29 febbraio 2012

SONDAGGIO: QUANTA FIDUCIA HAI NEI PARTITI?

Più corruzione rispetto ai tempi di Tangentopoli, una legge elettorale da cambiare ed esponenti in Parlamento che non rappresentano gli elettori. Gli elettori salvano solo Mario Monti e il suo governo. I risultati dell'indagine di Demopolis realizzata in esclusiva per l'Espresso

(17 febbraio 2012)
Si respira sempre più, nel Paese, un diffuso disincanto che sta erodendo il residuo consenso dei cittadini nei confronti delle istituzioni politiche.

I dati, che emergono dall'indagine dell'Istituto Demopolis per l'Espresso, confermano la crescente disaffezione dell'opinione pubblica nei confronti dei partiti politici. La fiducia degli italiani è crollata all'8% odierno: un dato ancora più basso di quello registrato, vent'anni fa, ai tempi di Tangentopoli.
Il 57% degli italiani dichiara di non sentirsi oggi più rappresentato dal partito votato alle ultime elezioni, senza sostanziali differenze tra i diversi schieramenti. Una percezione di mancata rappresentanza, quella rilevata da Demopolis, che risulta cresciuta ulteriormente nelle prime settimane del "Governo dei Professori".

Corruzione: la percezione dell'opinione pubblica a 20 anni da Mani Pulite
Nove italiani su dieci ritengono che la corruzione sia oggi ampiamente diffusa, che poco nel Paese sia cambiato rispetto agli anni di Tangentopoli. Per il 44% dei cittadini il fenomeno si è addirittura aggravato, mentre per il 47% il livello di corruzione non è mai scomparso e resta tendenzialmente invariato. E' uno dei dati più significativi che emerge dall'indagine, a 20 anni da Mani Pulite. Una percezione che induce oggi gli elettori a chiedere maggiore trasparenza sui bilanci dei partiti e l'incremento di sistemi di controllo nei confronti della pubblica amministrazione e delle degenerazioni della vita politica.

Legge elettorale e sistemi di voto: gli orientamenti dei cittadini
L'84% degli italiani si dichiara favorevole ad una modifica dell'attuale legge elettorale con le liste di partito bloccate, scritta dall'ex ministro Calderoli ed introdotta dal Governo Berlusconi nel 2005. Ad auspicare un differente sistema elettorale è una maggioranza netta e politicamente trasversale.
Ragione prevalente dell'esigenza di una nuova legge elettorale, secondo più di sette italiani su dieci, è quella di restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento; il 63% sottolinea pure l'esigenza di poter eleggere candidati che siano reale espressione del territorio.
Gli italiani non hanno le idee molto chiare su pregi e difetti dei possibili sistemi elettorali: il 27% non riesce ad esprimere una preferenza, ma quasi tutti vogliono un sistema di voto differente da quello attuale per tornare a riconoscere nei parlamentari i candidati che hanno scelto di eleggere. Tra le possibili leggi elettorali, il 37% propenderebbe per un maggioritario a doppio turno su modello francese: un sistema che - in linea generale - i cittadini hanno imparato a conoscere ed apprezzare nella sua applicazione per la scelta dei sindaci. Il 21% dei cittadini intervistati propende invece per il proporzionale, sia pur con una soglia di sbarramento più alta. Per uno su cinque, infine, andrebbe bene il Mattarellum, maggioritario con collegi uninominali con correzione proporzionale con cui in Italia si è votato dal 1994 al 2001.

FONTE


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