01 febbraio 2010

OK DAL SENATO PER IL PROCESSO BREVE!

Il Senato ha approvato il contestato Ddl sul processo breve con 163 sì, 130 no, e due astenuti; hanno votato a favore Pdl e Lega Nord, contro Pd, Idv e Udc. Non hanno votato, in dissenso dal proprio gruppo, il senatore genovese Enrico Musso (Pdl) e il senatore Alberto Maritati (Pd), che ha voluto così «marcare anche fisicamente la distanza da questo Ddl». Il provvedimento, approvato in prima lettura tra le proteste dell’opposizione, che ha contestato i tempi stretti della discussione e gli applausi della maggioranza, era approdato in aula martedì della scorsa settimana, è stato “licenziato” in una settimana e ora va alla Camera. Le dichiarazioni Il genovese Enrico Musso, docente universitario di economia applicata, ha preso la parola per dichiarazione di voto in dissenso dal suo gruppo: pur ribadendo la sua fedeltà politica e anche personale a Silvio Berlusconi, «al quale devo la mia candidatura - ha detto - e vista la legge elettorale anche la mia presenza qui», ha accusato la maggioranza di aver commesso «un errore grave, quello di non ammettere pubblicamente che c’erano due obiettivi, quello della ragionevole durata dei processi e quello che è diventato una sorta di agenda nascosta, la tutela del presidente del Consiglio». Un problema «non solo di questa maggioranza e di questo governo», ha spiegato Musso estendendo le sue critiche all’atteggiamento tenuto dall’opposizione. In ogni caso, ha precisato, «non volendo votare contro per non prestarmi a strumentalizzazioni non parteciperò alla votazione». Dal canto suo Alberto Maritati del Pd ha preso la parola «in dissenso dal suo gruppo» ma in realtà per replicare al capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri, che ha accusato il Pd di aver proposto in passato leggi «più generose» in materia di estinzione dei processi troppo lunghi. Maritati ha ricordato che nelle proposte avanzate in passate legislature da esponenti del centrosinistra «non era presente la retroattività. Con questa proposta di legge - ha aggiunto - state spingendo la nave della giustizia verso le secche rocciose». Dovendo per ragioni regolamentari differenziare il suo atteggiamento da quello del suo gruppo, visto che aveva preso la parola in dissenso, ha annunciato: «Mi allontanerò dall’aula, nel momento in cui imporrete al Paese questo sciagurato e devastante ddl». FONTE 1 FONTE 2 E NON GLI BASTA MAI!
Polemiche in Aula. Seduta movimentata quella mattutina.Come quella di ieri pomeriggio. Con i senatori dell'IdV che alzano cartelli nei quali si invita Berlusconi a farsi processare, certificando 'la morte della giustizia'. E proprio verso di loro il senatore del Pdl Domenico Gramazio lancia un fascicolo che prende in pieno il senatore Elio Lannutti. Per Schifani è troppo: "Adesso basta - urla il presidente del Senato - ritirate quei cartelli". Poco prima era stata la democratica Anna Finocchiaro a tuonare contro la maggioranza: "Con il processo breve decretate la fine di migliaia di processi penali e quindi ci sarà una denegata giustizia per migliaia di cittadini. Si vuole salvare Berlusconi dai suoi processi. Approvate così una norma che non esiste in nessuna parte del mondo". Per salvare Berlusconi "si da' il colpo di grazia alla giustizia italiana" attacca il senatore del Pd Giuseppe Lumia.

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