28 febbraio 2012

Sanità lombarda. Operazione “quanto mi costi”. Fatture informative dopo prestazioni mediche/ospedaliere

Da giovedì le strutture lombarde dovranno comunicare ai pazienti il costo delle prestazioni
erogate: "Operazione trasparenza". L'Ordine dei medici: "Decisione esecrabile e umiliante"

di ANDREA MONTANARI 


Commenti in rosso di Sabina Barca
Da marzo, sarà la Regione a dire ai pazienti, anche quelli che pagano i ticket, quanto sono costati alla sanità lombarda. Tra ricoveri, esami e prestazioni specialistiche che le casse del Pirellone hanno dovuto rimborsare agli ospedali e alle cliniche convenzionate. Una sorta di conto all’incontrario già pagato che ogni cittadino da ora in poi riceverà al momento delle dimissioni da un ricovero o insieme ai risultati degli esami, in caso di semplice prestazione ambulatoriale. «È un’operazione di trasparenza e informazione assolutamente positiva spiega l’assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani. Avere consapevolezza dei costi pubblici e sapere ciò che lo Stato, cioè tutti noi, spendiamo per curarci. L’importante è evitare strumentalizzazioni. Chi ha usufruito di servizi sanitari di cui aveva necessità non viene colpevolizzato. Ma tutti i cittadini, dai malati ai medici, devono responsabilizzarsi». 
Commento: “buona Idea la trasparenza. Un modo come un altro per colpevolizzare il malato. Ma, banalmente, quanto ci costa la dirigenza sanitaria?”

LE REGOLE. Venerdì scorso tutti i direttori generali delle Asl e degli ospedali lombardi hanno ricevuto una lettera del direttore generale della Sanità, Carlo Lucchina, con le istruzioni.
Commento: “Appunto la colpa sta nella malattia. Ma nel caso in cui il paziente … lascia il pianeta, a chi viene reperita la fattura/informativa? Agli eredi?
In caso di ricovero, il paziente, al momento delle dimissioni riceverà una lettera con di seguito «il valore esposto, espresso in euro, che rappresenta il rimborso corrisposto mediamente agli ospedali lombardi per il costo sostenuto per tipologie di attività e di prestazioni simili a quelle che ha usufruito durante il suo ricovero». Nel caso, invece, di semplici esami, il paziente riceverà una comunicazione scritta più articolata. Con il valore del rimborso per i costi sostenuti suddiviso, però, tra la quota coperta dall’eventuale ticket sanitario. Quella relativa alla eventuale ulteriore spesa per la quota fissa della ricetta. E quella eventualmente riconosciuta dal Servizio sanitario regionale alla struttura ambulatoriale a saldo.
Inevitabile pensarci: ma quanto ci costa l'operazione “trasparenza” tanto particolareggiata? Chi paga?

LA MEDIA. La cifra relativa al rimborso, in realtà, sarà calcolata su una media, non sul costo della prestazione di quel paziente. In base a una media di valore calcolata in base alle prestazioni erogate nel corso del 2011. Questo perché, in genere, al momento delle dimissioni dall’ospedale, non è ancora possibile fare un conto finale dei costi della cura di un paziente.
In sintesi il malato deve sentirsi fondamentalmente un peso per la società, deve capire che la sua salute nefasta indebita il paese. Anzi, per coerenza, nel caso in cui il paziente muore, è giusto inviare la fattura agli eredi, perchè possano comprendere a pieno quanto il trapasso è costato alla sanità lombarda.

LE PRESTAZIONI. Con la consegna del referto degli esami fatti, ad esempio, un paziente scoprirà che per la liberazione del tunnel carpale la Regione rimborsa all’ambulatorio 898,42 euro. Per la correzione di retrazione della palpebra, 1166,60 euro (come per la ricostruzione). Ogni asportazione del sacco delle vie lacrimali costa ben 369,47 euro. Un solo trattamento di Cross linking cornerale per rafforzare la cornea ha un rimorso di 1850 euro. Quello per la legatura e lo stripping delle vene varicose è di 1.461 euro. Per la circoncisione è di 1.065 euro. Mentre per la biopsia dell’utero con dilatazione del canale cervicale è di 945 euro. Solo un’artroscopia carpocarpale vale 1750 euro, mentre un’asportazione artroscopia di cartilagine del ginocchio oltre 2000 euro. Tutti esami molto diffusi e molto spesso prescritti dai medici di famiglia o dagli specialisti.

Anche i medici però … potrebbero prescrivere di meno! 
Lo faranno. 
Anche loro dovranno farsi carico di questa maledetta colpa. 
Diventeranno tirchi nelle prescrizioni, e addio alla prevenzione ;)


LA FILOSOFIA. Per la Regione i costi del sistema sono rimborsi corrisposti alla strutture e quindi sono questi i valori da comunicare ai cittadini. «È infatti inopportuno - scrive il direttore generale Lucchina - che ogni struttura cerchi di stimare i propri costi di produzione con l’esito di avere una grande eterogeneità di informazioni, poco verificabili, fornite dai cittadini con il risultato di generale di grande confusione».
La chiamano FILOSOFIA  he he he. 
In genere la confusione arriva proprio dai vertici. Però nell'operazione trasparenza, vorrei (insisto), anche i costi mensili della dirigenza sanitaria e conoscere in todo le entrate dei finanziamenti statali, (non solo i rimborsi) quanto di questo viene "disperso", ma anche, perchè no, sapere qualcosina, tanto per gradire, di illeciti compensi; es. per tutti, il caso del gruppo farmaceutico Menarini accusato di aver truffato per decenni il Servizio sanitario nazionale. E non è il solo, purtroppo.

LO SCOPO. L’obiettivo della comunicazione è quello di sensibilizzare i cittadini, ma soprattutto di responsabilizzare i medici che prescrivono troppi esami.
L'idea non fa un piega. E' logica e diretta. Macchiavelli non avrebbe fatto di meglio :)
Tradotto: parlano alla sella per far sentire al cavallo. 
L'obbiettivo è fermare la penna facile del medico; dicono loro.

Appello
Gentile dirigenza della sanità Lombarda, in aggiunta alla fattura suddetta, desidero ricevere la nota spese dei magna magna, dei super stipendi dirigenziali, con relativa torta, in percentuale, raffigurante il carico pagato dal cittadino lombardo/italiano sotto forma di tasse.
E visto che non si teme il carico dei costi di carta, toner stampanti, impiegati preposti alla trasparenza e del probabile software dedicato al delicato conteggio, chiedo, sempre in nome della trasparenza, di pubblicare online i C.V. di ogni primario e il criterio di scelta dei medesimi.

PROPOSTA
gentile dirigenza della sanità Lombarda,
nel rispetto della trasparenza e della par condicio, chiedo gentilmente di riportare in ogni busta paga dirigenziale e manegeriale, quanto di quella cifra proviene dalle tasse del cittadino e quanto dallo Stato (cioè sempre i cittadini) al fine di SENSIBILIZZARE la dirigenza stessa sulle origine del loro benessere :)
 
Cordialmente saluto e auguro altre 1000 di queste idee poco dispendiose.
Sabina Barca
Aaaah, quanta demagogia nell' appello/richiesa. Hihihi

P.S.
A Como gira voce che, se vuoi diventare primario, o fare carriera nella sanità, devi iscriverti alla Lega Nord. 
Sarà vero?
(VEDI FONTE DELLA NOTIZIA)

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