10 giugno 2011

Annozero. Brunetta il ministro “come me non c'è nessuno”

“Solo quando LUI uscirà dalla politica, si vedranno le rovine del paese. Adesso solo il velo della menzogna.”
Di Sabina Barca

MILANO - 8 milioni e 389 mila spettatori ieri hanno assistito all'ultima puntata di Annozero. Share 32,29% un vero finale da fuochi d'artificio. Gli ultimi ospiti di Michele Santoro: il leader del Partito Democratico Pier Luigi Bersani, il Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro e il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Roberto Castelli. Titolo della trasmissione: L’esito del referendum può determinare il futuro del governo Berlusconi?
Provocatori e guduriosi, i due leghisti, sono arrivati in trasmissione armati.
Obbiettivo: ridicolizzare Bersani, delegittimare Di Pietro, castigare Travaglio, e ogni tanto offendendo qua e la a piacere.
L'ultima puntata, la resa dei conti.
Senza scrupoli e decenza, emerge il ministro Brunetta. L'aria è frizzante in trasmissione tanto che Castelli rimprovera seccato il ministro perchè impedisce il suo intervento. Ma il ministro ignora e parte per la tangente.
Una puntata faticosa che non entra mai nel merito ma offre colpi bassi e rivalse.
Nel modus operandi leghista, il ministro, falsamente lusinga l'On. Di Pietro per offendere di rimbalzo l'on. Bersani definendolo “un leader accodato a Di Pietro” nei referendum, di poco conto e nuclearista. Poi anticipa una chicca per Di Pietro. Infatti, senza stare più nella pelle, comunica che il leader Idv ha promosso un referendum sull'acqua per abrogare un articolo da lui stesso sottoscritto. Il famoso 7% riconosciuto alle società private.
Colpo di scena.
Sempre più spavaldo, incalza la risposta. Il chiarimento è in dipietrese e data l'evento a cr 10 anni prima, tempo in cui, nessuno immaginava che un giorno fosse obbligatoriamente privatizzata l'acqua pubblica e si riferiva a gestioni che per scelta, diventavano società miste. Al tempo, era immaginabile l'imposizione alla privatizzazione, per questo, alla luce dei nuovi eventi, si chiede l'abrogazione. Un momento di onesta umiltà, contro un colpo gobbo alla Moratti!
La missione è delegittimare referendum e seguito.
Il duo leghista non ha risparmiato nessuno. Ha cercato di destabilizzare la coppia Bersani-Di Pietro, di irritare Santoro e Travaglio con ripetitive nenie sulla faziosità, di offendere il pubblico spesso definito clak (termine usato per definire i sostenitori del premier fuori dal tribunale poi riconosciuti noti delle trasmissioni Mediaset), dilatando offese e insinuazioni anche agli ospiti testimoni esterni.
Il ministro Brunetta, ha suggerito a tanti di studiare, interagendo nel dibattito con sopravvento e convinta superiorità.
Predominante e a tratti maleducato, rappresentava una megalomania da altri tempi.
A. Celentano è intervenuto telefonicamente per fare, a detta di Castelli, uno dei suoi “pistolotti”. ha congedato il cantante nazionale con: “meglio quando canta”, ridacchiando e gongolandosi. Nonostante l'impegno profuso per delegittimare referendum, trasmissione e conduttore, ospiti e pubblico, i due rappresentanti di Governo falliscono clamorosamente per forma e merito nei confronti degli antagonisti.

Si dice che: “ci sono uomini piccoli che, per etica e stile li percepisci alti due metri; altri invece, a sentirli parlare appaiono ancora più piccoli”.
Al termine un ovazione spontanea del pubblico accompagna l'uscita di Michele Santoro quasi a dire: “non finisce qui” e con loro, simbolicamente 8 milioni e 389 mila spettatori da casa.
Fine della trasmissione.

P.S.
Giochismi politici!
MENTRE LA LEGA IN TV PREDICA IL NON VOTO, NEL SITO PADANIA.ORG ... (VEDI)
ALTRO SITO PADANO ... dileguati :)

RIVEDI LA PUNTATA DI ANNOZERO (VEDI)

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