05 aprile 2012

Lega nord. 200 mila euro per i figli di Bossi.


Di Sabina Barca
Continua la tragedia leghista. Da ultime indiscrezioni trapelate pare che Belsito abbia distratto dalle casse del partito padano oltre 200 mila euro per i figli di Umberto Bossi.
Le indiscrezioni provengono da un rapporto dei Carabinieri del Noe presentato ai magistrati di Napoli, Milano e Reggio Calabria.
Il rapporto parla anche di un altro importo di 200/300 mila euro dirottati al sindacato padano.
In serata la Guardia di finanza ha fatto una escursione a Palazzo Marini, in via Poli, nell'edificio della Camera dei deputati sito in cui risiedono gli uffici della Lega quindi anche l'ufficio di Belsito. L'incursione serale è servita per recuperare ulteriori documenti riposti nella cassaforte. La richiesta di accesso alle stanze delle procure è passata per Gianfranco Fini che a sua volta ha informato il capogruppo leghista che ha autorizzato il via. La semplificazione dell'autorizzazione è dovuta al fatto che Belsito non è parlamentare.
Alla luce dei nuovi eventi, pare che le flebili rassicurazioni di questa mattina di Renzo Bossi, il primo a parlare della giornata, siano già scemate. Il giovane consigliere regionale imperturbabile dichiarava: “Sono sereno. Io di soldi dalla Lega non ne ho mai presi" come "anche la mia famiglia”.
Nega ogni addebito anche la senatrice Rosi Mauro che non lesina dichiarazioni: “le accuse nei miei confronti e nei confronti del Sinpa, il Sindacato Padano che ho contribuito a fondare e che mando avanti con assoluta serietà e trasparenza, sono del tutto infondate".

Ma le somme della giornata più lunga del Carroccio, le tira l'ex ministro Maroni con la sua postata in Fb: “Quello che ho letto oggi sui giornali è sconcertante. Sono accuse molto gravi che portano un attacco senza precedenti alla Lega e alla sua gloriosa storia. Dobbiamo fare subito pulizia: chi ha tradito la fiducia dei militanti deve essere cacciato, senza guardare in faccia a nessuno. La Lega è un grande movimento, patrimonio di tutti i militanti onesti. Troviamo subito in noi la forza per rinnovarci e per ripartire più forti di prima".
Sono proprio le parole non dette, ma scritte di Maroni che lanciano avvisi e allarme tra le fila del partito nordista. Insomma, chi deve stare in campana stia, perchè il vento è forte in cima al Carroccio.
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