01 dicembre 2010

YARA LA PREOCCUPAZIONE CRESCE

Di Sabina Barca
BERGAMO – Continuano le spasmodiche ricerche della tredicenne Yara. Dopo sei giorni di intense perlustrazione, al momento non si può certo dire che esista una pista attendibile e valida da seguire.
E' certo che il cellulare della giovane ragazza si è spento alle 18 e 50, e che in quel preciso istante era agganciato alla cella telefonica di Mapello, località che dista 4 km dal luogo della sparizione.

La scomparsa
Da venerdì il silenzio mortifica la famiglia della piccola Yara, continuano con ogni mezzo le ricerche. Impiegati elicotteri, sommozzatori, Protezione Civile, Forze dell'Ordine, e squadre speciali di cani da fiuto.
Nelle ricerche sono stati ritrovati oggetti di possibile interesse che puntualmente sono stati sottoposti alla famiglia nella speranza che forse qualcuno di questi appartenesse alla ragazza scomparsa. Tra questi un guanto che già ieri si pensava fosse di Yara. La risposta della famiglia è stata negativa, nulla di ciò che è stato ritrovato apparteneva alla 13 enne.

La madre
La sig. Gambarisio, nella sua ultima dichiarazione, precisa cercando di dissipare qualsiasi analogia con il caso Scazzi: “Yara con questa storia non c'entra: non si è allontanata volontariamente, non lo avrebbe mai fatto - proseguendo a ragione – Su questa vicenda si sta cominciando a fare troppa pubblicità negativa, sia nei confronti di mia figlia, sia di Brembate Sopra, che non lo merita”.

Il sindaco
Come nel caso Scazzi, l'esterno di casa Gambirasio si è popolato di fotografi e giornalisti, in cerca di notizie. Nel rispetto della famiglia Gambarisio, il primo cittadino ha emesso un'ordinanza che vieta dirette tv e la sosta/avvicinamento di furgoni base per collegamenti televisivi.
Il primo cittadino ha diramato un messaggio tramite i suoi assessori: “Il sindaco chiede che ci sia il massimo rispetto nei confronti della città, dei luoghi pubblici, delle scuole; siamo tutti impegnati nella ricerca di Yara e chiediamo ai giornalisti di avere il massimo rispetto per la famiglia".

Le ricerche
Molte le forze in campo impiegate nello scandaglio delle zone circostanti. Protezione Civile, Carabinieri elicotteri, sommozzatori e in ultimo un cane di nome Joker, un segugio di razza bloodhound, considerato un eccellenza nei ritrovamenti e di proprietà della polizia di Lugano. Il cane ieri ha fiutato e segnalato qualcosa a Mapello, episodio che ha subito allertato gli inquirenti che subitamente hanno circoscritto una vasta area comprendente un centro commerciale in costruzione e un grande campo agricolo confinante.
Joker è addestrato per ritrovamenti di scomparsi e ha una percentuale del 70% di successo.
Le energie profuse nella speranza di ritrovare la giovane sono notevoli, difatti, imperterriti i ricercatori si fermano solo quando cala il buio. I vigili del fuoco intanto proseguono le ricerche nell'area dell'ex raffineria Sobea a Mapello. Anche la neve caduta tra ieri sera e oggi ha complicato le ricerche ma, nessuno e nulla ha fermato gli uomini. 

La lettera anonima
Questa mattina 1 dicembre una lettera anonima pervenuta al centro sportivo suggeriva chiaramente di cercare la ragazza scomparsa, nel grande impianto di via Locatelli. I Carabinieri, che già in precedenza avevano controllato la struttura, con sollecitudine hanno evacuato l'edificio dando poi inizio ad una ispezione accurata anche con l'ausilio del cane blood hound.
Purtroppo anche in questo circostanza l'esito è stato negativo. 

Il testimoni
Il 19 enne, Enrico Tironi, che volontariamente aveva rilasciato dichiarazione sull'ultimo presunto avvistamento di Yara, è ufficialmente considerato inattendibile, non solo, ma è stato denunciato a piede libero per falso ideologico e procurato allarme. Il ragazzo aveva rilasciato un'intervista televisiva dichiarando di aver visto la ragazza alle 18 e 45 compagnia di due uomini accostati con una vettura rossa e quattro frecce accese. Ascoltato dai Carabinieri, è subito emerso che la fallace testimonianza non aveva credibilità, infatti, il giovane ha confessato che era tutto frutto della sua immaginazione.
La Procura
Al momento la Procura di Bergamo ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di reato per sequestro di persona, infatti, non si esclude il sequestro, però, al momento non si esclude nulla.
I famigliari hanno sottolineato che è del tutto improbabile un allontanamento volontario della ragazza. Affermazione che trova riscontro nei fatti, visto che la giovane non aveva con se alcun oggetto o indumento che può far pensare ad un imminente allontanamento.

Il Vescovo Vicario di Bologna
«Dietro a episodi come la scomparsa di Yara Gambirasio c'è una mens demoniaca»: è quanto ha dichiarato all'Adnkronos monsignor Ernesto Vecchi, vescovo vicario di Bologna «il demonio è bello, ben vestito e affascinante. Gli risulta facile trarre in inganno chi non è abbastanza forte da resistergli» e convintamente prosegue «si tratta di un'entità trasversale, che può trovarsi ovunque in ogni situazione e, al giorno d'oggi, può annidarsi anche nel mondo del web, dei social network e soprattutto di Facebook».
La dichiarazione del vescovo probabilmente detta in generale, non ha tenuto conto che Yara è una delle poche giovani che non ha dimestichezza con i social network e in particolare con Facebook.

Gruppo in Facebook
Cresce il numero delle adesioni al gruppo dedicato a Yara Gambirasio intitolato “ Gruppo per trovare Yara Gambirasio”. Al momento hanno aderito più di 19 e 800 iscritti. Tutti hanno parole di sostegno alla famiglia e di speranza di ritrovamento per la giovane atleta.


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