28 maggio 2012

Il presidenzialismo di Berlusconi. Alla ricerca del potere perduto.

di Sabina Barca
MILANO – Gli mancano le conferenze stampa?
Sembra aver cambiato stile ma non metodo. È con fare sobrio, che l'ex Presidente del Consiglio Berlusconi, seguito da Alfano, lancia l'operazione “presidenzialismo”. È impossibile non riflettere sulla proposta della strana coppia. La trovata del Presidenzialismo nasce sulla scia del successo francese di Holland. Berlusconi, come un pilota di F1 tenta maldestramente il colpaccio e si accoda cercando il sorpasso sfruttando la scia. Ma, in conferenza l'ex premier magnificando il Presidenzialismo alla francese, ha dimenticato alcuni particolari. Uno di questi è il doppio turno. In pratica, Holland per avere piene funzioni, dovrà aspettare l'esito del secondo turno previsto a giugno. A quel punto, il neo presidente francese, dovrà ottenere la maggioranza dei seggi. Se riuscirà nel suo intento, Holland avrà il comando della Repubblica con vasti poteri discrezionali (da far schiattare Obama dall'invidia). Viceversa, potrebbe ritrovarsi con una maggioranza di destra, cioè un primo ministro ostile alla sinistra cosa non improbabile visto che in Francia è successo 3 volte. Questa possibilità indebolirebbe il potere di Holland, che non potrebbe sciogliere l'assemblea, avere la facoltà di indire un Referendum o di dichiarare un'emergenza. È chiaro che al neo Presidente francese conviene passare il secondo turno ottenendo una maggioranza inequivocabile. Il presidenzialismo promosso come soluzione miracolosa ai mali italiani, non regge. Oltre la solita personalizzazione del potere, Berlusconi, omette che non esiste il tempo materiale per realizzare ciò che propone. Una riforma Costituzionale necessita di quattro passaggi (due alla Camera, due al Senato). Al momento esiste all'esame una riforma Costituzionale che ha già incassato il sì al Senato grazie anche ai suoi parlamentari. È ovvio che per fare ciò si dovrebbe abbandonare la precedente riforma per ricominciare da capo con quella proposta dalla strana coppia. L'art. 138 della nostra Costituzione recita:
 “Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione”.
Quindi, devono trascorrere almeno 3 mesi tra una lettura e l'altra per i due passaggi (due alla Camera, due al Senato) e la riforma deve essere approvata a maggioranza assoluta dai rispettivi componenti delle rispettive Camere in seconda votazione. Se questo non riuscisse, è previsto il referendum. Infatti, sempre l'articolo 138 recita:
“Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi”.
A questo punto è improbabile pensare che la strana coppia Berlusconi-Alfano sia così tanto digiuna di conoscenza.
In effetti il parlamento non ha il tempo materiale per approvare una simile riforma e in aggiunta il diversivo impedirebbe la tanto attesa riforma elettorale. 
L'ex premier non ha perso il vizio di fare proposte indecenti a doppia faccia.
L'impressione è che l'On. Berlusconi sia ancora convinto che il popolo ignorante non sappia leggere. Peccato per lui.


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1 commento:

Anonimo ha detto...

e ha il coraggio ancora di parlare sta schifezza di personaggio! buon per lui che siamo diventati civili e tolleranti, altrimenti...