03 ottobre 2011

Lega nord Bossi. Possibile vendita del marchio leghista a Berlusconi nel gennaio 2000

Sono anni che se ne parla … DEL PATTO, ma non in TV e giornali. Pare male criticare la leadership padana, si indignano sempre, però forse è il momento di fare qualche domanda e dare qualche spiegazione. 

Di Sabina Barca
Si ritorna e si rispolvera la storia che il marchio leghista del partito sia stato comprato nel gennaio 2000 da Silvio Berlusconi, acquisto sancito da un patto sottoscritto dalla lega Nord e Pdl, probabilmente nel gennaio del 2000.
La storia dice che il patto, è nato per coprire pesanti insolvenze del Carroccio, ed evitare denunce già poste in essere da Berlusconi. Ciò che il Cavaliere voleva fermare erano le pesanti accuse di mafiosità che Bossi gridava ai quattro venti, e al contempo, disarmare il nemico politico.
La sopravvivenza
Così, per debiti e paura di azioni penali pesantissime, il partito del nord  “opta” per la vendita del logo/marchio a Silvio Berlusconi.
Il marchio celebre anche per aver ricoperto la scuola di Adro, è di proprietà per il 33% di U. Bossi, 33% della sig.ra Manuela Marrone in Bossi e 33% del senatore Giuseppe Leoni. La lettura potrebbe essere più della vendita di titolarità che del
Il 6 dicembre del 2009 affrontai la questione postando il seguente video con intervista di Piero Ricca per QuìMilanoLibera (VEDI):




Ciò che evidenzia Rosanna Sapori ex giornalista della Padania, è l'acquisto della titolarità del marchio, cioè la spettanza giuridica di un titolo, di un diritto es. di un attestato di un documento etc. Chiunque può richiedere la registrazione di un segno come marchio sempreché:
1. lo utilizzi o si proponga di utilizzarlo nella fabbricazione o commercializzazione di prodotti o nella prestazione di servizi della propria impresa;
2. o utilizzi o si proponga di utilizzarlo tramite imprese di cui abbia il controllo;
3. autorizzi o abbia intenzione di autorizzare terzi all'uso del marchio. È ammessa, quindi, la registrazione di un segno anche da parte di colui che non ne voglia fare un uso diretto: ad esempio, un'agenzia di pubblicità, un consorzio di produttori ovvero una holding finanziaria. Così come è riconosciuta l'ammissibilità della registrazione di un marchio a fini di merchandising, vale a dire di un marchio destinato ad essere utilizzato prevalentemente se non esclusivamente da soggetti terzi.

Annunziata e Moncalvo
La storia ripescata dalla giornalista Annunziata  e raccontata dall'ex direttore della PADANIA Gifi Moncalvo, svela particolari e prove, ma soprattutto, finalmente se ne parla.
Questo potrebbe essere il motivo per cui la dirigenza padana non ha libertà d'azione e al contempo appare vistosamente asservita dal presidente del consiglio Berlusconi.
Buona visione.



A voi le considerazioni.


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