25 ottobre 2011

Nulla di fatto tra Pdl e Lega per pensioni e condoni. Il governo dell'impotenza del premier più potente

Di sabina Barca
ROMA – Ieri e oggi nulla di fatto a Palazzo Grazioli fra Bossi e Berlusconi. Il Senatore leghista fa sapere che la questione delle pensioni rimane il punto focale di attrito per cui: “La situazione è pericolosa, c’è il rischio di una crisi”
È un governo che non risponde più al paese né ai solleciti europei. Un Governo che divora se stesso, giorno dopo giorno.
Dov'è il rilancio dell'economia?
Così Bossi informa che non c'è accordo per le pensioni a 67 anni, che rifiuta i condoni, e che esiste la possibilità di una crisi reale, ma al contempo, respinge con forza ogni possibilità di Governo tecnico. Tradotto “non mi piace quello che fa, ma non vogliamo lasciare Roma”.
Una lega al bivio. Crisi nel partito, crisi con l'alleato a sua volta imploso.
O volta le spalle a suo elettorato, o a Berlusconi. Pare il preludio del Carroccio 1994.
Infatti, alle 13, terminato il vertice di Governo, l'entourage della Lega ha lasciato palazzo Grazioli verso Montecitorio. Fra i presenti Calderoli, Maroni, Bossi Bricolo e Reguzzoni radunati dal Senatore per un vertice straordinario. Sono tutti nervosi.
Riunione dopo riunione, l'esecutivo consuma tempo, senza risultati e soluzioni.
L'Italia e Bruxelles aspettano, sfiancati.
Ma, tra un vertice e l'altro emergere il sudato lavoro. Eureka! Una lettera.
Sì, una lettera.
In quelle righe, la soluzione per il paese e l'Europa. Forse linee guida, soluzioni economiche, l'abracadabra del premier. Inconcludenti e incapaci? Forse. Sta di fatto che questa lettera, già questa sera, sarà la risposta al paese e al vecchio continente. Altro che piano economico. Ma quale dl. La lettera con tutti i punti e virgola, e forse anche qualche punto esclamativo.
E che diamine.
Affiora alla mente una vecchia canzone di Boby Solo: “non c'è più niente da fare … è stato bello sognare...”
La maggioranza virtuale.
La maggioranza che si accusa e si assolve. È come una malattia autoimmune; attacca se stesso. Con una maggioranza così non serve l'opposizione … infatti.
Ma, la voglia di Roma del Senatur è forte e, con la solita coerenza che lo contraddistingue, esclama: “L'Europa vuole far fare un passo indietro a Berlusconi. Quello dell'Europa è un colpo contro Berlusconi – e per rincarare in altra occasione - Draghi ha fucilato Berlusconi”.
Eppure è il Carroccio che minaccia crisi e caduta.
Il buon padre di famiglia
Affaticato dalla situazione il Presidente Napolitano, esorta a compiere le scelte necessarie per rassicurare i mercati e rendere più credibile il nostro impegno per: “rilanciare la crescita economica",
Bene, la lettera è pronta! Speriamo che a Bruxelles piaccia.
Che dire, all'impotenza di questo governo non c'è rimedio. Neppure il viagra li può risollevare.

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