13 gennaio 2012

S&P declassa Italia e Francia. Salva la culonnissima Germania. Ci spreadano la vita.

Sei tu un Dio?

Dove andiamo se lavoro non abbiamo?”
Di Sabina Barca
MILANO – Ancora declassati? A quanto pare il duetto Monti-Merkel non ha funzionato.
Spagna, Portogallo, Cipro e naturalmente Italia, subiranno un downgrade di due gradini cioè declassati in tripla B (fascia medio-bassa), mentre Francia, Austria, Malta, Slovacchia e Slovenia di un solo livello. Conferma la notizia il ministro delle finanze francesi, Francois Baroin, i francesi scenderanno dal piedistallo della tripla A insieme all'Austria, cioè ad AA+ perdendo così il giudizio di massima affidabilità.
La falciata salva la culonissima Germania, indi Belgio, Olanda e Lussemburgo. Le chiacchiere sui declassamenti di merito delle nazioni europee ha nuovamente seminato panico in borsa con il conseguenziale rialzo dello spread Italiano e Francese. L'euro cade rispetto il dollaro è viene scambiato a 1,2683. Lo spread risale e chiude a 487 punti.
Anche il Financial Time riporta l'evento.
I francesi reagiscono prontamente e, in molti, si sono già mobilitati davanti alla sede parigina di Standard & Poor's chiamati da Jean-Luc Melenchon, leader del partito “Front de Gauche” (fronte di sinistra), candidato all'Eliseo. A detta di Melenchon: “la Banca centrale europea deve annunciare immediatamente che presterà alla Francia ad un tasso molto basso. Se non succederà, bisognerà sospendere i versamenti francesi al bilancio dell'Unione europea e coprire le prossime rate con un prestito forzoso sulle banche francesi che sono state rifornite dalla BCE".
Mentre la protesta cresce, il ministro francese Baroin minimizza: “nessuna catastrofe. Non ci saranno nuove manovre, e non ci facciamo dettare l'agenda politica dalle agenzie di rating”.
Intanto le agenzie di rating americane informano che il governo di Roma “è stato informato del declassamento”.
S&P giustifica
Il 5 dicembre scorso l'agenzia aveva avviato la procedura in base alle variabili di stress sistemico, di cui: il peggioramento delle condizioni del credito nell'Eurozona, aumento dello spread di alcuni paesi anche se di tripla A, il continuo disaccordo tra capi di Stato europei, debito pubblico e privato, e aumento del rischio di recessione europea nel 2012.
Il criterio di valutazione utilizzato, purtroppo pare cucito su misura per l'eurozona che in questi mesi non è riuscita a dimostrare coesione e condivisione.



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