27 ottobre 2010

COMO E LE GRANDI OPERE: LE AMBIZIONI FALLITE DEL SINDACO BRUNI

Di Sabina Barca

COMO - Potrebbe finire l'8 novembre prossimo il secondo mandato del sindaco Stefano Bruni (PDL), un anno e mezzo prima senza aver concluso nulla di ciò che aveva promesso.

E' riuscito a sopravvivere a tornado come “paratie”, “Ticosa”, tutte opere fragorosamente fallite, dove ha dimostrato una incapacità gestionale e relazionale. Spesso criticato dai cittadini per la   sua arroganza e l'incapacità di ammettere gli errori, si pone come indiscusso portatore di verità.
E tra una lotta e l'altra, a palazzo Cernezzi, il 25 ottobre, viene presentata una mozione di sfiducia proprio al pupillo di Formigoni, Stefano Bruni.

L'affare Multi Investmente BV
La Multi, era vincitrice dell'appalto per la riqualificazione dell'area industriale ex Ticosa. Il 1 ottobre 2010, dopo vicissitudini indicibili, la Multi Investment BV, ditta italo olandese, con lettera indirizzata al Comune di Como, dichiara di ritenere il contratto preliminare di compravendita dell'area Ticosa, risolto o comunque inefficace, per gravi adempimenti imputabili al Comune di Como, e per altri aspetti amministrativi riguardanti il progetto Ticosa.
In fine precisa: “Ci si riserva di esercitare in giudizio ogni azione a tutela dei propri diritti, ivi inclusa ogni possibile azione per accertare o dichiarare la risoluzione del contratto preliminare”
Il Comune di Como risponde l'8 ottobre 2010, con scritto, a firma dell'ing. Roberto Laria,  dicendo: “accettate una vostra comunicazione volta a consentire un incontro a stretto giro per un'ultima chiarificazione […] si comunica che si procederà senza ulteriore preavviso all'escussione della fideiussione, così come previsto all'art. 10 del preliminare di che trattasi” . In definitiva si intima il pagamento di una penale per aver lasciato il progetto, penale che tradotta in cifra ammonta a 3 milioni di Euro. Tutto lascia intendere che la situazione volge verso una causa lunga e costosa. Nel frattempo, l'area Ticosa rimane congelata. Dopo 3 anni di annunci e finte risoluzioni, finisce con un fragoroso fallimento.
Da qui, il Pd di Como il 25 ottobre, presenta la sua mozione di sfiducia per il primo cittadino comasco.

Firmatari anche 4 liberal
Ma certo nessuno poteva prevedere che quattro consiglieri PDL, defezionassero il Pdl per appoggiare la mozione. Perché passi la mozione di sfiducia occorrono 21 voti: 15 sono della minoranza, tre del gruppo misto, (sempre di maggioranza), più i 4 dissidenti, in totale 22 voti. Questo è al momento il quadro politico di Palazzo Cernezzi. Molti sperano nella caduta del Sindaco Bruni, però pochi ci credono. In effetti, la Lega Nord, potrebbe fare la differenza, perché grida, ma poi mette in sicurezza il sindaco, e lo puntella alla poltrona. Naturalmente i quattro consiglieri dimissionari Pdl, sono oggetto di attenzione del On. Butti che ha già annunciato “speranzoso” un possibile punto d'incontro.

L'affare Paratie
Intanto, continuano sempre i frastuoni per i cantieri delle paratie che sono a un punto morto, e per stessa dichiarazione del sindaco, non finiranno prima di 3 anni; causa, fine fondi. La notizia ha agitato non poco gli albergatori della cittadina che, chiedono la chiusura immediata dei cantieri, e la restituzione della “promenade” in riva al lago. Il danno per loro e la città di Como, è notevole. Probabile causa del prosciugamento dei fondi è l'abbattimento del muro/diga edificato in riva al lago, che impediva la vista dello stesso in passeggiata. Oggetto ingombrante, che la cittadinanza, a gran voce, ha ripudiato. Errore di progettazione? No! I cittadini non capiscono.   I cantieri,  al momento chiudono completamente la vista del lago, barriere che lasciano sbigottiti turisti e affranti i cittadini. I turisti scappano, e in tempo di crisi, è doloroso per incassi e posti di lavoro.
La politica delle Grandi Opere si sta rivelando, non solo a livello nazionale, ma anche nei territori, una bufala senza precedenti.

