11 aprile 2012

Il marchio vivente Bossi conteso dal cerchio magico e Maroni.

Di Sabina Barca


Cambiare tutto per non cambiare nulla. 

MILANO – È ormai evidente che l'impegno principale di un partito è la lotta di potere della leadership di esso. Ricerca e difesa di poltrone, intese e alleanze sicure, combinate e vantaggi economici personali o di pochi, sono impegni che assorbono la maggior parte delle energie quotidiane degli eletti. Ovvio che l'affanno non ha nessuna utilità sociale in quanto, né beneficia un singolo e la sua cerchia. La continua battaglia tra fazioni interne ai partiti, è il nodo dello scandalo legista. L'elettore, ha una libertà: credere e non credere che tutti questi meccanismi siano svolti nell'interesse del paese e del cittadino.
Il cerchio magico.
Il cerchio magico sostanzialmente ha attuato la gestione esclusiva di un uomo disabile, nel tempo ridotto a testimonial del partito. Dagli albori della malattia di Bossi, il muro umano aveva capito che monopolizzare l'uomo, avrebbe assicurato una certa politica a beneficio di alcuni del movimento. In cambio dell'esclusiva, l'entourage, ha permesso allegre imprese. Umberto Bossi è l'icona religiosa leghista, senza la quale, non si ha consenso nell'elettorato. È un'icona che vale migliaia di voti.
Il senatur è la password del potere del Carroccio.

La password Umberto Bossi.
Principi, valori padani, la spada di Alberto da Giussano, ampolle dove finiscono? È possibile che il motore del ripulisti padano sia di altra natura.
Lo scandalo parte dal cuore della lega, c'è una certa organizzazione. Una buona documentazione dei fatti. Ogni componente della famiglia Bossi è stata colpita pesantemente. Figli ricchi, viziati e capricciosi, soddisfatti con soldi pubblici. Non è stato difficile con loro. Neppure con la moglie, avvezza a libri magici nella mansarda di casa. Che triste quadro famigliare.
Con mira impeccabile si sono indicati nemici e colpevoli da eliminare definitivamente dal movimento. Una precisione da cecchini. E' incredibile è lo stupore.
Nessuno sapeva. Nessuno ha visto. Chi era presente, stava dormendo, oppure, girava la faccia.

L'arrivo del nuovo
Si parla di nuova dirigenza, ma sono gli stessi nomi, le stesse facce. C'è un cambio di guardia, anzi una nuova gestione dell'icona password Bossi.
Infondo, la vecchia gestione ha fallito. Ha sperperato denaro pubblico e ha puntato sul cavallo sbagliato. Il tronfio trota, erede capriccioso, esigente, incapace, politicamente inesistente.
Nella carambola delle giustificazioni, si è salvata l'immagine di quell'icona Bossi necessaria e indispensabile per comandare il movimento.
Ecco il vero oggetto conteso del ripulisti leghista: l'esclusiva gestione dell'icona Bossi.

Il Bossi conteso, ora è di Maroni.
Riconosciuti i colpevoli, saranno espulsi. Il movimento è la parte lesa dice Maroni. Ma quanto vale l'espulsione di Renzo Bossi? Poco e nulla perchè, il vecchio e malato uomo vive con “the family”.
Inizierà la nuova conduzione del “marchio” vivente padano e sarà diversamente consigliato. Infondo, ci sono consigli e consigli. Ma, finite le pulizie di primavera cosa né farà Maroni di Bossi?

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