17 febbraio 2010

SCIENZA: AL SUD MENO INTELLIGENTI CHE AL NORD

La ricerca choc di Richard Lynn:«Colpa della mescolanza con l'Africa» LONDRA All'alba del 2010 e quasi 150 anni dopo l'Unità d'Italia appare davvero sconcertante. Eppure, a quanto pare, qualcuno ci crede davvero: «Il sud Italia è meno sviluppato del nord perchè i meridionali sono meno intelligenti dei settentrionali. Anzi, mentre nel nord Italia il quoziente intellettivo è pari a quello di altri Paesi dell’Europa centrale e settentrionale, più si va verso sud, più il coefficiente si abbassa». La causa, secondo l'ultima ricerca choc di Richard Lynn, è «con ogni probabilità» da attribuire «alla mescolanza genetica con popolazioni del Medio Oriente e del Nord Africa». Osservazioni che non sfigurerebbero in un pamphlet razzista, ma che invece compaiono sull’ultimo numero della rivista scientifica “Intelligence”. Lynn, non proprio un "nazistello" di periferia ma piuttosto docente emerito di psicologia all’università dell’Ulster a Coleraine, liquida così secoli di studi sulla questione meridionale teorizzando che al pari della statura, dell’istruzione e del reddito, da nord a sud l’intelligenza media della popolazione scenda fino a toccare il punto più basso in Sicilia. I più intelligenti d’Italia, secondo Lynn, sarebbero concentrati in Friuli (esulta Renzo Tondo, Galan un po' meno). Lynn non è nuovo a teorie discutibili: negli anni ’70 sostenne che gli abitanti dell’Estremo oriente fossero più intelligenti dei bianchi e nel 1994 nel libro “La curva a campana” teorizzò che nella popolazione di colore una pigmentazione più chiara corrisponde a un quoziente intellettivo più alto, derivato proprio dal mix con i geni caucasici. Nello studio pubblicato da “Intelligence”, afferma che «il grosso della differenza nello sviluppo economico tra nord e sud può essere spiegato con la variabilità dell’IQ» e che, in sintesi, nel sud Italia la qualità del cibo è più scadente - forse non è mai stato a Napoli - , si studia meno, ci si prende meno cura dei figli e che almeno dal 1400 il Meridione non partorisce «figure di spicco» nelle arti e nella politica. Ovviamente, la bizzarra tesi di Lynn ha fatto infuriare i palazzi della capitale. «È un’autentica cavolata - commenta a caldo Amedeo Laboccetta - per non dir peggio. Sulle classi dirigenti meridionali si può dir tutto ma non certo che difettano per intelligenza o per capacità di intrapresa. Se un unico difetto si può rilevare - prosegue Laboccetta - è che nel Sud non si fa gioco di squadra, non c’è sinergia». «Chi ha redatto lo studio - dice il deputato Pdl - è un povero ignorante, animato certamente da pregiudizi e da una pesante dose di razzismo». DOMANDA: ma la lega nord che ne pensa? FONTE RICERCA ONLINE

2 commenti:

Masaniello ha detto...

Un altro novello Lombroso! E' proprio vero che la mamma degli imbecilli è sempre incinta.
Forse il sig. Lynn dimentica che le più antiche culture nascono proprio in oriente. Per me questo "intelligence" è solo un emerito ignorante a caccia di notorietà, visto che nessuno lo conosce.
Ciao

PISI & TOPA ha detto...

Masaniello, io credo che si debba fare una bella distinzione tra istruzione e intelligenza! questo signore è la dimostrazione che studiare non è sinonimo di intelligenza. Uno studio simile, purtroppo, alimenta e rafforza pregiudizi e chiusura mentale.
Saluti Sabina