28 ottobre 2010

CARIONI: "FOSSI BRUNI, MI DIMETTEREI E BASTA "

di Sabina Barca
COMO -  C'è una spada di Damocle sulla testa del primo cittadino comasco, e aria intrisa di tensione.
È partito il countdown per l'8 novembre, e iniziate le trattative che vedono in primo piano i 4 consiglieri di maggioranza  “dissidenti”, pronti a contravvenire l'ordini di Milano che intima il totale sostegno al Sindaco, pena, espulsione dal partito. I quattro “Liberal”, Buono, Pastore, Bottone e Arcelaschi, al momento sono decisi a sfiduciare il sindaco e lasciare il partito se non saranno accettate le condizioni, attualmente in stesura.
Così il Pdl di Como, affronta una delle crisi più importanti di questa amministrazione. A mettere benzina sul fuoco è proprio l'oggetto della mozione di sfiducia, che non risparmia nulla e nessuno nelle sue dichiarazioni.

Le dichiarazioni del Sindaco Bruni
Infatti, Stefano Bruni, in una intervista ad un giornale locale, ridicolizza pesantemente l'assessore Molinari, a causa della recente  gestione infelice di un cantiere stradale, e ne chiede le dimissioni; dimissioni che vengono energicamente rimandate al mittente. Non solo, ma al tempo stesso, esalta la figura dell'ex assessore Fulvio Caradonna, costretto alle dimissioni per pesanti responsabilità con le paratie.
E di seguito, Bruni, con il fervore che lo contraddistingue, scarica responsabilità a consiglieri e assessori per gli insuccessi dell'amministrazione, definendoli “incapaci”, assolvendo a formula piena se stesso.

La mediazione del Senatore Alessio Butti
È innegabile il difficile lavoro del Senatore Alessio Butti, ex An, che ha il gravoso compito di riappacificare la spaccatura, incombenza che al momento non ha dato nessun esito positivo.
Il probabile insuccesso delle trattative del Senatore, potrebbero trovare motivazione nell'apertura  dei dissidenti per Fli. Infatti, a questo proposito, l'assessore Pastore, dichiara apertamente simpatia per il presidente della Camera Fini.

Le mosse della Lega Nord
Nel frattempo la Lega Nord, chiede a Leonardo Carioni, coordinatore provinciale, presidente della Provincia di Como, sindaco di Turate, presidente dell’Unione delle Province lombarde, consigliere di amministrazione Expo 2015, consigliere di amministrazione Pedemontana, il permesso di far cadere la giunta; richiesta diplomaticamente respinta da Carioni, con rinnovo di fedeltà al Pdl, ma con invito esplicito al sindaco: “Fossi Bruni, mi dimetterei e basta”.
Il solito stile leghista, tenere i piedi in due scarpe diverse, una ballerina, e un tacco 15 … è indubbio che ne risulta un andatura vistosamente zoppa.
Al momento non ci è dato sapere se esiste un un coraggio intellettuale per l'affondo, ma certo è che le motivazioni politiche non mancano. La cittadinanza è sfiancata da polemiche e inefficienze, da accuse e recriminazioni, e si spera, che gli addetti ai lavori considerino prioritario il bene della comunità e non delle proprie poltrone.

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