27 giugno 2012

Vertice Ue. Merkel non s'illude, Hollande appoggia Monti e Cicchitto vuole le ferie.

Di Sabina Barca
Sono ore febbrili per la moneta europea. Italia e Spagna spingono per trovare soluzioni che, purtroppo, possono arrivare solo a lungo termine. La Spagna non potrà autofinanziarsi a lungo. La Germania chiede di condizionare il salva Stati con garanzie importanti che implicano la perdita di sovranità dei conti. Siamo alla vigilia di quel giorno tanto atteso dal mondo intero. Nello stress generale, previsioni e notizie confuse, lasciano gli europei con il fiato sospeso. 
C'è paura nell'aria.
Il 28 giugno (domani) è il giorno della sopravvivenza.
Domani l'Europa dovrà dimostrare forza, adottando soluzioni decise e ferme, poi si spera, seguite da azioni concrete.
Anche se ragionevolmente, le trattative dei vertici europei non si risolveranno domani stesso, sarà indispensabile fermare agonia della valuta. Per questo domani ci si aspetta un segnale (non di fumo come al solito) efficace per evitare l'implosione della moneta.
Il finanziare George Soros, pratico di speculazioni, è convinto che l’Europa dovrebbe creare una “European Fiscal Authority” che gestisca l’acquisizione dei titoli italiani e spagnoli. Soros è convinto che senza questo intervento, sarà difficilissimo evitare la fine dell'Euro.
Anche gli esperti tedeschi hanno acquisito il pericolo. Un dossier del ministero delle finanze di Berlino, ha simulato il crollo dell'Euro. La conclusione è stata sconcertante per i tedeschi. L'economia tedesca si contrarrebbe del 10% e vedrebbe raddoppiare la disoccupazione a 5 mln di unità. Secondo il giornale Der Spiegel, l'analisi previsionale ha messo la Germania nella condizione di fare il possibile per evitare la catastrofe.
Ma alla vigilia di tutto, la sig. Merkel è cauta e premette: “Dico subito quello che non sarà detto mai abbastanza: non esiste alcuna soluzione facile e veloce a questa crisi”.
L'Ultima bolla spagnola e le amministrazioni allegre di alcuni stati europei hanno accelerato eventi sconosciuti persino agli esperti. Tutto è spaventosamente nuovo. Regnano i personalismi degli Stati.
La situazione italiana è grave e paga lo scotto di 3 anni di ritardo in cui si poteva fare molto per evitare la crisi economica che flagella il paese. La lentezza podalica all'emergenza fotografa una leder schip basita e imbullonata ai privilegi.
Oggi, L'Europa chiede alla Germania di farsi carico di debiti non suoi.
Francia e Italia, nelle figure di Hollande e Monti, non vogliono perdere la sovranità del bilancio perchè il prezzo è troppo alto e umiliante.
Nell'Italia incapace di competizione economica globale, con un forte deficit di ricerca e investimento, con un debito pubblico esorbitante, con la valuta ad alto rischio, mentre una famiglia su cinque non riesce a pagare il mutuo, e il 65% degli inquilini non è in grado di onorare l'affitto, dal parlamento si alza una voce per tutti.
L'Onorevole Cicchitto, oggi ha così espresso il paese: “Se ci volete far stare qui fino al 12-13 di agosto, sono problemi vostri (...) ma non ci sarà nessun altro. A quel punto ve la dovrete trovare voi una maggioranza: in bocca al lupo...”.
Parole che lasciano ad intendere che il governo rischia di cadere se il Parlamento non chiude per ferie. La minaccia è stata rivolta al Ministro per i Rapporti con il Parlamento, all'uscita da Montecitorio, dopo l'intervento di Monti.
La domanda è: È questa la casta politica, profumatamente pagata che affronta l'emergenza di una nazione e di un continente? Sì!
A questo punto non resta che informare la Germania, Francia, Spagna e il mondo intero che i parlamentari italiani progettano di andare in ferie... e si spera per sempre.

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