di attivisti, la traslazione verso L'IDV e non solo, l'allontanamento per sfiducia di moltissimi simpatizzanti, e in fine il
disinteresse della stampa. I Meetup implodono e la loro frequentazione è ormai superata. Anche il suo blog inizia la discesa in classifica.
In ribasso, sofferente di attenzione e ferito nell'orgoglio, (perchè snobbato), si rivede, e punta alle regionali. Nasce il Movimento a 5 stelle.
Un soggetto non politico, con uno statuto non statuto.
Ancora una volta il comico non definisce e giuridicamente rimane ambiguo.
Sembra dire “Armiamoci e andate”
Sfruttando le varie risse territoriali, i grilli si sono ritagliati un pertugio politico che gli ha posizionati nel posto giusto al momento giusto. Il risultato delle regionali galvanizza il movimento che ritrova energia e New entry.
Adesso, pensa bene di battere il chiodo a ferro caldo. Ha paura di ricadere nell'oblio.
I grilli hanno un modus operandi apparentemente diverso ma con il tempo si sono adeguati a molte pratiche politiche in genesi rinnegate della politica tradizionale.
È un misto di opportunismo e bastian contrario applicato a una forma di integralismo estremo.
A Bologna, Giovanni Favia, belloccio comunicatore, ha trovato terreno facile facendo sua la regola “tra i due litiganti il terzo gode”.
Ha spacciato per “sua” la legge anti-casta regionale, stupendo tutti senza effetti speciali, e facendo l'eroe riducendosi lo stipendio di consigliere.
In Piemonte, stesso scenario. Tra i 2 litiganti il terzo gode.
La sig.ra Bresso e il sig. Cota, distratti dalle proprie frenesie, non si sono accorti che il grillini, aggregavano comitati di ogni genere, attirando l'attenzione dell'uomo di strada, che poi va a votare.
L'asso nella manica del movimento è il cittadino in politica. La società civile entra in politica.
La purezza dei candidati è sacrosanta. Ogni candidato è rigorosamente selezionato nel web con discussioni pubbliche e condivise. Tutto bellissimo.
Questa punta di diamante è anche una vulnerabilità.
Una volta eletto e seduto, niente e nessuno può certificare il cristallino operato del prescelto come niente e nessuno può assicurare che questo non sia fagocitato e digerito dal sistema, senza che nessuno se ne accorga.
L'inesperienza e l'incapacità del dilettante politico, è un altro requisito che inflaziona il curriculum del futuro amministratore. Tanti inesperti incapaci sono un problema.
La presunzione che l'eletto dei grilli sia il “futuro” va a mancare.
Il giochino di appoggio e condanna nei confronti dell'IDV è l'altalena di Grillo.
Tra i due movimenti, non ci sono diversità sostanziali. No al nucleare, no alle mafie, alle corruzioni, alla privatizzazione dell'acqua, ai condannati in parlamento, anti Berlusconi… etc.
Perchè Grillo a corrente alternata è pro/cotro Di Pietro?
Forse perchè si sente ancora una volta snobbato.
A suo tempo ebbe il due di picche dal Pd, che non accolse in seno il movimento, evento più volte sottolineato da Beppe. Non gli servì neppure la sparata dell'iscrizione al partito.
Ora, l'On. Di Pietro chiede alleanza e coesione nel centro sinistra, tirando in ballo ancora il PD. Una vicinanza che, alle ultime regionali, è costata in termini di voti.
L'imbarazzante appoggio ai candidati PD, Vincenzo De Luca in Campagna, inquisito, e a Enrico Rossi in Toscana, noto inceneritorista, indispettì moltissimi elettori dell'Italia dei Valori, rinunciarono al voto o optarono per il movimento a 5 stelle.
In effetti, avvicinarsi al Partito Democratico è un pericolo. E come cercare di salvare uno che sta annegando; finisce per tirarti sotto!
Quindi Beppe, snobbato da Pd e da Idv, più incarognito che per amore di patria, decide di pesare la sua forza politica.
Per la serie: “visto che non mi calcolate, ve la faccio purgare.”
In questo giochino, entra una spalla pro Grillo importante: il giornale “Fatto Quotidiano” non ha mai perso occasione per dare risonanza alle urla di Beppe Grillo contro Di Pietro.
E'giusto! Il giornale deve tener conto che una grande maggioranza di potenziali compratori, è appunto del movimento a 5 stelle, non solo, ma ha ben presente, che nel web l'interazione di questo movimento è determinante nel nuovo sito.
All'urlo di “un clic vi seppellirà” in primo piano nel Fattoquotidianto.it, Beppe Grillo esalta se stesso e il suo popolo dimenticando forse, che la politica si fa senza personalismi e manie di protagonismo.
In conclusione Beppe Grillo toppa perchè spara su tutti indiscriminatamente, rinnegando passate e presenti condivisioni, dimostrando che punta a restare solo, per arrivare solo, proclamandosi così, unico possessore di verità.
L'attore, spesso e volentieri, dimentica e perde di vista l'obbiettivo principale.
Al momento, il comico, è ispiratore di uno strano integralismo talebano, tecnologicamente avanzato, meno democratico di quanto sembra, che per lo più funziona con la classica calata dall'alto. E allora dove sono le differenze decantate?
Lo scopriremo. Per il momento facciamo gli auguri al sig. “come me non c'è nessuno” e tifiamo per i veri protagonisti, i futuri politici dilettanti. ;)