Grandi Opere, a Como è sinonimo di spreco di denaro pubblico e disagi spropositati per i cittadini, tutto in nome di faraoniche soluzioni.
Le scosse telluriche della giunta Bruni ci sono state, la poltrona del sindaco ne porta i segni, le domande sono: “resisterà anche l'8 novembre 2010?” “se cade, chi prenderà il suo posto?”

1 commento:

EASY NEWS PRESS AGENCY - DIRETTORE MAURIZIO ZINI ha detto...

Pregiatissimi,

in riferimento a notizie apparse sulla stampa relative alla costituzione di vari gruppi politici a nome AREA LIBERAL, con la presente richiediamo la pubblicazione e/o diffusione del seguente nostro comunicato ufficiale, in nome della legge sulla stampa per una corretta informazione ai cittadini:
L’Ufficio di Coordinamento Nazionale di LOBBYLIBERAL International, a nome di Maurizio Zini fondatore e Presidente della Istituzione LOBBYLIBERAL, alla luce della diffusione di notizie giornalistiche e di ipotetiche future iniziative politiche, invia formale diffida a non usare ulteriormente i simboli e la sigla anche in accostamento con altre parole, delle denominazioni LOBBYLIBERAL e AREA LIBERAL sul territorio Italiano, nel corso di attività sia di carattere ordinario che straordinario, nonché per manifestazioni ed iniziative elettorali e in particolare in costanza di riunioni, di congressi, di manifestazioni con avvisi, manifesti, volantini, messaggi, missive e con ogni altro intervento diretto e mediatico con l’effige dei loghi e dei nomi LOBBYLIBERAL dal 09/10/2002 classi 14-16-18-25-26-35-38-41 e AREA LIBERAL dal 24/10/2002 nelle classi 16-25-38-41, regolarmente registrati a tutti gli effetti di legge presso le competenti autorità italiane. Un tanto con ogni riserva di richiesta danni materiali ed immateriali, in particolare inerente e conseguente all’abuso dei simboli e dei nominativi LOBBYLIBERAL e AREA LIBERAL.
La nostra presa di posizione - dichiara il Presidente Zini (www.mauriziozini.com) - si è resa necessaria dopo l’apparire sulla scena nazionale e locale di diverse sigle associative e non, denominatasi LOBBYLIBERAL e AREA LIBERAL e del fatto che le sigle LOBBYLIBERAL e/o AREA LIBERAL, si accompagnano aggiunte anche a nominazioni a noi del tutto sconosciute e al simbolo che ripete pari pari i tradizionali simboli della Istituzione LOBBYLIBERAL e/o AREA LIBERAL, da questa creati, adottati e registrati e dalla stessa sempre usati nella sua attività culturale e di politica ordinaria e straordinaria. I Dirigenti Nazionali a nome di tutti gli aderenti, esprimono il più assoluto dissenso dalle impostazioni di quanti si sono fatti strumento di bassi interessi di bottega, per soddisfare le velleità personali di alcuni che finalmente sperano di ottenere una candidatura politica con le sigle LOBBYLIBERAL e/o AREA LIBERAL di nostra esclusiva proprietà su tutto il territorio italiano.
Gli aderenti e i simpatizzanti di Lobby Liberal - LL si riconoscono nello slogan “LOBBYLIBERAL & AREA LIBERAL - Con la gente, per la gente, tra la gente. La Libertà non è uno spazio Libero, la Libertà è partecipazione”.
Per ulteriori informazioni Vi invitiamo a visitare i nostri siti web ufficiali:www.lobbyliberal.org e www.arealiberal.com

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