28 novembre 2011

Le 14 leggi europee migliori per le donne

LE 14 LEGGI EUROPEE MIGLIORI PER LE DONNE (vedi)

A Milano e a Palermo due convegni per presentare a livello nazionale “La Clause de l’Européenne la plus favorisée: "la Ricerca dell’Associazione francese Choisir la Cause des Femmes" tradotta e pubblicata in italiano grazie alla rete internazionale di associazioni e con il contributo di ELDR (European Liberal Democrats Reform Party) e PE.

SCEGLIERE DI PROCREARE
1. Educazione sessuale (Danimarca):
per l’educazione alla sessualità nella scuola
primaria, per i centri di pianificazione familiare
attrezzati con un sito internet che fornisca
informazioni didattiche al personale incaricato.
2. Contraccezione (Paesi Bassi): per
l’accesso alla contraccezione diretta, libera
e gratuita. Lo Stato assicura informazioni,
disponibilità e gratuità per minori e donne adulte.
3. Aborto (Svezia): per il rispetto della libertà
delle donne di disporre del proprio corpo. Il
termine legale deve essere di almeno 12 settimane,
raggiungendo al massimo 18 settimane.

FAMIGLIA: oasi d’affetto o trappola per le donne?
4. Matrimonio (Austria): per il primato
concesso al matrimonio civile, integrando il
matrimonio tra omosessuali come nella legge
spagnola.
5. Divorzio (Spagna): per il dispositivo
di divorzio non subordinato né una
causa, né a un periodo di riflessione.
Sussiste l’obbligo di aiuto con gli alimenti.
6. Contratti d’unione civile (Belgio): per
il contratto di unione civile che garantisce,
come il matrimonio, diritti di alto livello aperti
sia agli eterosessuali che agli omosessuali.
7. Congedi parentali (Svezia): per
il suo alto livello di remunerazione del
congedo parentale basato sull’alternanza
(parte del congedo riservata al padre).
8. Autorità parentale (Estonia): per
l’istituzione dell’autorità parentale a partire
dal legame di filiazione, l’esercizio congiunto
dell’autorità parentale anche in caso di
separazione, l’attribuzione giudiziale dell’autorità
ad uno dei genitori ed al suo coniuge o convivente,
indipendentemente dall’orientamento sessuale.

VIOLENZA: donne maltrattate, stuprate, costrette a prostituirsi
9. Violenza coniugale (Spagna): per la
sensibilizzazione verso la violenza di genere
nelle scuole, perché i giovani siano in grado di
decriptare le immagini sessiste della pubblicità e
dei media, per la formazione di interlocutori dei
servizi pubblici sulle donne vittime di violenza,
sulle misure di protezione di emergenza,
per l’apertura di centri di accoglienza per le
vittime, per le forti sanzioni contro gli autori
di violenza abbinate a programmi di aiuto.
10. Stupro (Francia): per il riconoscimento
giuridico dello stupro come reato con
ampliamento della definizione legale e campo di
applicazione, per il dispositivo di udienza a porte
chiuse su richiesta della vittima, per la possibilità
concessa alle associazioni di essere ammesse come
parte civile, per l’approccio multidisciplinare
previsto anche dalla legge spagnola.
11. Prostituzione (Svezia): per l’abolizione di
fatto della prostituzione, per la penalizzazione del
cliente, per l’impunità concessa alle prostitute,
per la creazione di centri di accoglienza volti a
favorire il reinserimento sociale con attenzione
particolare alle vittime della tratta, per per
le campagne di informazione sviluppate in
collaborazione con diversi ministeri (Salute
e Interni), per la protezione alle prostitute
che denunciano il protettore e la tratta.
12. Molestie (Lituania): per le
disposizioni relative alle molestie presenti
sia nel Codice del Lavoro che nella
Legge sulla parità tra donne e uomini.

LAVORO: l’indipendenza economica delle donne, fondamento di tutte le libertà
13. Codice del lavoro (Francia): per il
Codice del Lavoro che conferma le maggiori
conquiste sociali, per il regime pensionistico
basato sulla logica della solidarietà.

POLITICA: quale democrazia per le donne?
14. Iscrizione della parità nella
Costituzione (Belgio): per avere inserito la
parità nella Costituzione, includendo Consiglio
dei Ministri e governi di Regioni e Comuni, pe il
dispositivo che impone la parità assoluta e delle
quote in tutte le elezioni, per l’applicazione di
sanzioni dissuasive nei casi di irricevibilità delle
liste non conformi alla legge.

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