21 settembre 2011

Berlusconi è l'eccellenza egoista d'Italia. Ha sfamato e allevato animi simili al suo


Di Barca Sabina
Può essere che un Presidente del Consiglio rimanga ancorato alla poltrona, fino a fondersi con essa, per salvare se stesso e i suoi averi?
Sì, può essere!
Ci sono personalità che antepongono la propria esistenza al bene di una nazione intera. Lui resta ad oltranza, senza remora. Resta seduto sul trespolo arcigno e pretenzioso di ragioni di salvezza. È l'egoista.
L'egoismo non ha nobiltà, né sentimento di dolore per le colpe commesse (vedi video).
L'egoista può svendere la propria nazione per pagare silenzi.
L'egoista, senza ritegno, incapace di controllare i propri impulsi (vedi), utilizza la cosa pubblica a suo uso e consumo. La cosa pubblica regalata all'incompetenza per il favore personale.
Non c'è giusta misura ne discrezione nell'egoista. Non guarda in faccia a nessuno.
Nessuna dignità lavorativa, nessun senso patriotico, né un barlume di coscienza o sensibilità, possono interagire in un personaggio così fortemente accentratore.
Io sopra tutti. Io prima di tutti.
L'egoismo purtroppo dilaga. Dilaga tra collaboratori e pretoriani. Trionfa l'individualismo. Ognuno per se. Prendiamo quello che si può prendere, fino che si può.
L'amore esagerato di se stesso e dei propri interessi, è un danno per l'altrui persona.
In questo caso, per una nazione, per un continente.
Non esiste generosità nell'egoismo. Tutto è in funzione del torna conto. Se tu mi dai, io ti do.
Il falso altruismo cela l'esigenza di soddisfare quel sentimento egocentrico.
Trascende dalla sua volontà.  
L'uomo locomotiva.
Come una locomotiva a tutta velocità, in discesa, senza freni, travolge tutto e tutti.
Una personalità socialmente devastante nel posto sbagliato.
L'egoista non può che essere ammiratore di se stesso. Contempla con compiacimento eccessivo e abnorme la propria persona o il proprio mondo interiore.

Il paese dei colpi di scena
Però questo è un paese strano. Un paese di strani governi. Un paese che ha mandato in esilio un Re e le sue generazioni, che ha inventato il fascismo, esportandolo, salvo poi rispolverarlo nel rimpianto. Un paese che ha condannato a morte Aldo Moro, che è stato a guardare e poi ha pianto la vittima. Un paese di strani governi che ha mandato in “esilio” Bettino Craxi, prima odiato, poi  celebrato come migliore statista.
C'è sempre un “punto di non ritorno (vedi)” in queste storie. Il punto in cui gli eventi evolvono rapidamente con incredibili e inaspettate variabili (vedi).
Prima però, c'è la fase degli avvoltoi, delle iene, degli sciacalli, che seguono la preda indebolita, con la maschera di amici, aspettano la usa fine, naturale o non.
Pare il momento del festino finale, dei tradimenti e dei volta faccia.
Si compone il banchetto dell'ultima abbuffata.
Sì, l'Italia è uno strano paese, perchè riserva strani “the end” ad alcuni.
La conclusione storica di Berlusconi è ancora da scrivere.
Berlusconi non è il demonio, è l'eccellenza dell'egoismo che ha sfamato e allevato animi simili al suo. Gli stessi animi che poco alla volta, per sopravvivenza, negheranno a gran voce la convivenza. Sono i giuda senza tempo che tradiranno lui e il paese.
Come disse A. Manzoni per Napoleone Bonaparte: “ai posteri l'ardua sentenza”.
Però, la nostra storia insegna che, prima o poi, ci sarà qualche via o piazza dedicata al grande “statista Silvio Berlusconi”.
Tutto si può dimenticare e riscrivere.

l'origine ...



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