01 maggio 2011

Nucleare. Il cavaliere e le atomiche fandonie da televendita nucleare.

“Analisi e risposta di un discorso a vanvera del cavaliere in salsa Vanna Marchi” 
 Di Sabina Barca
Il 26 aprile, in occasione della visita italiana del presidente N. Sarkozy, in conferenza stampa, Berlusconi parla ai giornalisti in stile telepromozione senza conoscenza della materia (vedi video)
Premier: “noi siamo assolutamente convinti che l'energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo”
L'energia nucleare è una tecnologia concepita 50 anni fa; vecchia quanto i politici che la ripropongono. Entro il 2020 tutte o quasi tutte le centrali del mondo, avranno più di 40 anni. Il loro ciclo vitale è a fine corsa. In Francia si stima in 13,5 miliardi di euro il costo di smantellamento del parco nucleare anche se nel 2003 la Corte dei conti aveva stimato 20-39 miliardi di euro. L'Inghilterra stima in 80 miliardi di euro la sua uscita dall'atomo. In Italia in nucleare che non c'è costa già 4 miliardi di euro. Lo smantellamento di una centrale in disuso è una volta e mezzo il costo della costruzione e per la verità nessuno sa dove mettere e trattare in sicurezza le macerie radioattive. Il nucleare è un tunnel vizioso che non permette ripensamenti.
Premier: “Eravamo i primi al mondo, Erico fermi che ha scoperto la possibilità di fornire energia dall'atomo; era italiano eravamo all'avanguardia nella realizzazione di centrali nucleari negli anni 70”
Siamo ancora i primi! Primi ad aver capito che i pericoli del nucleare non sono superabili come garantito con inganno dalle aziende elettriche nucleariste e dai politici di turno, o dai vispa-teresa-Veronesi. Ancora oggi lo smaltimento delle scorie è senza soluzione. I così definiti depositi sono in definitiva “tombe millenarie” per una sepoltura “saecula saeculorum”. Le nazioni che hanno accolto l'energia atomica sono prigioniere di rifiuti altamente radioattivi. Norvegia, Svezia Francia Germania e Stati Uniti seppelliscono da decenni, in gallerie sotterranee, milioni di barili, riempendo così il proprio sottosuolo poi debitamente circoscritto per millenni, con memoria storica per le generazioni future. Tecnica impensabile nel territorio italiano.
L'Inghilterra ha posticipato di 100 anni lasciando ai posteri l'ardua decisione riguardo lo stivaggio dei rifiuti. Numerosi i crimini che vedono coinvolte nazioni africane e asiatiche che per pochi soldi sono disposte a seppellire nei propri mari e nei sottosuoli ogni nefandezza radioattiva proveniente dai paesi occidentali. La questione annosa dei rifiuti radioattivi non solo risulta irrisolta, ma al contempo enormemente onerosa nell'immediato e nel tempo, per le nazioni.
Premier: “ma l'ecologismo di sinistra si è messo di traverso e l'Italia ha dovuto addirittura interrompere i lavori di centrali che erano quasi terminate”
nel 1987 il cittadino italiano si è pronunciato a prescindere dalla appartenenza politica, valutando che i pericoli di contaminazione del territorio e della popolazione risultavano un rischio inaccettabile per il presente e per il futuro del paese. Ciò che da sempre preoccupa l'italiano attento, si può riassumere nei seguenti punti: territorio sismico e idro-geologicamente instabile, affidabilità della gestione dell'iter produttivo; smaltimento delle scorie, infiltrazioni criminali nell'amministrazione e smaltimento dei rifiuti radioattivi; reperimento della materia prima uranio e plutonio. Le criticità evidenziate sono ancora le stesse e non riconducibile a fazione politica. Il nucleare non è né di destra né di sinistra, è semplicemente un affare succulento per pochi e un tunnel pericoloso per la moltitudine.
Premier: “Da allora noi dobbiamo acquisire tutta l'energia dall'estero.
Una menzogna gratuita, oppure, PALESE IGNORANZA. In Italia sono installati 96 GW (per difetto) di energia, ossia la potenza che la nazione Italia produce autonomamente, a fronte di una domanda di 58 GW (per eccesso) una contrazione che è in linea con il risparmio delle famiglie in conseguenza alla crisi economica. Nel mese di febbraio 2011, la richiesta energetica è calata dello -0,7% rispetto a febbraio 2010. E' evidente che l'offerta supera di gran lunga la domanda. Si stima che l'Italia, migliorata concretamente la rete elettrica e adottata una vera politica di risparmio energetico, potrebbe fare a meno di importare le quote annue di energia dall'estero. Purtroppo esiste un meccanismo che rende conveniente, quindi non necessario, l'importazione di energia estera che favorisce la compravendita in base alle caratteristiche degli impianti e non alle esigenze degli utenti. (leggi truffa energetica)
Premier: “Questo ci porta ad un costo su tutta la nostra economia e sulle famiglie italiane. Il costo è normalmente del 30/40 % in certi casi è quasi in 50% del costo che le famiglie e le aziende pagano per l'energia.
