06 febbraio 2012

La caduta dei berluscones. Allearsi alle amministrative con il Pdl significa morte certa.

Di Sabina Barca
MILANO – Da Formigoni a Miccichè ovvero da nord a sud per il Pdl è tormento. Un partito in caduta libera.
Alcuni eventi sottolineano come intorno al partito berlusconiano, si stia facendo terra bruciata.
Ecco alcuni particolari sostanziosi.
A Milano, al termine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, il ciellino Formigoni doc ha tentato di immortalare la sua persona al fianco dell'arcivescovo Angelo Scola, notoriamente collocato a destra. Ma, contrariamente alle aspettative di Formigoni, l'arcivescovo si svincola evitando il bagno di folla in compagnia del re lombardo. Così, il Roberto lombardo si trova solo, davanti alle telecamere, abbandonato dall'amico di sempre Scola, nato a Lecco, e fondatore di Comunione e Liberazione. Con Scola, la Chiesa si è allontanata dalle brutte faccende di corruzione della giunta Formigoni. Il ciellino doc non è più una figura spendibile ma imbarazzante. “E chi lo conosce?” … pare dire (VEDI).
La sintesi è una: Scola ha scaricato Formigoni (VEDI)
Un altro accadimento merita attenzione. Palermo.
Un altro re indiscusso questa volta a sud nella regione Sicilia. Gianfranco Miccichè, è un personaggio che negli anni è stato spremuto per compiere il miracolo del centro destra; la moltiplicazione dei voti e dei seggi nella regione Sicilia.
Un tempo uomo di spicco di Berlusconi, oggi è fuori dal Pdl.
Si prepara per le amministrative in primavera con il gruppo “Grande Sud”. L'incredibile sta nel fatto che Palermo è la roccaforte di Angelino Alfano e Renato Schifani. Così giunge notizia che, durante una riunione, 5 coordinatori Pdl completamente in disaccordo tra loro, hanno offerto l'occasione a Miccichè per una folgorante solitaria candidatura.
Si dice che il rischio del Pdl a Palermo sia di non arrivare al ballottaggio.
Il sentimento di solitudine del partito è in notevole crescita. Giorno dopo giorno, si ha notizia che in ogni dove, non si vuole alleanza con l'ingombrante Pdl. A Como e Monza è definitivo il due di picche dalla Lega Nord. A Verona Flavio Tosi, sindaco leghista uscente, paventa una lista civica “personale” che potrebbe dissolvere i berluscones all'istante. Nelle provincie di Lecce, Taranto e Brindisi è scattata l'operazione “isolamento Pdl”; Casini nega ogni alleanza con il partito di centro destra. Ormai è risaputo che il cavaliere non parteciperò alla campagna elettorale e che Alfano non è riuscito un gran che in questi mesi. Il partito è in caduta libera, ed è lontano da l'esser pronto per l'eminente primavera politica. Non ci sono New entry di pregio. La leadership del partito di Berlusconi purtroppo vanta un triste elenco di indagati/inquisiti. Sono almeno 35 gli indagati o condannati che siedono in Parlamento nelle file del partito del cavaliere. Da Verdini a Dell'Utri, da Cosentino a Caliendo i vertici sono segnati da una triste e imbarazzante reputazione. Da qui, il calcolo è fatto: correre con il Pdl è un suicidio perchè è sconfitta certa.



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