27 luglio 2010

'NDRANGHETA, RIFIUTI TOSSICI, O. S. ANNA: TECNICI ASL E ARPA IN CERCA DI SOSTANZE TOSSICHE

Indagini dei tecnici Asl e Arpa


Di Sabina Barca
COMO – sono all'opera i tecnici ASL E ARPA nominati dalla Procura di Como per le analisi del terreno circostante la nuova struttura ospedaliera del comune di Como.
Sono all'opera con palettino e buste di plastica, in prossimità della recinzione del nuovo nosocomio. Cercano tracce di amianto e bentonite interrato illegalmente in corso di costruzione dell'opera.
Il bottino del sopralluogo è qualche sacchetto di plastica da centro commerciale.
Certo ci si aspettava una sorta di indagine alla C.S.I. Forse anche in zone a lato del costruito. Invece no!
Posizionati in prossimità della recinzione, a distanza di 150/200 mt dal primo blocco edificato, raccolgono campioni.
Certo noi non siamo tecnici e non possiamo capire i metodi degli esperti, perciò dobbiamo confidare piena fiducia al team qualificato.
Nel frattempo il Procuratore della Repubblica, Alessandro Maria Lodolini, dichiara: “siamo ragionevolmente tranquilli sul fatto che non si troverà niente” proseguendo: “io credo che il periodo previsto per il trasloco non subirà modifiche.” e conclude: “penso proprio che si rispetteranno i tempi”.
E' piacevole questa quasi certezza, forse un improvviso decadimento dell'attendibilità dei testimoni.
Nonostante i messaggi positivi, inspiegabilmente, la preoccupazione sale.
Rimangono irrisolti 2 scogli che si trascinano da anni, insoluti.
La nuova struttura sanitaria, e stata edificata in un crocevia di 3 confini comunali: Montano Lucino, San Fermo della Battaglia, Como.
Per un'incredibile sottovalutazione, nascite/morti succederanno nel nuovo sito sanitario, al momento, risulteranno nel comune di S. Fermo della Battaglia e non in quel di Como.
Sottovalutata tanto perchè, il sindaco Stefano Bruni, era convinto che, in prima battuta, avrebbe facilmente ottenuto lo spostamento dei confini dal comune interessato.
Dopo anni, i confini sono rimasti tali, senza spostarsi di un solo metro.
Per lo stesso motivo, la gestione dei parcheggi, sempre al momento, cade sotto la giurisdizione del Comune di San Fermo, con grande gioia del primo cittadino, che naturalmente non molla la presa.
A Como c'è aria rassicurante, si infonde ottimismo. Stranamente però, la grande fiducia promulgata, sembra rassicurare più le alte sfere che la popolazione.

23 luglio 2010

SANT'ANNA BIS: INIZIO SOPRALLUOGHI, LA POLITICA RISPONDE

Di Sabina Barca
Como - Oggi c'è fermento fuori dal Sant'Anna bis di Como.
È stretta la sorveglianza degli uomini di sicurezza mentre i tecnici Asl e Arpa adempiono al compito assegnato dagli inquirenti. Per il momento, i tecnici stabiliranno i punti idonei per eseguire scavi e/o carotaggi in ricerca delle eventuali 2000 tonnellate di rifiuti tossici, che la Perego Strade, infiltrata dalla 'ndrangheta, avrebbe seppellito in fase di movimentazioni delle terre di cantiere.
L'eventuale esecuzione degli scavi, è presumibilmente prevista per la prossima settimana.
Non si ha notizia del criterio che i tecnici abilitati utilizzeranno per identificare i punti strategici in cui effettuare i prelievi. È ipotizzabile che, in corso di ispezione, possano essere considerate, le rivelazioni del camionista fatte in sede di interrogatorio.
È intrinseco che gli accertamenti coinvolgeranno anche i 2 corsi d'acqua che costeggiano la nuova struttura ospedaliera per accertare eventuali infiltrazioni in falda acquifera.
La deputata PD, Chiara Braga, porterà a Roma il caso Nuovo S. Anna e sottoporrà il caso alla commissione bicamerale d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e ai ministri dell'ambiente On. Stefania Prestigiacomo, e della salute Ferruccio Fazio, e chiederà formalmente, come questi intendono tutelare ambiente e salute.
Esterna preoccupazione anche il consigliere Luca Corvi che sollecita una commissione d'inchiesta tra Provincia e Comune.
Apprensione anche nell'Italia dei Valori di Como, che trova voce nel Coordinatore Provinciale Armando Guaiana, il quale esprime costernazione e turbamento e ricorda come legalità e ambiente debbano coesistere per il bene e la salute comune e ripone piena fiducia nella magistratura.
Incalza l'On. Piffari dell'Idv, dichiarando che sarà presentata un'interrogazione nazionale in merito alla ormai comprovate infiltrazioni mafiose con legami politici, in aree ex industriali, oggetto di bonifica. E prosegue “Quanto sta emergendo non è altro che la punta di un iceberg che riguarda l'Italia da nord a sud”, e sottolinea che: “ormai ci sono tutti gli elementi per lavorare con la procura, perchè ci sono responsabilità politiche e penali”.
Silenzio, per ora, da Palazzo Cernezzi, sede del Comune di Como, dove Stefano Bruni esercita la mansione di Sindaco.
Frattanto, nella popolazione, si registra avvilimento e protesta per la mancanza di notizie da parte di quelle istituzioni che, come governanti del territorio, dovrebbero premurarsi di informare puntualmente la collettività.
FONTE

