16 giugno 2010

DISUBBIDIENZA CIVILE

L'arroganza di questo governo non ha limiti. Impone l'approvazione in Senato del ddl sulle intercettazioni col ricatto del voto di fiducia, ignorando le perplessità crescenti nelle sue stesse file, sfidando l'indignazione di insigni giuristi e la protesta di magistrati, editori, giornalisti, sindacati e associazioni. Se definitivamente approvata, quella legge avrebbe effetti devastanti: un colpo mortale al diritto di cronaca e alla capacità investigativa della magistratura, un viatico per l'impunità di chi commette crimini. La privacy è solo un pretesto, il vero scopo è consentire a potenti e corrotti di continuare a curare i propri affari al riparo dall'azione della giustizia e dal controllo dell'opinione pubblica. Vietando la diffusione dei contenuti delle intercettazioni o degli atti dei processi, si nega quel requisito essenziale di ogni democrazia che è il diritto del cittadino a conoscere, capire e farsi un'opinione. Si vuole imbavagliare l'informazione per offuscare le menti di sudditi docili e ubbidienti. L'intento è liberticida quanto velleitario, visto che non potrà impedire la circolazione di notizie nel web o nella stampa estera, ma tanto basta a far regredire l'intero Paese. La denigrazione sistematica della magistratura, l'attacco al principio della separazione dei poteri e il bavaglio alla libera stampa svelano la volontà totalitaria di un potere politico che pretende di cambiare le regole per governare senza vincoli. Il mondo dell'informazione è in rivolta: quotidiani listati a lutto, copertine bianche, editori e giornalisti che annunciano disubbidienza. Ma la portata eversiva del progetto berlusconiano merita una risposta a ncor più ampia, perché l'attacco non colpisce solo una categoria, va dritto al cuore della Costituzione. Del resto, quando il potere si accanisce contro gli strumenti della democrazia, è giusto disubbidire alle sue leggi in nome della fedeltà alla legge fondamentale dello Stato. Ci sono casi in cui la disubbidienza civile non violenta è l'ultima spiaggia per difendere la nostra dignità di cittadini e tutelare i valori della Costituzione. FONTE DA ARCIREPORT N. 22 - 15/06/2010

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