13 dicembre 2010

BERLUSCONI E IL SUO ONOREVOLE DISCORSO


Di Sabina Barca

"Gli onorevoli si sono presi il numerino e uno ad uno hanno iniziato la manfrina di critiche e lodi al presidente del Consiglio".

Basso il tono del discorso di inizio del Cavaliere. Sorridente e con il suo celebre accento da nobile decaduto, inizia la recita del discorso che questa mattina alle 9:00, da l'inizio ai lavori.
Seduto vicino al premier, il fedele leghista U. Bossi. Da lì a poco, addentrandosi nel discorso, l'enfasi cambia. Un pò grave poi più leggera, a tratti quasi morbida quando descrive la possibilità di una “crisi al buoi”. Quasi il timore di pronunciare quella 3 parole.
Parla di personalismi, LUI, di decadenza da prima repubblica, e di autolesionismo che fa perdere la fiducia nel paese.
Racconta di forze che trascinano il paese in una spirale di declassamento e dequalificazione che l'italiano non vuole. Chissà a chi si riferiva.
Con convinzione elenca gli obbiettivi raggiunti dal governo, e si sfila abilmente per ogni progetto non raggiunto, colpevolizzando la crisi globale, e l'eredità di una sinistra incapace. Nessuna ammissione riguardo i problemi a governare.
Racconta di politiche irresponsabili all'opposizione, e di concretezza del governo. Utilizza la sua “franchezza” di sempre e dice di un governo che si è assunto grandi responsabilità acquistando reputazione e credibilità nei mercati mondiali. È meraviglioso.
Debole e privo di argomentazioni ha diluito la maggior parte delle problematiche della politica nazionale ed estera.
Ha velatamente elevato se stesso come centro del mondo.
Indubbiamente il meglio di se, è arrivato con la replica dopo gli interventi degli onorevoli deputati.
Incurante di tematiche importanti, incapace di argomentare ha preferito ribadire il suo essere il migliore. La storia dirà di lui. Ardua sentenza ai posteri.
È qui che è affiorata la vanità e la certezza che lui si sente il centro del mondo.
Lui è il centro e tutto il resto gira intorno a lui. Per un attimo, come un pavone si è visto fare la ruota.
Io ho fatto! Io sono! … io so fare e dire ... tutti lo sanno, tutti mi riconoscono … nessuno come me. Leggermente vanesio, perché trattenuto, concede la difesa di se stesso.
Una cosa è certa, lui ha una autostima galattica.
Il resto del parlamento era completamente oscurato dalla presenza del re sole!
A domani.
Io per non sapere ne leggere ne scrivere, MI PREPARO AL VOTO.

Pensiero della notte: “Silvio, verso l'infinito e oltre"

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