30 marzo 2011

BERLUSCONI SENZA MICROFONO

Di Sabina Barca

MILANO – Lunedì l'uscita di S. Berlusconi dal palazzo di giustizia di Milano ha, come da programma, permesso il bagno di folla da lui tanto voluto. Come da copione, precedentemente preordinato con il coordinatore cittadino Pdl, Mario Mantovani, hanno risposto a chiamata i suoi fans. Ciò che non è stato detto però e che l'organizzazione prevedeva anche che il Premier ricevesse “casualmente” un microfono con il quale avrebbe “improvvisato” un comizio contro i giudici. Microfono che non è arrivato a causa del filo troppo corto.
Ma la politica del Bagaglino, non ha funzionato. Un filo troppo corto ha impedito il raggiungimento delle mani del cavaliere. Così i presenti hanno notato un Berlusconi “inspiegabilmente” in attesa di “qualcosa” mentre si dilungava speranzoso che finalmente si materializzasse nelle sue mani il tanto sospirato microfono. Invece così non è stato. Innervosito e rassegnato è salito in auto ed è andato via.
L'obbiettivo della finta improvvisazione era di far apparire in ogni telegiornale “l'inatteso discorso” che aveva per sfondo il palazzo di giustizia e lui,in primo piano, protagonista indiscusso, circondato dalla folla aclamante.
Ma, la regia raffazzonata non ha permesso il pathos scenografico desiderato. Per porre rimedio all'inconveniente, e soddisfare il suo bisogno di protagonismo, fuori programma ha registrato un messaggio ai Promotori della Libertà, subito reso disponibile nel sito.
Ma l'occasione d'ora era ormai persa.
Si ascolta nel suo messaggio on-line: - L'accusa è totalmente falsa e i miei avvocati lo hanno dimostrato, così falsa che c'è da chiedersi con quale coraggio la procura di Milano abbia insistito a spenderci sopra tra consulenze, rogatorie e atti processuali solo qualcosa come una ventina di milioni di euro tolti dalle tasche dei contribuenti” - e prosegue - Questo è solo uno dei 31 processi avviati contro di me in 17 anni, con oltre mille magistrati che si sono occupati di me e delle mie aziende. Ventiquattro si sono conclusi con l'assoluzione con formula piena per non aver commesso il fatto. Ho deciso di partecipare a queste nuove udienze per dimostrare che le accuse contro di me non solo sono infondate, ma addirittura ridicole”. Insomma, le solite dichiarazioni trite e ritrite che si ripetono da anni e che non dicono niente di concreto.
Il presunti sostenitori (di cui è legittimo dubitare a causa del precedente mini raduno organizzando dalla Santanchè poi riconosciuto come cast di spettatori abituali della De Filippi e l'ultima triste interpretazione di donna terremotata ospite dalla sig. Della Chiesa) si sono dilungati con cori, striscioni, e slogan pro p.d.c. in stile saltimbanco. La tradizione Pdl fonde politica e arte di strada, preventivando e selezionando anzitempo pubblico, personaggi, azioni e testi accuratamente istruiti e pagati. Non possiamo negare che il premier è un vero leader showman.
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1 commento:

giulyum ha detto...

l'abbiamo schivata stavolta o Boycott e'entrato in azione