02 febbraio 2010

LEGITTIMO IMPEDIMENTO: LA CAMERA RESPINGE LA PREGIUDIZIALE PD-IDV

ROMA (2 febbraio) - La Camera ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità sulla proposta di legge relativa al legittimo impedimento a comparire in udienza, presentate da Pd e Idv. I voti favorevoli sono stati 238, i contrari 343 e due gli astenuti. Alla votazione, avvenuta in un'aula gremita, hanno partecipato ben undici ministri e diversi sottosegretari. L'esame degli emendamenti dovrebbe concludersi mercoledì: i tempi per il via libera al provvedimento hanno infatti subìto uno slittamento rispetto alle previsioni e le dichiarazioni di voto sono slittate dalle ore 11 alle ore 17. Per l'Udc, che ha votato contro le pregiudiziali, è intervenuto in dichiarazione di voto Michele Vietti, primo firmatario del testo, che ha ribadito la contrarietà del suo gruppo sia all'estensione del legittimo impedimento ad altri esponenti del governo oltre il premier, sia all'eliminazione della transitorietà. «Diciamo al governo: attenzione, il ponte è esile - ha detto Vietti - Ha una portata limitata, non illudiamoci di farci transitare sopra qualcosa di più dell'impedimento del presidente del Consiglio. Se carichiamo questo ponte di altri pesi, rischiamo di farlo crollare anche prima del tempo, prima dei 18 mesi». Fassino: il legittimo impedimento è il lodo Alfano mascherato. Con il legittimo impedimento «il governo reintroduce con una legge ordinaria il lodo Alfano chiamandolo in un altro modo, sapendo che è incostituzionale» ha detto in Aula Piero Fassino del Pd, secondo cui «nel nostro ordinamento il legittimo impedimento per il presidente del Consiglio c'è già ed è stato già fatto valere dagli avvocati in varie occasioni, con i giudici che ne hanno preso atto aggiornando le udienze». «Non siamo disponibili a salvare ancora Berlusconi - ha affermato Rosy Bindi - Il provvedimento sul legittimo impedimento vuole raffreddare solo i rapporti tra magistratura ed il presidente del Consiglio, non quelli tra magistratura e politica». «State facendo una legge inequivocabilmente incostituzionale - ha commentato Pierluigi Castagnetti - scommettendo sui tempi di dichiarazione di incostituzionalità da parte della Corte». «Solo in un regime fascista o piduista - ha detto Antonio Di Pietro - si può accettare che delle persone, semplicemente perché fanno i ministri o il capo del governo, non devono andare dal giudice se chiamati a rispondere di reati». FONTE 1 APPROFONDIMENTO DICHIARAZIONE CASINI DICHIARAZIONI BINDI DICHIARAZIONE DI PIETRO ...

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