20 settembre 2009

CENSURATO VIDEOCRASY

Silvio Berlusconi è abituato al fatto che le dichiarazioni sui propri gusti sessuali siano sempre ricevute con entusiasmo all’estero. Il francese Nouvel Observateur ha di recente pubblicato una storia dal titolo: “Sesso, potere e menzogne” e il quotidiano spagnolo El Paìs ha mostrato fotografie di ospiti senza veli nella villa sarda del Presidente del Consiglio italiano. (Berlusconi ha dichiarato l’intenzione di denunciarli entrambi per diffamazione). In patria tuttavia, l’influenza del priapico 72enne sui mezzi di informazione è tale che la mole di dichiarazioni sulla sua vita privata di solito riceve un’accoglienza attutita, forse perché non sono poi una grande novità. Così quando la televisione nazionale italiana ha rifiutato di mandare in onda il trailer di un film che accusava Berlusconi di aver creato una cultura mediatica frivola, piena di “donne semi-nude” e immagini scioviniste (Berlusconi possiede tre TV commerciali italiane), il regista del film ha interpretato il fatto come censura bella e buona. Ma il divieto da parte della RAI di mostrare il trailer di “Videocracy”, presentato oggi alla Mostra del Cinema di Venezia, ha avuto un risvolto imprevisto e ha portato ad un sorprendente aumento di interesse nei confronti del documentario. “Videocracy” è tra i più controversi film in mostra nelle due settimane del festival. La RAI ha scritto al regista Erik Gandini, dichiarando che il film era “offensivo” per la reputazione di Berlusconi. Il trailer presentava donne mezze discinte e statistiche secondo le quali in Italia la libertà di stampa è limitata. Anche l’azienda di Berlusconi, Mediaset, che gestisce i canali televisivi privati italiani, ha rifiutato di trasmettere il trailer. Da allora, le richieste delle sale cinematografiche italiane per avere la pellicola sono salite da 35 a 70, arrivando così a molte centinaia di proiezioni in più. “Questa censura è indice del livello di tensione in Italia a proposito di tutto ciò che viene trasmesso in TV” ha affermato ieri Gandini in un’intervista al The Independent. “[Berlusconi] possiede tre canali commerciali nel Paese. In Italia, ciò che non si vede in TV non esiste”. “La censura e la lettera della RAI in stile orwelliano mi avevano spaventato, ma il giorno successivo c’è stata un enorme esplosione di interesse su internet. Le copie del film sono raddoppiate e la gente ha cominciato a diffondere il trailer attraverso Facebook”. Gandini, che ha realizzato il documentario “Gitmo – Le nuove regole della guerra” su Guantanamo Bay, ha intervistato il personale che ha lavorato nelle televisioni di Berlusconi e fatto riprese vicino la sua villa estiva in Sardegna. “Negli ultimi 30 anni, l’Italia è stata fortemente assoggettata alla TV di Berlusconi, piena di donne mezze nude e volgarità. Questi elementi possono apparire innocui ma rappresentano invece una cultura pericolosa. La TV italiana è molto superficiale e molto maschilista. E’ basata sull’idea di un totale edonismo” ha affermato. “Io racconto l’idea che è la stessa personalità di Berlusconi ad essere rispecchiata nelle sue TV. Non sto dicendo che lui sia il solo responsabile della cultura della TV italiana… ma ciò che vediamo in TV è molto vicino a ciò che è lui”. E ha poi aggiunto: “Una volta ho intervistato un signore che aveva lavorato nella sua televisione. Mi ha detto che Berlusconi odia il verde, pertanto non hanno mai usato il verde come sfondo nelle riprese”. “Videocracy” è distribuito dalla società indipendente Fandango che nel 2008 aveva distribuito anche l’acclamato film sulla camorra napoletana Gomorra. TESTO IN ITALIANO TESTO ORIGINALE VIDEO CENSURATO

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