13 maggio 2012

LEGA NORD. IL REGNO DEI "NON TERONI" E DEI "TERONI"

Di Alice Amodio
Gli italiani sono inorriditi davanti alle ultime vicende riguardanti i gran visir della lega ma ci sarebbe ben altro per cui stizzirsi. Gli italiani dovremmo iniziare a prendere coscienza del fatto che la lega si basa su una politica protezionista a sfondo razziale. La cosa più agghiacciante è il fatto che il partito politico in questione dovrebbe rappresentare l'Italia intera, invece in maniera spudorata e sfacciata ha divulgato per anni il verbo del rifiuto del sud e degli extra comunitari ponendo se stesso come razza superiore. Spesso in Tv propongono programmi sulle motivazioni dell'ascesa di Hitler come evento passato e lontano, ignorando che, forse le stesse dinamiche hanno favorito il progredire della Lega Nord. Per anni ci è stato inculcato che la Lombardia è di fatto il motore dell'Italia per cui solo gli imprenditori laboriosi del nord pagano le tasse mantenendo così il sud d'Italia ingrato e lazzarone. Ora si scopre che delle tasse cittadine finite nei finanziamenti pubblici ai partiti, la Lega ci ha sguazzato, per cui, si scopre che il nord perfetto ha scialacquato le tasse per scopi puramente personali. La proclamata giustezza e correttezza del padano doc è crollata. Nel Curriculu Vitae del Carroccio, c'è un libro interessante ed estremamente intellettuale intitolato: “curs de Lumbardi per terùn: corso di lingua Lombarda per meridionali ed extracomunitari: con cenni storici e geografici”. È noto che durante la seconda guerra mondiale sono stati bruciati libri che non rispecchiavano il pensiero del momento, sostituiti con altri che divulgavano la nuova “cultura” da seguire; in questo caso si è scritto un libro che riflette a pieno l'ideologia leghista e al contempo, si ridicolizza il meridionale e il forestiero. Forse è il momento di riflettere su quanto questa idea sia chiusa e lontana dal concetto di rispetto umano sancito dalla nostra Costituzione all'Art. 3 cioè il principio di uguaglianza che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. L'Italia è un nazione fondamentalmente disunita perchè spesso la politica ha materializzato un nemico, per distogliere l'opinione pubblica dalle proprie malefatte, quindi, costruire un nemico responsabile del malessere nazionale è stata una delle strategia leghiste che gli ha permesso di raccogliere consenso tra lo scontento generale.

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