03 marzo 2012

L'Islanda. Storia di una rivoluzione democratica censurata dal mondo.

I 25 cittadini dell'Assemblea Costituente
Di Sabina Barca
L'Islanda è un'isola dell'estremo nord d'Europa di 320 mila abitanti e 103 mila km quadrati di superficie. La capitale Reykjavik è come Reggio Emilia. L'Islanda è il paese meno popolato d'Europa ed è privo di esercito.
Quindici anni di crescita economica avevano reso l'Islanda uno dei paese più ricchi del mondo.
Una ricchezza basata sul modello del neo liberismo puro che aveva consentito un rapida ed effimera crescita.
Tutto comincia nel 2001 con l'inizio della privatizzazione delle banche.
Nel 2003 tutte le banche del paese erano completamente privatizzate e si adoperavano ossessivamente per attirare investimenti stranieri nel paese. Le banche, come esca, adottavano la tecnica dei conti online, che riducevano drasticamente i costi di gestione, e permettevano tassi di interesse alti. Il programma si chiamava IceSave.
Arrivarono moltissimi stranieri, per la maggior parte inglesi e olandesi, che depositarono i propri risparmi.
Il meccanismo da un lato accresceva gli investimenti ma dall'altro aumentava il debito estero delle stesse banche.
Nel 2003 l'Islanda aveva un debito pari al 200% del Pil islandese. Quattro anni dopo era del 900%.
Il colpo di grazia arrivo con i mutui subprime nel 2008. Le tre maggiori banche Landbanki, Kapthing e Glitnir, esposte per circa 10 miliardi di Euro, fallirono drasticamente e vennero nuovamente nazionalizzate.
La corona crollò, rispetto l'euro, del 85% decuplicando il debito insoluto.
Alla fine di quell'anno l'Islanda fu dichiarata in bancarotta.
Fu il risveglio per gli islandesi. Il primo ministro conservatore alla guida del paese, chiese subito l'aiuto del Fondo Monetario Internazionale il quale accordò prontamente un prestito di due miliardi e cento milioni di euro. Alcuni paesi nordici intervennero con altri due miliardi e mezzo.
Nel frattempo, la popolazione scalpitava e protestava. A gennaio, dopo 14 settimane, il presidio di cittadini che circondano il parlamento, ottiene le dimissioni del governo conservatore di Geir Haarde e le elezioni anticipate.
I poteri finanziari internazionali spingevano l'Islanda verso misure drastiche.
FMI e l'Europa chiedevano allo Stato islandese di farsi carico del debito, dividendolo sulla popolazione. A loro dire, era l'unico modo per saldare il debito e salvare l'Islanda.
Nel gioco delle parti, Olanda e Inghilterra, avevano garantito ai connazionali il rimborso di quanto perso, per cui diventava imperante che lo Stato Islandese rientrasse con il debito.
Con le elezioni anticipate, arriva il nuovo governo, questa volta di sinistra, che dopo aver criticato il neo-liberismo, cede alle richieste forti della finanza mondiale.
Fu fatta una proposta esorbitante alla nazione. Una manovra economica estrema avrebbe restituito 3 miliardi e mezzo di euro del debito. La cifra sarebbe stata suddivisa fra tutte le famiglie islandesi per 15 anni con un interesse del 5,5%. La tassa proposta, intendeva prelevare 100 euro al mese ad ogni cittadino, per 15 anni, con un carico di 18 mila euro a testa per islandese al fine di saldare un debito contratto da un privato verso un altro privato.
Il presidente Grimsson ascolta le proteste popolari e si rifiuta di ratificare la norma della super tassa e indice un referendum sulla tassa stessa. I poteri finanziari si scatenarono contro l'Islanda. Inghilterra e Olanda intimarono un “embargo”, il FMI di bloccare gli aiuti. L'Inghilterra annunciava provvedimenti antiterrorismo e congelamento dei conti bancari degli islandesi.
Grimsson riassume quei giorni: “Ci dissero che se non avessimo accettato le condizioni della comunità internazionale saremmo diventati la Cuba del Nord – e considera - Ma se le avessimo accettate saremmo diventati la Haiti del Nord".
Il referendum è un no secco alla manovra. Il 93% dei cittadini rigetta il debito il quale viene dichiarato “detestabile”. Per i cittadini islandese non è esigibile.
Il FMI congela immediatamente il denaro. Il governo Islandese apre un'inchiesta, civile e penale, a carico dei banchieri e manager responsabili della crisi finanziaria. L'interpol emette un mandato di arresto internazionale per l'ex presidente della banca Kaupthing. Inizia la grande fuga dei banchieri islandesi, ma molti vengono arrestati.
Sotto spinta popolare, si decide di riscrivere, ex novo, una Costituzione capace di impedire lo strapotere bancario internazionale e del denaro virtuale. La Costituzione vigente risaliva all'indipendenza dell'Islanda dalla Danimarca, infatti ne era una copia tale quale che si differenziava solo per alcune parole “Re/presidente”.
Inizia il metodo innovativo con democrazia partecipata.
Tenendo memoria degli errori passati, per la prima volta, un governo affida la modifica radicale della Costituzione ai cittadini.
Venne eletta una Assemblea Costituente di 25 cittadini eletti da una base di 522 candidati.
I requisiti per candidarsi erano: maggiore età, l'appoggio di almeno 30 persone, e non essere iscritto a partiti.
Nasce così la prima costituzione crowdsourcing cioè un testo realizzato da utenti in rete attraverso mail e social network. Ogni cittadino poteva visionare in rete gli elaborati, assistere alle riunioni via Streaming e contribuire, da casa, alle proposte, esprimendo liberamente le opinioni.
Da quel momento, l'Islanda ha dissolto l'incantesimo maligno basato sulla convinzione che il debito è una identità sovrana per cui è sacrificabile una nazione intera.
Non solo, ma la volontà e l'impegno islandese ha distrutto l'idea che le leggi debbano essere scritte in gran segreto da pochi.
La Magna Carta, così definita, frutto della Commissione Costituzionale, è stata vagliata, discussa e modificata grazie ai cittadini. 
Una giovane partecipante all'esperienza ha dichiarato: “Ho capito per la prima volta cosa davvero significa la parola democrazia. Avere contribuito a scrivere la Carta, oltre a riempirmi di orgoglio, mi fa sentire molto responsabile verso il mio Paese e verso la libertà della mia gente”.

