06 luglio 2010

AMORI CHE UCCIDONO

di Sabina Barca
Anche oggi una donna è morta. Proseguono i delitti passionali che vedono come epilogo finale l'eliminazione della ex compagna.
La prevaricazione della forza e della violenza è la soluzione di un “basta” sentimentale, inaccettabile.
La rispettabilità e l'orgoglio maschile passa sempre attraverso le proprie donne: madre, sorella, moglie, figlia.
Ognuna di queste donne, dovrà inconsapevolmente sottostare alle inconfessate aspettative, dei maschietti di famiglia: padre, fratello, fidanzato, marito, figlio.
Ogni creatura femminile ha più uomini che contano sulla sua integrità morale.

Stiamo parlando di amori insani, malati, di possesso e proprietà, di incapacità a relazionare con il partner, di dominatore e succube, di vittima e carnefice, di esistenze alla mercé, dell'uso e consumo del piacere del dominatore più forte.
In tutto questo marasma, la violenza vince.
Nonostante non esista più il delitto passionale, le statistiche nascoste dicono che la maggior parte dei delitti in Italia e di natura passionale. Le donne uccise sono passate dal 15,3% del totale nel periodo 1992-'94 al 23,8% del biennio 2007-2008.  (FONTE)
Sono amori che uccidono.

Estremamente attuali, cito alcuni passi dei Manoscritti giovanili di Marx:

Il cambiamento di un’epoca storica si può definire sempre dal progresso femminile verso la libertà, perché qui nel rapporto della donna con l’uomo, del debole col forte, appare nel modo più evidente la vittoria della natura umana sulla brutalità. Il grado della emancipazione femminile è la misura naturale della emancipazione universale. (…) L’avvilimento del sesso femminile è un tratto caratteristico essenziale tanto della civiltà come della barbarie, solo con la differenza che, con l’ordinamento civile, ogni vizio che la barbarie pratica in maniera semplice è elevato a una maniera di esistenza complessa, doppia, equivoca, ipocrita. La punizione per il fatto di tenere la donna in schiavitù non colpisce nessuno più profondamente dell’uomo stesso.”

Non analizzerò la misoginia di alcuni, ne la mentalità maschilista, ne tanto meno farò del vittimismo femminista. Mi limiterò a riportare dati che raccontano la donna oggi in Italia. 
Come diceva la mia prof.: “CARTA CANTA”.
Sarebbero 140 milioni le vittime femminili di abusi fisici, psicologici e sessuali, molestie e maltrattamenti, sfruttamenti e mutilazioni genitali. Nella cattolica Italia quasi 6,7 milioni di donne hanno subito violenze almeno una volta nella loro vita, per lo più fra le mura di casa e in famiglia; di esse, tre milioni hanno subito aggressioni dai loro diretti partner; un milione quelle stuprate …
e lo chiamano AMORE … 


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