10 febbraio 2011

RISPOSTA A PUBBLICAZIONE "LA PROVINCIA" DI COMO PER SIG. VERA FISOGNI

In riferimento a pubblicazione del 08/02/2011 sul quotidiano La Provincia di Como dal titolo "Donne, dire basta non è abbastanza" di Vera Fisogni. 

Di Sabina Barca

Gentile sig.ra Vera Fisogni,
che piacere è stato leggerla. Non avrei espresso meglio quanto da lei esposto.
Mi permetto di aggiungere qualcosa.
L'educazione è gratis, ne possiamo usare quanta ne vogliamo; verso noi stessi e verso il prossimo. L'educazione è rispetto per il proprio corpo, e per l'altrui persona. Infatti, io personalmente, non ho mai avuto l'idea di comprare qualcuno.
Siamo al punto in cui, per giustificazione e legittimazione mirata, si propina uno stile di vita davvero dubbio, come liberista e modernista, ma meglio ancora, come una rivoluzione culturale di pregio. Tutto in felice contrapposizione al bigottismo e al moralismo, consideratati obsoleti e medioevali. E che dire dell'ipocrisia? Mai parola fu più logora e abusata per svilire e svuotare l'integrità altrui.
Dicono che ognuno è libero di fare quello che vuole, (l'importante che poi risponda delle proprie azioni) però, è altrettanto vero che quando la libertà di alcuni invade la mia, ridicolizzando e sminuendo il mio stile di vita, allora, mi vedo costretta a difendere il mio spazio e la mia persona.
C'è una grave sovrapposizione, una invasione di campo schiacciante.
Si ritorna al rispetto per se stessi per l'altrui persona. Rispetto per il coraggio, la perseveranza, la determinazione e l'orgoglio di milioni di donne che affrontano a testa alta le avversità e le frustrazioni della vita.
Rispetto per le donne e uomini che non credono nei facili guadagni, che fanno propria la dignità lavorativa. Rispetto per l'umiltà delle scelte.
Rispetto per il nobile e fiero impegno di mogli e madri lavoratrici che ogni giorno lottano per la sopravvivenza della propria famiglia.
Siamo allo stravolgimento dei significati, dell'interpretazione. La storia è diversa. Ci raccontano che Cappuccetto Rosso, è colpevole! Colpevole d'essere passata nel bosco, (scorciatoia) e con la sua presenza, di aver provocato il lupo che, in quanto cacciatore, ha dovuto mangiarla. Il lupo è cacciatore; che fa se ne priva? No mai! Se il lupo avesse un avvocato esclamerebbe: “Basta con l'ipocrisia, lui era nel diritto di mangiare nonna e nipote. Lui caccia le prede, deve pur mangiare. Cappuccetto Rosso non doveva passare nel bosco, non solo, ma la mamma doveva tenersela a casa”. La glorificazione del lupo.
L'abnorme e che si fa del modernismo con le bambine degli altri!
Un anziano/nonno che si “accompagna” con ragazzine 50 anni più piccole, è moderno?
Ipotizziamo il vicino di casa di 74 anni che molesta la nostra figliola di 17. La copre di doni in cambio di favori sessuali.
Meglio ancora, immaginiamo che un parroco, di 74 anni avvicina la nostra giovane figlia mentre è all'oratorio, e la "conquista" con gadget. in cambio i soliti e vecchi favori sessuali. L'indignazione sarebbe stata scenografica, spettacolare. Matematico.
Vorrei dire “vergogna!” Ma da tempo ho compreso che la vergogna non è per tutti perché implica la coscienza/consapevolezza delle proprie azioni. Dirò che tristezza!
Condivido con lei che le signorine dotate di vena artistica abbiano nel loro C.V. la frequentazione scolastica della “saranno famosi” del caso, con buon rendimento scolastico. Che emergano per competenze, dote, e merito. Che comprendano il piacere della conquista, e della perseveranza. Anche la difficoltà ha il suo gusto e sicuramente, tempra rinforzando l'auto stima.
In contrapposizione però, riscattiamo da questo scempio le donne che vivono da protagoniste il proprio tempo, nell'anonimato, senza l'ausilio di riflettori.
I difensori di questo stile di vita proposto con plauso, se ne facciano una ragione, che ne prendano atto che, non tutti sono disposti a vendere/comprare. Che riconoscano che c'è conflitto con la nobiltà naturale di molti che, per scelta, le rifiutano perché in contrapposizione con il proprio essere.
Una precisazione. La così definita “scorciatoia” è uguale a intelligente/furba, indi tradotta in positivo; mentre onesto/dignità è uguale a fessa/sfigata/racchia, tradotta in negativo. A beh! Questa leadership politica sta scrivendo il nuovo Zanichelli!
La scorciatoia, che filosofia. L'ideologia della successo effimero. Oggi c'è, domani boh!
Ci sarà ancora la libertà di dire: “che schifo”, e riportando “è solo un vecchio” poi “culo flaccido” e chiudendo con "Zero, proprio non c'ho voglia, Mi viene il vomito a pensarci oggi. Giuro" la sensazione è che non deve essere stata così eccitante la benefica rivoluzione anti ipocrisia.
In ultimo lancio una sfida agli addetti degli spot pubblicitari: siete capaci di promuovere e vendere un qualsiasi prodotto senza posizionare in primo piano il corpo di una donna? Forza e coraggio … provateci.
Concludo rinnovando l'invito alle comasche che sentono di condividere a partecipare alla manifestazione di domenica 13/02/2011 a Milano, P.zza Castello, e come ben spiegato da lei, che sia un momento non solo di condivisione ma di inizio nuova e costruttiva consapevolezza.
Sabina Barca  

P.S. 
Per quante vogliano aderire alla manifestazione di Milano P.zza Castello, diamo appuntamento alla stazione nord di Grandate-Breccia domenica, ore 12:10 destinazione Milano-Cadorna. Grazie per l'attenzione.
(LA RISPOSTA PUBBICATA E' STATA INVIATA ALLA PROVINCIA DI COMO IL 09/02/11 ORE 16:28 via mail)
 Prima pagina titolo "donne dire basta non è abbastana" continua a pag. 7 edizione del 8/2/11 La Provincia di Como http://www.laprovinciadicomo.it/publisher/Giornale%20online/section/

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