Oggi, contro ogni previsione del Fmi, società di rating, ed europee, gli investitori internazionali sono tornati a credere nell'Islanda ma, soprattutto, l'Islanda non ha perso la sua sovranità monetaria.
L'isola dell'estremo nord diffonde un massaggio di speranza chiaro: “i cittadini non sono responsabili di debiti contratti dai poteri forti, per cui le nazioni non sono sacrificabili”.

PUBBLICATO DA DAZEBAONEWS.IT

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4 commenti:

cinzia ha detto...

bello mi è piaciuto per caso è un consiglio che tutti quelli del web dovrebbero ascoltare iniziare sempre dal semplice cittadino.

Anonimo ha detto...

LO SPECCHIO DEL PASSATO
Immagini riflesse in un mondo senza Anima.
Risa di bambini risvegliano in me ricordi di un passato lontano
dove dignità e rispetto erano l’unica ricchezza
i RIONI erano l’ anima della città
per strada si giocavano giochi inventati dalla fantasia
le botteghe artigiane davano risalto al folklore creativo
rumori di vita riempivano il quotidiano profumi voci fanciulli che giocano
il brusio delle massaie che si scambiano pettegolezzi su i fatti del giorno appena trascorso
le malignità alla prima occorrenza lasciavano il passo alla solidarietà.
Hai nostri giorni Tutto questo non esiste più
l’ Anima rionale rivive solo nei ricordi di quei fanciulli oggi vecchi
che quando passano di li sentono ancora il bisbiglio
dell’ANIMA VITTORIO
ps nel dopo guerra abitavo al canto dei 4 leoni in piazza della passera

Anonimo ha detto...

LO SPECCHIO DEL PASSATO
Immagini riflesse in un mondo senza Anima.
Risa di bambini risvegliano in me ricordi di un passato lontano
dove dignità e rispetto erano l’unica ricchezza
i RIONI erano l’ anima della città
per strada si giocavano giochi inventati dalla fantasia
le botteghe artigiane davano risalto al folklore creativo
rumori di vita riempivano il quotidiano profumi voci fanciulli che giocano
il brusio delle massaie che si scambiano pettegolezzi su i fatti del giorno appena trascorso
le malignità alla prima occorrenza lasciavano il passo alla solidarietà.
Hai nostri giorni Tutto questo non esiste più
l’ Anima rionale rivive solo nei ricordi di quei fanciulli oggi vecchi
che quando passano di li sentono ancora il bisbiglio
dell’ANIMA VITTORIO
ps nel dopo guerra abitavo al canto dei 4 leoni in piazza della passera

Anonimo ha detto...

LO SPECCHIO DEL PASSATO
Immagini riflesse in un mondo senza Anima.
Risa di bambini risvegliano in me ricordi di un passato lontano
dove dignità e rispetto erano l’unica ricchezza
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per strada si giocavano giochi inventati dalla fantasia
le botteghe artigiane davano risalto al folklore creativo
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il brusio delle massaie che si scambiano pettegolezzi su i fatti del giorno appena trascorso
le malignità alla prima occorrenza lasciavano il passo alla solidarietà.
Hai nostri giorni Tutto questo non esiste più
l’ Anima rionale rivive solo nei ricordi di quei fanciulli oggi vecchi
che quando passano di li sentono ancora il bisbiglio
dell’ANIMA A. VITTORIO
ps nel dopo guerra abitavo ha Firenze al canto dei 4 leoni in piazza della passera