21 gennaio 2012

TV 90 giorni di STOP al beauty contest. Governo sotto ricatto.

Di Sabina Barca
ROMA - Da oggi è attivo il provvedimento che sospende per 90 giorni l'assegnazione gratuita delle frequenze digitali TV.
La misura dovrebbe essere di tipo amministrativo e non un decreto con requisiti di necessità e urgenza.
In una recente dichiarazione il ministro Passera spiega: “Nel momento in cui il governo sta chiedendo sacrifici ai cittadini ha il dovere di dimostrare di saper valorizzare al massimo le risorse. Da ciò l’esigenza di una riconsiderazione sull’utilizzo delle frequenze, anche al fine di valutare eventuali benefici economici per lo Stato”.
Il nodo focale è che i partecipanti alla gara non, competitiva e gratuita, hanno presentato due fideiussioni di cui 35 milioni più un ulteriore 10% dell'investimento per la realizzazione di ogni rete, motivo per cui si temono ricorsi.

La sospensione della gara gratuita interessa 5 multiflex di interesse per Mediaset, La7 e Rai per un valore di circa 4 miliardi di euro, ed include anche la banda larga mobile e le TV locali.
Secondo il Ministro Passera, a monte della “pausa di riflessione” di 90 giorni, c'è la collaborazione con la commissione Ue e l'Agcom.
Però, con il Fatto Quotidiano, le autorità preposte negano qualsiasi rapporto ufficiale e comunicano: “Forse il ministro avrà contatti informali con il presidente Corrado Calabrò, ma va ricordato che non siamo stati consultati. Anche perché avremmo proposto l'abrogazione dell'intera legge”.
Mediaset, alla notizia dello stop con un comunicato, avvisa perentoria: “Questo è un atto che sospende una situazione di legalità che deve, invece, essere al più presto ristabilita – concludendo- il beauty contest è assolutamente legittimo”.
L'annuncio del biscione è un sostanziale ricatto al governo a cui si evoca il pericolo di rappresaglia sotto forma di ricorsi. A questo si aggiunge la possibilità che Berlusconi, in difesa della sua azienda, decida di privare il governo del suo appoggio.
Il beauty contest, tradotto concorso di bellezza, si può considerare una broglio legalizzato in quanto autorizza l'assegnazione di un bene pubblico gratuitamente.
Sempre secondo i commissari Agcom, per eliminare definitivamente la questione basterebbe cancellare l'Art. 45 della L. 88/09.
Il quotidiano Libero, scrive che il cavaliere aveva stipulato patti di non belligeranza con il governo tecnico, traducibile in: “non toccate le frequenze del biscione”.
L'autore del beauty contrast Romani così spiega: “difendo quel meccanismo. Mi è costata una grande fatica definire quella procedura del beauty contest e va ricordato che l’abbiamo fatto d’intesa con l’Agcom e la Commissione Europea. Io difendo il principio della gara non economica”.
I partiti
A suo tempo, lo strano trio formato da Pd, Idv e Lega, ha presentato tre ordini del giorno sulla questione. Vita e Giulietti (Pd) sono diffidenti nei confronti del governo perchè affronta con timore il favore Mediaset senza incidere definitivamente. Di Pietro (Idv) è deluso. si aspettava di più, ma riconosce l'utilità del blocco.
In una trasmissione televisiva Monti ha dichiarato: “non si capisce perché in un momento in cui vengono richiesti sacrifici ai cittadini una risorsa come le frequenze debba essere ceduta senza un corrispettivo”.


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