19 settembre 2011

E la lega gridò: “secessione”! Che triste quando mancano le idee ai partiti



di Sabina Barca

VENEZIA - Ops rispunta la vecchia e utile secessione leghista dai palchi di Venezia. Più per sedare gli animi che per convinzione strategica di partito, Umberto Bossi accontenta il pubblico presente in piazza alla manifestazione della lega di Venezia assecondando il grido di “Secessione”.
A tratti pare che temono la folla e per non sbagliare soddisfano le richieste del pubblico.
La sensazione di “poche idee” è forte
Il rito dell'ampolla è … semplicemente triste e forzato. Una farsa collante per masse. Il disegno politico di questo partito è davvero raffazzonato. Grezzo non convince più la gente e punta chiaramente a proteggere poltrone e potere.
Una minoranza al governo che si atteggia a partitone. Da soli dove vanno?
A parte le sempre più frequenti proteste anti lega e i soliti ipersensibili nordisti che si ritengono provocati alla visione del tricolore, non c'è stato davvero nulla nel raduno veneziano di domenica. Si registra un calo lento e inesorabile di presenze proporzionato all'aumento di protesta della base. La sempre più palese stanchezza del senatur evidenzia che da tempo non ha argomenti capaci di motivare e interpretare il popolo padano.
Non è mancato il dietro front di facciata per diluire le chiacchiere di un fronte di stampo “maronista” intento a scavalcare il capo del carroccio. Alleggerita anche la storiella del cerchio magico che vede Bossi accerchiato e comandato sig. Manuela Marrone, moglie di Umberto e madre del trota, descritta come una matrona in un articolo recente di Panorama, che pare abbia  le redini del partito e che difende il senatur ad ogni costo.
La recita è parsa ben coordinata. 
La leadership ha mandato chiaro e forte il messaggio di coesione e lealtà eterna al grande Umberto. Sotto il palco erano quasi contenti.
Banale la trovata del referendum e della “via democratica alla secessione”.
Sapeva tanto di olio di ricino. Che purga ragazzi.
Forse oggi i presenti hanno realizzato il vero obbiettivo della furbata democratica.
Insomma, minestra riscaldata utile a bypassa crisi, manovra economica e alleanza con Berlusconi e tutto il troiaio che segue.
"secessione" parola di distrazione di massa.
Ma la riflessione sulla questione secessione merita un pochino di attenzione.
È risaputo che la sparata di staccarsi dall'Italia è ormai trentennale. È recitata a uso e consumo della folla. Se prima eccitava, ora calma.
Appena si pronuncia gli animi si calmano soddisfatti, (forse per frustrazione).
Parlato e agito non trovano riscontro nel carroccio.
La coerenza è il tallone d'Achille della dirigenza del partito leghista. Sempre più lontani dalle esigenze del tessuto sociale, perseverano nella tutela di poltrone e potere ignorando l'elettorato. Purtroppo, succede che ciò che combina il vertice, la base non l'immagina neppure.
Ingenuamente, nella gente comune del nord, maturano domande:
  • molte aziende del premier sono in padania, lui è contento di staccarsi dal paese? 
  • Si può definire una tattica per non pagare le tasse alla Roma Ladrona? 
  • Comunione e Liberazione, lascerà i grandi affari padani in mano alla lega? 
  • Scenderà a patti? 
  • Chiuderà i confini di espansione economica? 
  • La lega, divorziando dalla patria, ha intenzione di scopiazzare la vicina Svizzera accogliendo tutti gli evasori della sfigata Italia entrando in diretta concorrenza con la lega Ticinese? 
  • Tremonti dovrà imporre regole bancarie per la padania? 
  • La scuola padana è riconosciuta? 
  • I tribunali saranno azzerati e integrati da personale leghista? 
  • Che ne sarà della Boccassini? 
Cosa intende questa gente per secessione è un vero mistero.
La lega rappresenta tutto e il contrario di tutto, per questo, credere di una futura secessione vale quanto un soffio di vento che, al momento ristora, poi si sopporta, e infine innervosisce a morte!

Che noia questa lega nord.

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