22 gennaio 2011

STORIA DI UN VECCHIO BAVOSO E DI UN PRETE APPROFITTATORE

“Quando le famiglie sono colpevoli” 
Di Sabina Barca 
Si sta sbandierando la privacy domestica oltre ogni misura.
Se pensiamo che in casa propria possiamo fare tutto quello che vogliamo, allora non abbiamo rispetto del prossimo ne tanto meno delle leggi.
Mettiamo da parte morale e religione.
Supponiamo che il nostro vicino di casa, di 74 anni molesti nostra figlia (solo molestia). La attira nella sua abitazione con promesse o richieste varie, e offrendo doni, e qualche denaro, si permette di mettergli le mani addosso.
Meglio ancora.
Immaginiamo un prete di 74 anni che, mentre nostra figlia di 17 anni è all'oratorio, viene attirata nell'appartamento del caro prete. Questi convince la creatura a prestazioni sessuali, sotto promessa di vita eterna e/o assoluzioni dei peccati infinite e con doni a profusione.
Gli episodi si ripetono e prendono una piega abituale e inevitabilmente la magistratura ne viene a conoscenza.
Si scopre che gli episodi tanto segreti non erano. Le ragazze ogni dono l'hanno condiviso con la famiglia, e nessuna di queste si è chiesta come e quando le figlie hanno ricevuto i compensi. Monete e doni erano migliorativi nell'economia famigliare, e di tanto in tanto le mamme e i papà le invitavano a fare un giretto dai nonni. 


I vecchietti si difendono.
Il dare e ricevere diventa di dominio pubblico. L'imbarazzo cresce. Quanto tutto diventa pubblico … ha tutto un altro peso. Le persone ti guardano diversamente.
Le 2 storie finiscono davanti ai giudici.
Gli imputati negano e dichiarano di essere stati spiati da vicini indiscreti, perchè maldicenti e impiccioni. Una cattiveria per danneggiare e cacciare i vecchietti.
Gli anziani contrattaccano. Uno racconta che la malcapitata è colpevole di averlo adescato per estorcere denaro, e rincara l'accusa dichiarando che, i vicini da tempo vogliono l'appartamento da lui abitato, e piangente racconta come suo malgrado, si è trovato a combattere la tentazione di una minorenne che si era dichiarata maggiorenne.
L'altro, si rifugia in seno alla chiesa e lascia che i difensori giochino la partita. Non è molto preoccupato. Nel frattempo, la curia decide il trasferire il religioso in altra sede parrocchiale dove potrà, a suo piacere, ripetere il reato. Naturalmente i difensori del pretino, accusano le autorità di aver “sfondato con le intercettazioni” la privacy del religioso e anche il segreto professionale.
Per incasinare ulteriormente la faccenda, le famiglie che beneficiavano di denaro e doni, si rifiutano di testimoniare e di far condannare i rispettivi indagati. Infondo perchè dovrebbero perdere una fonte di guadagno?
Ma peggio ancora, dovrebbero ammettere pubblicamente che hanno incoraggiato e permesso le tresche e che per non perdere la vacca da mungere, sperano nell'assoluzione.
La morale è che tutte le realtà si posso stravolgere e deformare pur di salvare la faccia davanti all'oppinione pubblica. Infondo la chiesa insegna. Per anni ha negato gli episodi di pedofilia. E per anni adolescenti sono stati violentati e abusati.
In conclusione, se fosse stato un pretino o un vescovo, oppure il vecchietto bavoso, imputati dellametà delle accuse del premier, l'oppinione pubblica avrebbe reagito diversamente.
È matematico.
In sostanza nessuno può fare quello che vuole. Neppure a casa propria.
Non in una società così detta civile. Esistono leggi e regole da rispettare, sempre. Pertanto la prostituzione, lo spaccio o l'uso di droghe, molestie, maltrattamenti etc etc (senza arrivare all'omicidio) non si possono commettere ne' dentro ne' fuori casa. E questo a prescindere dalla moralità di ognuno di noi.
Persino un semplice regolamento condominiale ricorda che non si può fare quello che si vuole nella propria abitazione. 

Non vedo l'ora di difendermi”
Molti sono convinti che il presidente del consiglio non sia in grado di sostenere un confronto con i magistrati. Pare sempre più evidente, che il suo equilibrio “emotivo” sia subordinato alla sudditanza di chi lo circonda. Insomma potrebbe sbroccare e dire qualcosa che lo frega.
Questo è un probabile motivo per cui i suoi difensori si prodigano alla ricerca di cavilli (tra cui le solite competenze dei tribunali)
Non solo. Se si prende per giusta l'esistenza della magistratura rossa, si deve conseguenzialmente accettare una magistratura nera (filo governativa). Non è un caso che la prima mossa dei difensori di B è quella di assicurarsi la sede più “idonea” e vantaggiosa dove poter contare su assoluzioni, o prescrizioni, o meglio ancora caduta del reato.


Il muro di gomma
Il muro di gomma che si è formato istantaneamente intorno al premier non è altro che primitivo istinto di sopravvivenza. Non ha niente a che fare con la coscienza l'ideologia, o la responsabilità nazionale.
Ogni parlamentare della maggioranza, non sta proteggendo solo il ricco miliardario, ma anche la propria carriera politica e relativi denari e poteri; inclusa la futura pensione. La disponibilità economica del presidente del c. permette di consolidare e allargare la maggioranza senza dover promuovere nessuna idea politica.
È scontato che un finanziatore così serve sempre!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Mi risulta difficile impersonare "l'avvocato del diavolo" per personaggi che non stimo ma ancor più insopportabile per me è il moralismo a senso unico, specie se banalizzato con esempi fuorvianti.
Le donne che si sono prestate ad azioni poco edificanti sono tutte, senza eccezione, professioniste strapagate che non esercitano la professione per bisogno ma per poter permettersi una vita agiata. Se poi vogliamo considerare le minorenni, ritengo che per queste, il ruolo determinante sia stato esercitato dalle famiglie che, attenzione, non agevolano questo mercato schifoso per fame ma per permettersi quel superfluo che sembra così importante al giorno d'oggi.
Quanto detto non assolve, ovviamente, il vecchio satiro ma ripartisce le responsabilità tra tutti i partecipanti.