21 luglio 2010

S.ANNA bis E IL C.V. DI FORMIGONI


Di Sabina Barca
IO Leggo … e penso ...
COMO - Infrastrutture Lombarde, con buon ritardo, ha finalmente espresso l'attesa e scontata dichiarazione: “la terra del Sant'Anna proviene solo dal cantiere e non risulta contaminata. Nessun problema anche per l'acqua”. E non poteva essere diversamente!
Come dire, NOI VERTICE, con i rilievi eseguiti in corso d'opera, negli ultimi 4 anni, ci sentiamo sollevati da ogni responsabilità perchè questo è quanto NOI ABBIAMO riscontrato. Forse un modo per circoscrivere le responsabilità e ridurre l'impatto della terribile notizia.
Però, vista l'enorme area di cantiere, sarebbe importante conoscere dove e come sono stati fatti questi prelievi. Sicuramente ad O.C. Carta canta!
Altrettanto sarà importante il criterio scelto dai tecnici ASL, ARPA E VIGILI DEL FUOCO preposti ai carotaggi.
Saranno eseguiti nelle aree interessate segnalate dal camionista, quindi mirate??
lo sapremo nella prossima puntata.
Però, condividiamo una curiosa analogia con Milano … “La Guardia di finanza mette i sigilli al cantiere di Santa Giulia a Milano”. I reati contestati a vario titolo sono di attività di gestione di rifiuti non autorizzata e avvelenamento delle acque. Falda acquifera avvelenata.
Accidenti! … sembrerebbe che i rifiuti tossici non partano più per la Campania, e tendano a fermarsi conservati accuratamente in Lombardia.
Che sia in difficoltà il sig. Formigoni? Un pochetto sì!

  • poi la storiaccia della lista regionale, proseguita con il ricorso radicali/Grilli per illeggibilità, (ART. 2 L.165/2004), (ILLEGGIBILITÀ),

  • poi la storia P3 (INTERCETTAZIONI), chiamato in causa perchè accusato di essere il mandante di telefonate (PRESSING) per riammettere la lista …

  • poi in tempo di crisi, per la serie “non ciavemo manco na lira” lui fa lo sborone e regala 234 mila € al Meeting di COMUNIONE E LIBERAZIONE a Rimini … Bravo ciellino ... non se ne accorge nessuno … protesta a voce bassa la (LEGA), infatti non si sentono.

  • Adesso la rottura con la Moratti (ROTTURA) …
Si potrebbero elencare tutti gli eventi di contorno accaduti alle persone a lui più vicino, ben raccontanti nel “libro grigio della giunta Formigoni”, (disponibile online in pdf), che consiglio vivamente di leggere.
Tutti episodi che, separatamente, visti con la poca memoria storia degli italiani e dei Lumbard, si “potrebbero ingoiare”, ma considerati tutti insieme ... non fanno un bel CURRICULUM VITAE al sig. governatore della regione Lombardia.
Insomma, in Regione hanno il loro gran bel “del fare”.
Sarà per questo che da mesi, Mr Roberto Formigoni, appare tirato in viso, dimagrito, e con occhi strabuzzanti. Non ha l'aria di uno che dorme bene la notte :)
C'è da preoccuparsi della salute del governatore. Siamo nel suo feudo da 15 anni e sappiamo che a Como non si muove paglia senza la sua benedizione; lo sa bene anche il sindaco di Como Stefano Bruni.
Noi però, dobbiamo pensare al ns Nuovo Ospedale, e aspettare trepidanti gli esiti delle indagini … con le dita incrociate naturalmente.