Parliamo di energia, meglio ancora, di controllo globale dell'energia. Una rete di aziende mondiale ha costituito un vero e proprio “cartello” dell'energia. Con queste premesse noi paghiamo il costo nominale energetico. La volontà di rendere permanente la dipendenza a questo cartello è provata da alcuni subdoli meccanismi; alcuni esempi:
La Saras, di proprietà Moratti, raffina 15 milioni di t l'anno di petrolio grezzo, mentre la Sarlux produce energia elettrica con scarti petroliferi. Entrambi, sono beneficiarie di finanziati statali proveniente dai famosi Cip6, (voce presente in varie diciture nelle fatture energetiche), per cui ogni cittadino si trova un rincaro fino al 10% in bolletta, convinto di finanziare l'energia pulita. Questo raggiro fa incassare alla famiglia Moratti oltre 3 milioni di euro l'anno, facendo registrare alle aziende, negli ultimi 3 anni, un incremento del 40/50%.
La Fam. Marcegaglia anch'essa gode della politica corporativa di privilegio pertanto, attraverso i Cip6, cittadini e piccole medie industrie, finanziano inconsapevolmente gli inceneritori della Marcegaglia S.p.a. che a loro volta producono energia elettrica con i rifiuti urbani. Costruire e gestire inceneritori italiani è un grosso business per alcuni, ma un costo aggiuntivo in bolletta, per la popolazione.
Nel 2008 G. Tremonti introduce la “Robin Tax” ossia una maggiorazione della aliquota IRES come presunta misura etica per tassare “una tantum” (una volta sola) gli enormi profitti dei petrolieri, degli speculatori del petrolio e della benzina a fronte della “social card” di cui il fallimento è noto. In definitiva Tremonti riconosce la speculazioni, ma non agisce in merito vietandola, e si limita a chiedere un “pizzo” sui guadagni.
Premier: “I francese mi pare che abbia realizzato 60 centrali nucleari nella più totale sicurezza. Anzi mi risulta che quando c'è la decisione di realizzare una centrale, tra le varie comunità si sviluppa una competizione per riuscirle ad averle”.
Falso! Francesi e tedeschi, in accordo nelle proteste anti atomo, a metà marzo 2011 hanno manifestato in diverse piazze come Parigi, Nantes, Colmar, Lille e Bayonne lanciando lo slogan “Nukearri ez milesie”, Nucleare no grazie! Inoltre, 10 mila manifestanti si sono incontrati sul confine franco-tedesco, a Chalampé sito della centrale di Fessenheim, un incontro definito storico di comitati anti-atomo. Uniti francesi tedeschi e svizzeri hanno chiesto la chiusura della stessa. In Alsazia più di 60 organizzazioni che formano la rete “Sortir du nucléaire” si è ritrovata per esprimere “solidarietà al popolo giapponese” e chiedere che si apra un dibattito democratico sulla scelta energetica francese. Nadine Schneider, portavoce di Sortuir du nuclèaire dichiara: “L’energia atomica è oramai superata – e conclude - la Francia si impegni a uscire per sempre dal nucleare”. Le popolazioni che vivono all'ombra di centrali atomiche sono approvvigionate di pillole di iodio, che come da addestramento, in caso di incidente, deve assumere. Però è testimoniato che gli incidenti sono taciuti di conseguenza la cittadinanza non attua la cura preventiva.
Premier: “In Italia non c'è questa situazione e l'accadimento del Giappone e anche i sondaggi che noi abitualmente facciamo sull'oppinione pubblica ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi a quel referendum il nucleare in Italia, non sarebbe stato possibile per molti anni a venire.
L'opinione pubblica italiana e mondiale è giustamente preoccupata e impressionata a causa della riconferma nel tempo, di gravi criticità di incolumità. Se una nazione come il Giappone notoriamente ligia e osservante di regole, registra grave insufficienza, è evidente che esistono ineluttabili voragini di problematiche tacitamente nascoste. Da sempre la politica aziendale nuclearista occulta fatti ed eventi in funzione del proprio interesse economico a discapito della salute pubblica.
Premier: “Il governo quindi responsabilmente, ha ritenuto di introdurre questa moratoria per far si che si chiarisca la situazione giapponese e per far si che magari dopo un anno, dopo due anni, si possa ritornare ad avere un oppinione pubblica consapevole della necessità di ritornare all'energia nucleare e noi con la Francia abbiamo stipulato molti contratti. la nostra Enel con la vs azienda francese; contratti che non vengono abrogati”
Responsabile verso chi? Verso il cittadino o verso le aziende elettriche francesi? Un governo è preposto alla gestione della cosa pubblica per soddisfare i bisogni della cittadinanza e non deve, in alcun modo, privilegiare i poteri forti. Considerare l'espressione diretta e democratica “emotiva” perchè contraria, schiaccia e denigra l'intelligenza del cittadino capace di pensiero autonomo. Ciò che appare lampante è l'incredibile tutela della classe affarista/politica. La soppressione del referendum è una azione unilaterale che nega l'espressione democratica del paese, a vantaggio di scelte energetiche dubbie rischiose, obsolete e altamente speculative. 
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1 commento:

Anonimo ha detto...

Grazie per il post molto utile! Non avrei ottenuto questo altrimenti!