26 settembre 2010

GIANFRANCO FINI: MONTECARLO TULLIANI FOREVER



di Sabina Barca
E' Renato Ellero, ex senatore della lega, che alimenta il fuoco e lo tiene vivo. Quando si credeva che finalmente si stendeva un PELO pietoso (perchè di pelo si tratta) sulla storia monegasca, lui, esce dal nulla e rilancia:  


“La casa di Montecarlo non è di Tulliani, ma di un mio cliente.”
Però!
Nell'isola dell'evasione fiscale di Santa Lucia, si aggirano, da qualche tempo, come in un vecchio film, spie libiche russe e italiane. Manca qualcosa … e gli americani? Non ci filano più? C'erano tempi in cui gli USA potevano, per questo o quel governo, ma erano altri tempi.
La considerazione e l'osservazione è spontanea. Che combinazione, Libia e Russia … un caso Gheddafi e Putin. Naaa è una cattiva illazione.
Che interessi vuoi che abbiano la Libia e la Russia a tenere Silvietto al Governo?
Certamente nessuno.

Punirne uno per educarne 100 e forse 1000
Dal messaggio di Gianfranco Fini di ieri in Youtube, sia ben chiaro a tutti che, se qualcuno ha solo l'idea di uscire dalla linea governativa, sappia che sarà inesorabilmente schiacciato.
Il mobbing politico attuato nei confronti del presidente della Camera è devastante per l'intero paese che soffre un pericoloso immobilismo istituzionale.
Non sarà sufficiente l'esclusione di G. Fini dal Governo; qualcuno ha chiesto la sua testa servita su un vassoio d'argento. Senza pietà, e forse soddisfazione sarà fatta.
Siamo in una lampante condizione di POTENTATO e simpatetico sistema.
Se per molti il discorso del presidente della Camera può significare: “fermiamoci, prima che qualcuno si faccia male” per altri, trapela imbarazzo, disagio, e rabbia di chi non ha altra cartuccia da sparare. Il fine corsa. Forse la resa.
Osservando la gestualità di G. Fini, nel comunicato, si osserva che il linguaggio del corpo esprime ciò che le parole negano. S'intravede la mortificazione nascosta di un uomo inchiodato al muro. Infondo, puntualizza, cercando di ridimensionare, 
“io non sono come lui”.
L'appello a una ripresa democratica di confronto, potrebbe, ma non è certo, affacciare la disponibilità e la volontà di proseguo per il bene del paese. Punto a capo. Non ho altra scelta.
Una ripresa collaborativa che implicherebbe un “accantono momentaneamente l'umiliazione mediatica subita da me e la mia famiglia”.
Per quanto tempo ignorerà l'umiliazione tollerata, lo scopriremo presto, perchè è evidente che non c'è l'intenzione di archiviare o dimenticare.

1 commento:

storico ha detto...

Una qualche differenza tra Finie Berlusconi su come comportarsi davanti ai giudici la si nota

Fini assolto per l'appartamento di Montecarlo. Berlusconi: il Lodo è indispensabile