14 luglio 2010

MANICOMI: PDL PROPOSTA DI LEGGE CONTRO LA BASAGLIO 180/78

di Sabina Barca
COMO – A fine luglio, il deputato Pdl Carlo Ciccioli, porterà alla camera una proposta di Legge che trasformerà la legge Basaglia 180 del 1978, che chiudeva definitivamente un capitolo di reclusione forzata, i manicomi, per un trattamento più umano del malato di mente.
La Legge Basaglia prevedeva trattamenti personalizzati con possibile recupero e reinserimento in società. La cancellazione di quella riforma, non ha però trovato terreno riscontro in tutto il territorio nazionale. Infatti molte sacche di malasanità, e carenza di fondi, non hanno permesso la creazione di strutture alternativa previste dalla Basaglia 180/78.

Oggi, il Governo propone di riportare a 33 anni fa il malato, con strutture contenitive invece che colmare le carenze strutturali esistenti. La dignità del malato cancellata dall'incarcerazione, colpevole d'essere malato.
Al momento in commissione ci sono sette proposte, o soluzioni per la stesso argomento, ma la favorita è quella di Ciccioli, firmata dal presidente della commissione G. Palumbo e altri, non che anche dal medico di fiducia del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Umberto Scapagnini.
Questi i punti cruciali della proposta:

•    il periodo di ricovero obbligatorio (Tsop) per i malati di mente in fase acuta passi da sette a trenta giorni;
•    gestione malati gravi a raptus finiti, sei mesi rinnovabili, proposta del dipartimento di salute mentale, deciso dal sindaco con assenso del giudice tutelare. A decisione avvenuta, il paziente è rinchiuso in “comunità” e sottoposto obbligatoriamente a cure che riducono, o contengono, o risolvono la malattia.

Il Tsop previsto dal progetto di legge, vincola il paziente al rispetto di alcuni principi terapeutici e come prevede la proposta, auspica che il pazienti, durante il ricovero coatto, accetti di firmare un contratto terapeutico vincolante, che permette ai medici di continuare ad oltranza la cura anche nel caso in cui il paziente, decidesse di smettere.
Nonostante le proteste della deputata Pd Margherita Miotto che definisce “la solita risposta sbagliata ad un problema reale” e incalza: “Dietro quella proposta, sulla quale si e' posizionata la maggioranza, c'e' la voglia di tornare a qualcosa che somiglia molto ai manicomi”.

Intanto Ciccioli, ribadisce che nessuno vuole ridiscutere la 180, ma è un dato che le famiglie finiscono per dover gestire la difficoltà, perchè i malati entrano ed escono dall'ospedale.
A fine luglio il relatore della proposta di legge Ciccioli, presenterà il nuovo testo.
Questa improvvisa attenzione del Governo verso la 180 potrebbe essere frutto dell'esperienza vissuta dal Presidente del Consiglio riguardo l'attentato subito il 13/12/2009 per mano di Massimo Tartaglia. Infatti, il procedimento contro l'attentatore è stato delicato e sempre vincolato dalla malattia mentale dell'attentatore, che proprio di recente, è stato assolto dal gup di Milano, perchè non imputabile.
Anche la partecipazione del medico di fiducia del premier alla proposta di legge, desta  interesse ed è riconducibile all'accaduto. È innegabile che vincere e condannare Massimo  Tartaglia sarebbe stato come sparare sulla croce.
In virtù delle condizioni dell'imputato, i legali di Berlusconi hanno potuto poco, l'oppinione pubblica era attenta e lui ci tiene ad essere umano.

Si potrebbe ipotizzare che ci sia una sorta di desiderio nel eliminare/nascondere dalla società quei soggetti che non rientrano nel culto dell'estetica perfetta, che il Presidente del consiglio predica nel Pdl.
In conclusione forse l'assoluzione di Tartaglia non è tale, perchè il giudice ha disposto un anno di libertà vigilata, con la permanenza nella comunità terapeutica dove ora si trova, periodo nel quale Tartaglia dovrà seguire le regole e le prescrizioni del direttore della comunità e il divieto di partecipare a manifestazioni pubbliche per un anno.
Insomma, sembra già una prova, l'applicazione della nuova proposta di legge. 
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