17 luglio 2012

Berlusconi una figura consumata e stinta. Non è spendibile politicamente!

Di Sabina Barca
Riporto una notizia che rafforza la convinzioni di molti.
L'idea che la scesa in capo del cavaliere non sia spinta da nobili motivi ma, piuttosto dai soliti problemi personali, prende forma.
Pensare di ritornare a parlare di conflitto d'interesse, di processi e di saccheggio della cosa pubblica, dei soliti fraintendimenti, accende la rabbia e stimola il vomito.
Non è un caso che siamo finiti dritti dritti nelle braccia di Monti.
Però ciò che sgomenta è quanto i suoi partiti, vuoi Forza Italia (ancora in essere per usufruire dei finanziamenti pubblici) e Popolo della Libertà, siano per filosofia e per scelta, svuotati dell'ideologia politica.
Non potrebbe essere diversamente.
Il credo è la sua reale persona. La corte senza re, non esiste.

Il suo esempio
Berlusconi ha dato il via all'esibizione ostentata della ricchezza, all'arroganza dell'avere, al piacere del potere, all'ostentazione delle grandi ville e fiumi di champagne. Ha legittimato le scorciatoie ad ogni costo. Ha confuso l'evasione con la creatività, giustificato i mezzi per raggiungere il fine. Ha interpretato la parte del fascista (con Fini), del leghista (con Bossi), e del cattolico integralista (con la Chiesa).
Ha ridicolizzato il povero e l'onesto, riducendolo a uno sfigato o un coglione.

Oggi è un personaggio logoro. Una figura consumata e stinta. Si è strizzato da solo.
Con l'acqua alla gola, tenta il tutto per tutto per salvare il salvabile della sua potente economia. Ha svuotato il Milan dei suoi migliori atleti per realizzare capitale, non per rinvestire nella squadra, ma per finanziare il ritorno (ritorno poi) e tappare qualche voragine.
Le sue Tv sono ormai morte. Vecchie nello spirito e nei contenuti. Ferme agli anni 80. Programmi riempiti di nulla che parlano tanto, senza dire nulla; come i suoi giornali del resto. Da quando non è più Presidente del Consiglio, gli affari sono crollati.
Ha bisogno di riprendere il potere per salvare i suoi beni.
È preoccupato del paese? Dell'Europa? Nessun capo di Stato sbava per lui... anzi.
Lo vogliono i mercati? Saputa la notizia si sono agitati.
Questo è il quadro sintetico di un uomo che non può più far paura, ma solo stizza, a cui comunque va dedicata attenzione.
Un uomo così, circondato da affamati e ossessionati di potere, può tutto.
A questo punto, in difesa estrema, aspettiamo colpi di coda velenosi.
Infondo che ha da perdere? Tutto!
Si potrebbe dire che la sua era politica ha insegnato al popolo a rubare. Ma non lo diciamo.

Berlusconi non è un uomo politicamente spendibile, né in patria, né all'estero, né nei mercati.
Il suo “ritorno”, con buona probabilità, sarà un regalo alla sinistra.
Nulla smuove meglio dell'anti-berlusconismo.
L'anti-berlusconismo è come una safety car che può ricompattare il gruppo. Non c'è programma o idea nell'opposizione che può muovere così tanto.
Sperando che non si affacci il Veltroni di turno, possiamo immaginare il moto del cavaliere: “Salvami che ti salvo”.
Buona lettura

La fonte è Libero, il Fattoquotidiano né riporta stralci. 

Forza Italia, il ritorno al 1994 per tutelare le fidejussioni di Berlusconi Franco Bechis su 'Libero' spiega le ragioni che giustificano la sostituzione del marchio del Pdl. Il Cavaliere infatti ha garantito con oltre 177 milioni l'ex partito davanti a banche e creditori. Ma i conti, oltre a essere in rosso, non sono più alimentati dai rimborsi elettorali Il ritorno allo “spirito del ’94″ e al marchio di Forza Italia non è motivato da una scelta stilistica e di immagine. E non si tratta solo di operazione nostalgia. Il vecchio logo torna alla ribalta per mettere il freno a un rosso di bilancio che potrebbe rimanere scoperto in caso di approvazione da parte del Parlamento del taglio dei rimborsi elettorali. Silvio Berlusconi infatti, dovrebbe risanare il “buco” del vecchio partito che non riceve più finanziamenti elettorali dal 2010 (quando ha incassato l’ultima tranche dei rimborsi relativi alle elezioni del 2006) e che era stato garantito per oltre 177milioni di euro di fidejussioni firmate dallo stesso Cavaliere, per garantire il movimento davanti alle banche e ai creditori. Per l’esattezza l’importo ammonta a 177.040.964

 
Un dato che emerge dal bilancio di Forza Italia del 2011, analizzato da Franco Bechis suLibero e accompagnato dalla relazione del tesoriere Rocco Crimi, che a giugno avrebbe anche registrato il marchio di “Italia pulita” come contenitore alternativo del Pdl. Nei conti compaiono “un’entrata straordinaria per 4,6 milioni di euro e crediti complessivi iscritti per 21,6 milioni di euro”. L’origine delle somme è relativa a un accordo stipulato sotto forma di scrittura privata tra Forza Italia e il Popolo della Libertà alla vigilia delle politiche del 2008. Cifre che dovrebbero essere versate dal Pdl al partito nato nel 1994 in tre rate dal 2013 al 2015, ma che rischiano di essere compromesse dal taglio dei rimborsi elettorali. A specificarlo è lo stesso Crimi nella relazione al bilancio. Parla di evoluzioni gestionali per il 2012 che si presentano “sfavorevoli” e sono appese alla decisione delle Camere. In ballo c’è l’ultima tranche delle spese relative al 2008 che corrispondono a 20 milioni di euro ceduti pro-soluto (con la sola garanzia dell’esistenza del credito senza l’obbligo di rispondere dell’inadempienza del del debitore, ndr) a una banca. In tutto il Pdl deve alla banca oltre 20 milioni di euro. Un importo che, come scrive Crimi nella relazione “dovrà gravare in misura pari al 75% su Forza Italia”.
E il 75% era la quota che, nel nuovo contenitore del Pdl, spettava agli azzurri, tra poltrone e questioni economiche. Il resto era per l’ex partito di Gianfranco Fini. Alle elezioni 2008, Forza Italia decise di incassare subito la somma prevista per la legislatura, soprattutto per riassestare i conti del 2007. E oggi, scrive Bechis “grazie a quel precedente, tocca a Forza Italia pagare alle banche quei 18 milioni circa che non saranno incassati contrariamente a quanto previsto”. Fatti i conti, Forza Italia dovrebbe tenere aperto almeno fino al 2015 e sperare così di incassare i rimborsi dal Pdl. Anche se inferiori rispetto agli anni precedenti. Guardando i conti anche degli anni scorsi infatti, si giustifica ancor più la previsione gestionale “sfavorevole” evidenziata da Crimi: 61 debiti a bilancio nel 2011 con oltre 42 milioni di euro di patrimonio netto negativo (che includono quasi 4 milioni di euro di costi del personale) e 8 milioni di rosso. Insomma, il ritorno al vecchio è fatto anche per saldare i conti e salvare il patrimonio personale di Berlusconi. Ovvero le fidejussioni che ha firmato per garantire Forza Italia davanti a banche e creditori.


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1 commento:

Anonimo ha detto...

Non fa mai nulla per il popolo o la nazione, fa tutto per salvarsi il culo a spese d'altri.