21 gennaio 2011

TUTTE LE DONNE SUBISCONO BERLUSCONI (anche quelle che non ci credono)

saranno famose
"il governo che devasta le donne in tutti i sensi”.
Di Sabina Barca
Se proprio si vuole un nome nuovo per il partito del premier potrebbe calzare bene sicuramente “i negazionisti” nel senso di rifiuto/diniego fatti ed eventi, anche in presenza di plateali prove. Un approccio che vuole confondere e intorpidire i fatti. Menzogna e verità si attorcigliano inequivocabilmente fino al punto in cui niente è più chiaro. I negazionisti, negano raccontano e recitano indignati. Pianificano minestroni di cavilli.
Ma non basta, dopo la negazione è indispensabile accusare, puntare il dito su colpevoli e distogliere l'attenzione da chi, in primis è imputato.
Siamo al punto in cui, trasgredire è bene e vincente, e essere corretti è male perchè perdente. Si promuove la cultura del becero e volgare, propinato come stile riformista e, la tranquilla normalità come bigottismo retrogrado, tutto per esorcizzare e giustificare quello che non riescono a non fare. Rimanere onesti e puliti.
Aristotele Onasiss promuoveva una regola: “ogni uomo ha il suo prezzo” innegabile, però si potrebbe completare “anche ogni donna”
Che sia il bracciale, una foto sul giornale, qualche vestito griffato, una comparsata in qualche talk-show, un calendario, oppure una busta di sonanti euro, si mercificano, grate e felici convinte della scelta di vita. Ecco la donna moderna, generazione progresso, che baratta corpo e mente per ogni inutilità. I negazionisti le chiamano “scorciatoie legittime”; anche questo è avanguardia. De gustibus non disputandum est!
C'è una questione femminile però che va affrontata.
Spacciare il mestiere più vecchio del mondo, come simbolo di emancipazione e rinnovamento è un azzardo allucinante. Certo si può interpretare come una libera scelta, forse una forma di democrazia, ma pur sempre prostituzione aggravata da futili motivi rimane.
Il nuovo paradigma femminile è indiscutibilmente puttaneggiante. Una mostruosa involuzione in cui la donna è nuovamente assoggettata all'uomo, per suo uso e consumo.
Questa leadership politica, premia l'edonismo che sottopone la donna alla più perversa mercificazione sessuale, e gli spot pubblicitari ne sono un esempio.
I deputati del governo, per coerenza, in sintonia con le giustificazioni, dovrebbero incoraggiare alle cene di gruppo, le proprie figlie, sorelle, madri, fidanzate. Meglio ancora, se sono piccole.
Quelle che vengono definite “scorciatoie legittime” puzzano di lezzo.
C'è odore di emarginazione e di classismo; più sono affamate, più sono ossessionate dalla celebrità. Più sono in basso, e più sono disposte a tutto. Catturate per fame e con promesse.
Eppure tutte hanno famiglia. Padri e madri, che fuori da ogni regola emotiva, incoraggiano e aspettano la busta a casa.
E le donne stanno a guardare
Un'offesa rabbiosa si scatena tra quante, nella dignità e nel rispetto di se stesse e del prossimo, studiano, lavorano e hanno cura della propria famiglia, lottando contro la quotidiana discriminazione dentro e fuori casa.
La dignità di una donna è tutt'uno con la vita civile e politica di un paese, indispensabile per poterlo ritenere civilizzato.
La donna fascista ideale, stava a casa, faceva tanti figli, ossequiava il marito e portava le corna in silenzio. Uno stereotipo abbracciato anche dal clero. C'erano donne fattrici, e donne amanti. Una stava chiusa a casa e l'altra chiusa nel bordello. Questo è l'excursus storico italiano.

Nell'attuale società civilizzata (o presunta tale) la donna fatica ancora a conquistare spazzi nel mondo del lavoro e ruoli di rilievo. Il 53% delle donne ha un titolo di studio superiore, contro il 45% maschile. Le donne rappresentano oltre il 65% dei laureati. Nonostante la scolarizzazione femminile abbia raggiunto livelli elevati, persevera la difficoltà a ricoprire ruoli importanti anche in presenza di eccellenti competenze. In alcuni casi, l'eccezione è dovuta non dal merito ma dal cognome.
Attualmente resiste la disparità retributiva uomo/donna, e persevera inspiegabilmente l'indirizzo femminile scolastico e delle mansioni di gestione famigliari.

In Italia, ogni 2 giorni viene uccisa una donna per mano del suo ex compagno.
Perdura un problema. La violenza sulle donne è diffusa in tutte le classi sociali. Si consuma tra le mura domestiche per mano degli uomini di famiglia; la violenza è la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne tra i 14 e i 50 anni, prima del cancro e degli incidenti stradali.
Si registra un crescente impoverimento di donne anziane, che vivono di pensione sociale (inferiore a € 500) perchè hanno dedicato la vita alla crescita e l'educazione della prole, la base di ogni società.
In Italia rimane ancora solo a livello giuridico la pari dignità sociale e uguali diritti rispetto al genere maschile.
Infine, ancora oggi, la rappresentanza politica delle donne, è insufficiente nel paese. Il numero di parlamentare, di ogni schieramento politico, è ancora vistosamente deficitario rispetto le altre realtà europee.
Si segnale che:
In Italia, c'è un luogo dove sono selezionate e istruite le nuove generazioni di donne parlamentari del paese (e non solo). Si chiama “saranno famose”
Nel “vivaio” è presente uno staff organizzativo che, aiuta e orienta le partecipanti, anticipatamente selezionate. Solo le più “meritevoli” potranno partecipare ai corsi di formazione.
È indispensabile la bella presenza. La giovane età conferisce titolo preferenziale.
Il test d'ingresso si risolve con una password semplice; basta rispondere: “Minetti”.
Nello stesso vivaio (o allevamento), si selezionato attrici e cantanti per talk-show, giornali e serial televisivi.
Il successo è assicurato, grazie alle premurose attenzioni degli insegnanti che stimolano e incoraggiano la manualità dalle ragazze.
La permanenza nel vivaio è supportata da momenti ludici (danze).
Contemplato il trattamento “All inclusive” (pasti e bevande).
Al termine la giovane è incoraggiata a ritornare, per ulteriori approfondimenti, con regali preziosi e buste di denaro, tanto gradite dalle famiglie.
Le più dotate e abili sono premiate con una copertura extra sede, nel caso si verifichi qualche inconveniente.

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