29 maggio 2008

ANALISI CRITICA

Molte aziende guardano con interesse progetti di centrali cogenerative alimentate a biomassa. L’interesse economico realizzabile dalla costruzione di dette centrali, grazie agli incentivi statali, è così forte che oggi molti gruppi industriali realizzano in “project financing” impianti di dimensioni interessanti. Questo elemento, che ad una prima analisi parrebbe essere vantaggioso per tutte le parti in gioco, nasconde dei limiti e presenta aspetti critici. Va detto, infatti, che ad oggi il costo sebbene elevato delle fonti energetiche tradizionali (es.petrolio, carbone, energia nucleare, gas) è vantaggioso rispetto all’utilizzo delle biomasse, solo l’intervento dello Stato porta il bilancio delle iniziative ecocompatibili verso l’attivo. Questa debolezza di fondo può, affliggere in maniera seria le installazioni produttive funzionanti a biomassa.

Uno degli aspetti sicuramente più critici è rappresentato dall’impatto sociale e logistico della realizzazione di una centrale a biomassa.

Da alcuni anni il DIPTEM ha sviluppato dei modelli in grado di analizzare, in via preventiva, l’evoluzione delle comunità che vedono realizzata al loro interno una centrale elettrica a biomassa, una fattoria eolica o un’installazione mini-idro.

Il modello analizza sia gli aspetti economico produttivi, sia gli aspetti sociali come la creazione di posti di lavoro o il livello di competitività delle aziende operanti sulla filiera del legno fino a stimare l’aumento o la diminuzione degli abitanti di una zona per effetto dello sviluppo economico o dei disagi derivanti dalla realizzazione di progetti per la produzione di energie alternative.

ASPETTI LOGISTICI E DI SOSTENIBILITÀ' Uno degli elementi di maggiore criticità nello sviluppo di progetti di produzione di energia da biomassa risiede nella logistica del fabbisogno di legname per la centrale. La biomassa viene reperita nei boschi che presentano, difficoltà di prelievo. La produzione di cippato richiede che il legname venga estratto dal lotto, trasportato in un sito di stoccaggio per poi essere cippato. In alternativa, alcune trattrici cippatrici portatili, permettono di triturare in loco la massa legnosa e ridurre, almeno in parte, le difficoltà di trasporto del legname. I boschi non sempre sono serviti da strade in maniera sufficiente ad assicurare il transito di mezzi per il trasporto massivo del legname.

Infatti, nel caso si presentasse la necessità di realizzare nuove strade, i costi di queste, andrebbe analizzato con attenzione (chi paga?).

Vi è un rischio, che la rete viaria venga ritardata o realizzata in parte con un conseguente aumento del costo di produzione (estrazione, trasformazione, trasporto a bocca di centrale) tale da rendere economicamente più conveniente l’approvvigionamento da fonti alternative piuttosto che dalla filiera locale.

La centrale non è vantaggiosa se consideriamo solo il beneficio derivante dal teleriscaldamento.

La conduzione e la marcia di una centrale di cogenerazione con impianto a vapore richiede infatti manodopera specializzata ed interventi manutentivi realizzati da aziende di dimensione tale da essere incompatibili con l’offerta presente in loco. In questo modo il beneficio economico della centrale viene limitato allo sviluppo della filiera del legno che in genere presenta notevoli criticità.

  1. La prima criticità è relativa ai volumi: produrre energia con un ciclo Rankine (a vapore) richiede un impianto di una certa potenziatiltà con conseguenti consumi giornalieri di massa legnosa (circa 70 t/giorno) che devono essere approvvigionati.Questo incremento di produzione richiede uno sforzo di investimento formidabile di capitali e di lavoro per le aziende di estrazione del legno che si trovano a dover fronteggiare una crescente domanda.

  1. La seconda criticità è di tipo logistico: l’approvvigionamento del legname, richiede l’impiego di mezzi con un aggravio dei costi di trasporto ed un aumento dell’organico i quali finiscono per mettere la filiera del legno in una situazione di scarsa competitività. I luoghi dove vengono realizzate le centrali sono distanti dalle vie di grande comunicazione rendendo ogni trasporto, da e verso la centrale, più lungo e più complesso.

  1. La terza criticità riguarda la concorrenza: la produzione in loco del legname, per effetto di ritardi negli investimenti di ammodernamento della rete viaria, per una incapacità a gestire l’aumento di dimensione delle aziende di estrazione e trasformazione del legname, tende a generare costi piuttosto elevati spingendo la direzione della centrale ad approvvigionarsi di legname sul mercato esterno. In questo modo la comunità si trova ad avere una centrale che ha un limitato impatto sulla crescita dell’economia locale, genera un flusso veicolare importante per l’approvvigionamento della biomassa dal mercato esterno e non occupa, se non in quantità minime, manodopera locale.

In compenso produce polveri sottili, ceneri e fanghi che devono essere smaltite (i fanghi sono rifiuti tossici speciali), ingombro di una vasta area di terreno per lo stoccaggio e la maturazione della biomassa in cambio di una piccola riduzione sul costo del riscaldamento domestico.

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