13 giugno 2012

La maledizione dell'Euro e l'incantesimo politico

Di Sabina Barca 

Dice Christine Lagarde: “l'Europa ha meno di tre mesi per salvare la sua moneta”. Ma forse non la racconta tutta. Il 28/29 giugno, si consumerà l'ultimo atto della tragedia Euro.
Sarà un'estate pericolosa piena di ansie perchè dopo la frase di Christine, non che direttrice del Fondo Monetario Internazionale, si può dire che il tempo residuo e minore di 3 mesi.
Alcuni indizi dicono che il consiglio europeo del 28/29 giugno (definita l'ultima chance dell'euro) è il vero conto alla rovescia della moneta unitaria cioè solo 15 gg. Prima però dovrà soffrire con la Grecia. Domenica sera si capirà chi è il nuovo governo Greco.
Da qui dovranno mostrare le vere intenzione “dentro o fuori” dall'euro. Poi il 18 giugno arriverà il G20 messicano. I leader faranno la ruota del pavone. Mostreranno i muscoli e i mielosi sorrisi in preparazione alla resa dei conti, del 28 giugno.
Nella malaugurata ipotesi che l'Europa non riesca a conclude nulla, l'estate 2012 entrerà nella storia con un manovrone stile Amato del 1992 sui conti pubblici. Al tempo una firma notturna tra Stato e sindacati eliminò la scala mobile, che chiusa, generò la svalutazione della Lira.
C'è altro però. 
Si dice anche che il vertice di fine giugno porterà concretezza e denaro. Molto denaro. Infondo i “firewall” non hanno convinto nessuno, neppure i mercati. I 100 miliardi per salvare le banche serviti alla Spagna hanno innervosito e indispettito i mercati finanziari. Sono stati la dimostrazione che i soldi per salvare le banche si sono sempre mentre, nel frattempo, si vessano di tasse i cittadini europei. Tagli a pensioni, stipendi e sanità senza pietà. Così i mercati hanno punito a colpi di spread, perchè il denaro è arrivato malamente aggravando il rischio di gonfiare ulteriormente il debito spagnolo.
Lo spiega bene il Financial Times: “l'eurozona non è all'altezza della situazione, e di qui nascono tutte le improvvisazioni a cui stiamo assistendo".
Come dargli torto. Quattro casalinghe avrebbero sistemato meglio i conti e i debiti.
Gli anglosassoni (liberisti) chiedono quello che il mondo intero ha capito: una vera unione europea che condivida le garanzie del debito cioè le politiche economiche.
Ogni cittadino europeo probabilmente ne ha comprensione, ma non i capi di governo che si ciondolano tra tira e molla, giocando sui sacrifici dei popolazioni intere.
Il governatore della Bce Mario Draghi auspica da tempo un: "coraggioso salto di innovazione politica".
Ma di coraggio, neppure l'ombra.
Persino il Sole 24 ore, ha lanciato il disperato appello con una copertina super esplicita "Schnell, Frau Merkel".
Però c'è sempre un però. Non dimentichiamo che è inesorabile la scadenza dei titoli pubblici.
Entro quest'anno l'Italia deve piazzare 235 miliardi di titoli pubblici di cui una grossa parte scade ad agosto.
Che culo!... direbbe qualcuno.
Proprio oggi l'asta di 6,5 miliardi di Bot ha registrato un rendimento che da 2,3 è balzato a 3,97%.
L'esperto obbligazionario di Banca Albertini Syz, Angelo Drusiani, è convinto che è un segno importante: “i mercati non ci credono più”... all'Europa, e precisa: “Il punto chiave è se la Germania vorrà tenere in vita l'euro o no. E tutti i segnali che arrivano da lì sono di netta chiusura verso i paesi non virtuosi. Al momento, do un 50% di probabilità alla sopravvivenza della moneta unica europea". Ricorda Drusiani: “a suo tempo l'industria tedesca ha sostenuto l'ingresso dell'Italia nell'euro - e ipotizza - forse pensano che siamo già in ginocchio".
In conclusione, nonostante la pioggia insistente e le basse temperature, l'estate 2012 sarà caldissima, per questo, si consiglia vivamente di tener pronte le scialuppe di salvataggio.
Chissà, nulla esclude che nelle partenze estive si contempli la rotta inversa dei nostri discussi clandestini extra-comunitari.

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