06 novembre 2011

Berlusconi ostinato non si dimette, però avanza il nuovo. Letta o Monti?

Mario Monti
Gianni Letta
Di Sabina Barca

Martedì sarà votato in Aula il rendiconto dello Stato con una maggioranza inesistente.
La crisi internazionale vede l'Italia come l'anello più debole. Monitorare la stato dei lavori del governo italiano è fondamentale, come è indispensabile un cambio di leadership del governo. Ieri, il Finantial Time in prima pagina ha esortato il premier: “In the name of God, Italy and Europe, go!” In nome di Dio, dell'Italia e dell'Europa, vattene!

L'emigrazione deputati di governo. Si lavora per Pdl-Lega senza il premier.
I disertori Pdl sono a quota 20 e tutti chiedono un passo in dietro a Berlusconi.
Giustina Destro, Roberto Antonione, Fabio Gava, La Destro, Isabella Bertolini, Giorgio Stracquadanio, Giancarlo Pittelli, Giuliano Cazzola e Giancarlo Mazzuca e altri. In forse il sindacalista Bolognesi, e l'ex direttore del Resto del Carlino. Incognita per Pippo Gianni. Saltati 3 responsabili di Popolo e Territorio; Arturo Iannacone, Elio Berlastro e Americo Porfidia. Persino l'ex olimpionica Manuela Di Cento viene conteggiata nei dissidenti. Poi “i sospesi” Michele Pisacane e Antonio Milo, quest'ultimo già protagonisti di suspense il 14 ottobre. Troppi scontenti. Troppi da accontentare.
L'ottimismo logoro del premier
Lista nera in mano, il cavaliere chiede tempo per chiamare personalmente i fuggitivi, e magari soddisfare ogni capriccio, mentre oggi ribadisce telefonicamente alla Convention di Azione Popolare: “abbiamo i numeri in parlamento – e con esasperato ottimismo prosegue - ritengo che le defezioni di questi giorni possano rientrare''.
Clima pesante. Scajola suggerisce e fa pressing.
E' un centro destra distrutto, rissoso, di linguaggio estremo forte e volgare. A tratti aggressivo. Nei contenuti povero e ripetitivo. Non ha più niente da dire. Nulla da fare. Da qui l'emigrazione della maggioranza verso lidi più sicuri. Quando la barca affonda, i topi scappano.
“Un governo Letta e la soluzione più consona per Berlusconi, senza alcuna maggioranza allargata” è quanto auspica l'On. Scajola intervistato da Sky News24 questa mattina. Scajola spiega che Letta non farà mancare la fiducia in parlamento e che Letta è in piena concordanza con l'elettorato di destra.
Anche Beppe Pisanu dice la sua e senza mezzi termini dichiara: “Chiediamo al presidente Berlusconi di contribuire con tutto il suo peso politico alla nascita di un governo di unita' e salvezza nazionale – spiegando che - più si arrocca, piu' cresceranno le sue responsabilita' nella crisi - e prosegue - continuo a confidare nell'intelligenza di Berlusconi e nella coerenza politica di tanti colleghi del Pdl - concludendo - coloro che nel Pdl vedono queste cose e le denunciano e chiedono di cambiarle non sono dei traditori, ma dei traditi"
L'opposizione freme e opta per Mario Monti
Ammicca Gianfranco Fini: "Se lascia può scegliere lui il successore" poi Pier Ferdinando Casini garantisce: "In questo momento serve un armistizio tra tutte le forze politiche, non le elezioni anticipate". Il segretario Pd Luigi Bersani chiede le dimissioni. La sinistra si dice pronta a subentrare … in qualsiasi modo, a patto che il presidente del consiglio esca di scena. Ognuno gioca la sua partita.
Quindi l'opposizione è propensa per un esecutivo istituzionale guidato da Mario Monti composto per lo più da tecnici. Indicazione chiara e trasversale che incontra Terzo Polo Pd, e alcuni del Pdl.
Ieri Rosi Bindi riassume: “Berlusconi vada al Quirinale, Napolitano certifichi che non c’è più una maggioranza e dia l’incarico a una figura che gode di prestigio europeo. A me andrebbe bene Mario Monti. Si crei poi intorno a lui un governo di pochissimi e autorevoli nei vari settori in cui il Paese ha più bisogno e lo sostengano tutte le forze politiche”



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