23 febbraio 2012

Onu. Rashida Majoo: “in Italia è femminicidio”

Di Sabina Barca 
Il femminicidio è un neologismo che significa la distruzione fisica, psicologica, economica, istituzionale della donna in quanto tale, che avviene per fattori esclusivamente culturali. Considerare la donna res propria (cosa propria) legittima l'aguzzino a decidere sulla sua vita.

Rashida Majoo, relatrice delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, nella sua esposizione parla di femminicidio nel bel paese: “è la prima causa di morte in Italia per le donne tra i 16 e i 44 anni – specificando che – la violenza domestica si rivela la forma più pervasiva che continua a colpire le donne in tutto il Paese, come confermano le statistiche; nel 70-80% dei casi si tratta di episodi all'interno della famiglia”.
Le statistiche parlano di una strage che continua a perpetrarsi nel silenzio e nell'indifferenza. Dal 2005 al 2009 in Italia si sono contate 439 omicidi. Nel 2010 un incremento del +6,7% conta 127 uccisioni. Anche il 2011 ha già conteggiato 92 vittime.
L'associazione “Casadonne di Bologna, parla di: “un fenomeno inarrestabile”.
La maggioranza degli assassini sono componenti famigliari della famiglia stessa; mariti 36%, partner 18%, parenti 13%, figli 11%, ex 9%.
Percentuali comunque sottostimati in quanto non considerano le donne scomparse, i ritrovamenti di cadaveri femminili senza identità, e di tutti i casi irrisolti o mai denunciati.
Il 27/01/12 la Manjoo ha sottolineato che: “L’attuale situazione politica ed economica dell’Italia non può essere utilizzata come giustificazione per la diminuzione di attenzione e risorse dedicate alla lotta contro tutte le manifestazioni di violenza su donne e bambine in questo paese”.
Diverse istituzioni italiane confermano l'escalation di violenza
Una ricerca della regione toscana descrive il fenomeno come: “drammaticamente in crescita”.
Si stima che in Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa per mano del proprio marito/compagno.
Istat e Polizia affermano che, una donna su quattro, nel corso della sua vita ha subito/subisce violenze.
L'Eurispes, fotografando gli ultimi nome anni, dichiara: “il fenomeno è aumentato del 300 per cento”.

Da qui le Nazioni Unite sostengono che: “in 125 Paesi del mondo le leggi penalizzano davvero la violenza domestica e l'uguaglianza è garantita”.
Il dubbio è forte. L'Italia è in quei 125 paesi civilizzati? La risposta è nella sconcertante sentenza della Cassazione del 3 febbraio che rende non obbligatorio l'arresto preventivo per gli autori di stupri di gruppo; come dire: “la vittima soffre meno se c'è il gruppo”.
La coordinatrice della Commissione Pari opportunità del Consiglio Forense, Susanna Pisano, non lascia spazio alle illusioni e dichiara: “la nostra è una piaga silenziosa e nascosta”.
L'Italia purtroppo, è ancora ferma alla strage del Circeo di Roma del 1979 e a quel maledetto morsetto, citato da un difensore degli imputati che, nell'arringa finale, con recitato stupore esclamò: “Signori miei, una violenza carnale con fellatio può essere interrotta con un morsetto”.

VEDI DUCUMENTO 1
VEDI DOCUMENTO 2



Licenza Creative Commons
Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia.

Nessun commento: