18 marzo 2010

COMIZIO DI BERLUSCONI 2006

POCO ALLA VOLTA CI STA ARRIVANDO ... era il 2006 Quest'anno non è il caso di astensionismi, di girate di testa, di disinteressi. Quest'anno è, più di ogni altra volta, un DOVERE VOTARE. FONTE Sms spam del premier: "Ti aspetto al corteo" «Ti aspetto sabato alle ore 14 a Roma Circo Massimo. Un grande corteo fino a San Giovanni per difendere la libertà e la democrazia. Silvio Berlusconi». Questo il testo di un sms che starebbe arrivando sui telefonini di numerosi cittadini. A rivelarlo è CNRmedia, la testata radiofonica e web, che sul suo sito inserisce anche la foto del display di un telefonino con il messaggio. Il sms, come si vede nell'immagine, ha come mittente Berlusconi. Secondo CNRmedia, il messaggino sarebbe «spam», cioè arriverebbe non solo a utenti che ne hanno autorizzato l'invio ma anche a chi non ha mai dato l'autorizzazione all'invio sul proprio numero di messaggi del Pdl. Una accusa che però viene fermamente respinta dai responsabili del Pdl. Noi, spiegano da via dell'Umiltà, abbiamo dato l'incarico ad una società esterna e nel contratto, proseguono, è scritto che potevano essere mandati sms solo a chi avesse firmato l'autorizzazione a ricevere pubblicità politica. La società, aggiungono, ha a disposizione due liste di contatti: una di nostri iscritti e una, della società,che però comprende solo cittadini che abbiano dato autorizzazione a ricevere qualsiasi tipo di pubblicità politica, quindi non solo del Pdl. L'uso di sms per la pubblicità elettorale non è comunque una assoluta novità, anzi è ormai considerato uno dei mezzi di uso comune. Anche per Berlusconi non è la prima volta e in precedenza provocò una accesa polemica. Era il giugno 2004, la presidenza del Consiglio inviò degli Sms per invitare al voto gli elettori. L'iniziativa del governo provocò una violenta reazione delle opposizioni, che accusarono Palazzo Chigi di fare propaganda politica. Il governo si difese affermando che non era pubblicità elettorale, ma un messaggio «neutro» che serviva unicamente a ricordare agli elettori che le urne erano aperte dal sabato pomeriggio. Stavolta non si tratta di una iniziativa di governo, pur essendo Berlusconi non solo leader del Pdl ma anche presidente del Consiglio: l'iniziativa non è infatti partita da Palazzo Chigi ma dalla sede del partito di via dell'Umiltà. 18 marzo 2010

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