03 gennaio 2012

Rincaro benzina. La Nigeria insorge per il carburante

Di Sabina Barca
In Italia, la benzina sembra puntare ai due euro a litro. L'italiano paga a prescindere. Brontola, si lamenta, si svena dal benzinaio, ma poi paga e tace.
La Nigeria si ribella
Oggi invece, in Nigeria, paese leader della produzione di greggio in Africa, è scoppiata la ribellione per i tagli alle sovvenzioni governative del carburante. Il taglio ha fatto schizzare il prezzo sia del mercato legale che del mercato nero.
Il prezzo di un litro di greggio è di fatto lievitato da 0,66 euro a 1,30 (da 65 a 140 Naira) cifra spaventosa se si tiene ben presente che in Nigeria la maggioranza della popolazione vive con meno di 1,5 euro al giorno.
Anche il mercato nero raddoppia il prezzo che passa da 100 a 200 Naira al litro.
I disordini
Le strade di Lagos sono state invase dai dimostranti. Durante il percorso i manifestanti hanno inveito pesantemente contro ogni gestore di pompe di benzina incontrato, a cui hanno intimato di non vendere e di chiudere la distribuzione.
Come a Lagos anche altre città sono in fermento. Nei disordini si registrano decine di arresti.
 L'assurdo
Nonostante la Nigeria, sia primo produttore africano di greggio, è obbligata a importare la benzina in quanto non possiede raffinerie; infatti con soli quattro impianti di raffinazione copre malamente il 10% del fabbisogno nazionale.
I tagli delle sovvenzioni sono dettati dalla necessita dello Stato Nigeriano che con questa mossa stima di risparmiare circa 8 miliardi di dollari che intende investire nelle infrastrutture del Paese.
Nonostante il tentativo del presidente Goodluck Jonathani di rassicurare, i sindacati hanno annunciato uno sciopero generale.



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