18 novembre 2011

L'8 per mille e le casse Vaticane.

Di Sabina Barca
Nell'anno domini 2010 lo Stato italiano ha versato 31mila e 478 euro per il mantenimento di sacerdoti attivi nelle diocesi del Paese. L'importo del generoso 8 per mille risulta essere un miliardo e 67 milioni di euro che nel 2011 è lievitato a 118 milioni, 677mila 543 euro e 49 centesimi.
Tutti soldi che la Chiesa mette in tasca attraverso la Conferenza episcopale. Lo strano è che di quel cifrone ai preti viene girato solo 10,541 euro.
Dopo aver retribuito il clero, ai vescovi restano in cassa 157 milioni. Ma al Terzo Mondo ne vanno solo 85.
Questo dice che qualcuno fa la cresta.
Bettino Craxi e Tremonti
A suo tempo, grazie alla generosità di Bettino Craxi, e il senso degli affari di Agostino Casaroli, si stabilì il salario di Stato dei parroci.
Così ogni anno, grazie ad una crocetta nella dichiarazione dei redditi arrivano soldi a fiumi.
Ma il funzionamento ha dell'incredibile. Avute le indicazioni effettive raccolte, viene diviso in percentuale nell'intero gruzzolo cioè anche di quelli che non hanno espresso nessuna preferenza.
L'ideona di dirottare anche le donazioni non espresse è di Giulio Tremonti che a suo tempo era consulente del governo. Un meccanismo simile a quello che rimpolpa i pariti dei rimborsi elettorali. In Spagna, le preferenze non espresse rimangono nelle casse dello Stato ma, lo Stato italiano è abilissimo nella flagellazione.
Per incoraggiare le donazioni, la Chiesa si affida alla Saatchi & Saatchi società pubblicitaria numero uno nel mondo che nel 2005 gli è costata 9 milioni di euro il triplo di quanto lei stessa dia ai suo preti.
Come calcolare la percentuale da spartire
Un esempio pratico. Nel 2004 la Chiesa è stata selezionata da 34,56 per cento dei contribuenti. Lo stesso dato calcolato sulla platea di quanti hanno indicato l'8 per mille, fa schizzare a 87,25 per cento. Da preferenza minore a preferenza maggiore. Ed è questa la percentuale utilizzata per la divisione della torta. Una torta che ogni anno lievita. Per renderla ancora più efficace, il valore è legato al Pil, oppure all'aumento della pressione fiscale. O meglio ancora ad entrambe. Ciò dice che l'incasso della Chiesa non corrisponde al consenso.
Una nota. A causa degli scandali di pedofilia la Santissima Chiesa ha ridotto gli introiti di 95.104 unita dato riscontrato dai vescovi stessi.


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