06 settembre 2011

No al taglio dell’assistenza! Fermiamoli con una firma!

Incoraggiamento di Sabina Barca. Condividere e divulgare!

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Al Presidente del Consiglio dei Ministri
al Ministro dell’economia al Ministro del lavoro e delle politiche sociali
ai Capigruppo parlamentari del Senato e ai segretari dei Partiti Politici
Oggetto: Manovra: sganciare la riforma dell’assistenza dai vincoli di cassa.

Sono un Cittadino e vorrei che questo Paese ponesse nella dovuta attenzione i diritti e le necessità di tutte le persone come ci insegna la nostra Costituzione. Come si può pensare alla crescita e alla coesione sociale in un Paese insensibile a chi è rimasto o rischia di rimanere indietro, in un Paese che non presta la giusta e doverosa attenzione alle persone anziane, ai bambini in difficoltà, alle persone con disabilità, ai non autosufficienti? Come si può immaginare l’uguaglianza in un Paese disattento alla discriminazione e alle pari opportunità? Ritengo che la spesa sociale non possa essere determinata da logiche di cassa, né che i diritti civili ed umani possano essere sacrificati per compiacere interessi diversi. In questi giorni il Parlamento è chiamato ad affrontare la discussione sulla Manovra Bis (Decreto legge 138/2011). Fra le ipotesi al vaglio – e finora da nessuno contestata apertamente – c’è anche la volontà di varare una riforma assistenziale e fiscale con l’unico intento di recuperare 40 miliardi da qui al 2014. La riforma dell’assistenza che è necessaria nel nostro Paese, non è certo quella che il Governo propone. Servizi migliori, più efficienti e vicini ai diritti e ai bisogni delle persone, moderni e volti all’inclusione anziché alla segregazione, sono lontanissimi dalla volontà di chi intende comprimere ancora l’assistenza sociale, piegandola alle esigenze di cassa, sacrificandola per evitare di prendere decisioni che possano disturbare altre e più forti categorie di Cittadini. Unendomi alle preoccupazioni diffuse nel Paese e alle giuste proteste di tante parti sociali, come Cittadino chiedo di sganciare la riforma assistenziale da ogni automatico vincolo pregiudiziale di cassa come invece prevede la Manovra di luglio (Legge 111), drammaticamente confermata da quella in discussione. Non si faccia cassa sui servizi alle persone! Attendo una coerente e tempestiva risposta politica nel Suo comportamento parlamentare, e su questo, da Cittadino, la giudicherò.

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