20 agosto 2010

L'ITALIA VENDE PALAZZI E SPIAGGE


Articolo di , pubblicato lunedì 9 agosto 2010 in Germania.
[Financial Times - Deutschland]
Vi piacerebbe possedere una villa sul lago di Como? O una Chiesa? Approfittatene! Valli, comuni e regioni nella Bella Italia cercano di fare cassa con la vendita di beni statali in cattivo stato o inutilizzati. Valore dichiarato: 3.6 miliardi di euro.

Villa Belinzaghi è un gioiello, che ha già fatto sognare Berlusconi. Chi arriva nei pressi del lago di Como, ha l’impressione che la casa sia circondata da un bosco, i cui alberi svettano fino al cielo. L’edera ricopre i muri della banchina. Dalla terrazza che domina l’edificio, si scorge la penisola di Bellagio. Alle spalle la catena della Grigna, le cui bianche rocce calcaree si riflettono ridenti nel lago.
„Una villa fuori dal comune“ esulta Simona Saladini, il sindaco della splendida Cernobbio. Ne ha tutte le ragioni. Poiché questo capolavoro dovrebbe passare sotto l’amministrazione comunale – e in qualche modo fruttare quattrini.
La Villa assieme a circa 12.000 edifici simili, tra cui caserme, depositi di carburante, pascoli, boschi, strade ferrate e persino chiese sono su una lista pubblicata in Internet. I beni e altre proprietà terriere del valore complessivo di 3.6 miliardi di euro sono elencati come beni demaniali, che considerati capitale dormiente attendono un futuro migliore. E questo futuro sta per nascere adesso. Lo stato italiano è fortemente indebitato. Allo stesso tempo accumula proprietà del valore di miliardi di euro. Così ci sono caserme che occupano luoghi di prestigio, che sono contesi dagli alberghi. Uffici amministrativi occupano palazzi, che potrebbero ospitare studi legali di prestigio. Nel corso degli anni, molti governi hanno tentato senza risultato di vendere tutto ciò. Tuttavia la maggior parte sono decadute a causa dell’opposizione popolare oppure per non chiarite pregiudiziali edilizie ed amministrative. L’ente statale Agenzia del demanio ha alienato nel 2009 beni per un valore di 150 milioni di euro. Oltre a queste gestisce beni del valore di 50 miliardi di euro.
Possono far domanda per aggiudicarseli anche i comuni che hanno programmato la loro riconversione – o progetti finalizzati all’abbattimento del debito pubblico. “I comuni possono migliorare con queste proprietà” dice Luca Antonini, professore di diritto amministrativo a Roma. In qualità di capo di una commissione parlamentare per il federalismo fiscale ha collaborato alla stesura del progetto. Secondo lui non si tratta semplicemente della vendita dei beni demaniali, ma di un amministrazione ottimale.
Per chiarire il senso della nuova legge, Antonini fa un esempio, che è familiare ad ogni italiano: le spiagge. Le spiagge nostrane appartengono sicuramente allo stato, ma sono gestite dalle regioni. Ogni anno qui vi si affollano vacanzieri, che noleggiano ombrelloni e sdraio. Un gigantesco giro d’affari.
Nonostante ciò lo stato sulle concessioni demaniali guadagna solo 100 milioni di euro. Troppo poco si lamentano la Corte dei conti e l’unione europea. “Le regioni riscuoteranno più tasse, se amministreranno autonomamente le proprie casse” afferma Antonini. Quindi presto le imposte per le concessioni confluireranno presto nelle casse regionali.
Antonini promette simili successi nell’efficienza, quando le regioni limitrofe del nord Italia amministreranno il lago di Garda. Oppure comuni che potranno, per modo di dire, possedere vecchi depositi collocati sul territorio comunale. Certo il progetto è di scottante attualità anche dal punto di vista politico.
I rappresentanti politici del partito della autonomia di destra Lega Nord accusano Roma di ruberie. Quindi il partito si preoccupa che possedimenti di particolare significato rientrino in possesso del nord. “Lo stato ha alienato il nostro patrimonio, ora questi ritornano indietro” esulta il capo della Lega Umberto Bossi.
La Lega inoltre non potrebbe far passare direttamente alle regioni la gestione del fiume Po – questo a detta della Lega segna il confine ideale dell’Italia del Nord, tra la Pianura padana e il resto dell’Italia. Comunque fanno parte della lista demaniale anche note zone dolomitiche – tra cui alcune che sono state dichiarate da poco patrimonio dell’umanità. Anche il Lago di Garda sarà tra breve amministrato a livello regionale, purché le regioni limitrofe si accordino su un unico progetto. Che la prestigiosa Villa Belinzaghi verrà venduta, è ancora da vedere. Il sindaco stesso per il momento vorrebbe amministrare la villa – per quale scopo, è chiaro. Tuttavia le richieste dei proprietari non sono note. Così un investitore di Como svela in Tribunale, chi è in realtà il vero padrone. Questa richiesta pubblica ha impedito due anni fa l’acquisto da parte del presidente del consiglio Berlusconi, quando voleva sistemarsi sulle rive del terzo lago d’Italia come vicino del famoso attore George Clooney e dell’imprenditore Richard Branson. Certe vecchie problematiche non si risolveranno solo con i nuovi progetti.
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