16 giugno 2012

Grecia. Un tranquillo weekend di paura

Di Sabina Barca

ATENE – Questa è la migliore stagione per vivere la Grecia. Sole mare e arte sono stati il nutrimento della patria della filosofia. Ma i greci hanno dimenticato o forse non hanno più tempo di pensare i lustri passati. C'è paura rabbia e angoscia per l'esito delle votazioni di questo fine settimana. Un appuntamento forse con il destino, ma non solo loro, dell'Europa intera. Un noto cronista radiofonico di Atene, Foibos Karzis, tenta di inorgoglire la popolazione e tocca le corde della dignità patriottica nazionale di cui i greci vanno fieri: “È la prima volta, da tempo immemorabile, che ci troviamo proprio al centro del mondo. Neppure la disgregazione dell'impero ottomano e la lotta per l'indipendenza avevano prodotto un interesse planetario così febbrile da provocare sussulti e tremori persino all'uomo più potente del pianeta, il presidente degli Usa Barack Obama”. Poi, con ironia, l'emittente radio annuncia soddisfatta il ritardo della cancelliera tedesca Angela Merkel in partenza per il G 20 del Messico. Triste e magra soddisfazione. È comprensibile lo sconforto del greco. Infondo, a noi italiani servirebbe ripensare alla gloria dell'impero romano per ritornare a votare persone indecenti? No!
Per la Grecia e il mondo intero, questo, è un tranquillo weekend di paura

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