04 luglio 2012

Spending review. I tagli lineari della lista imbastita di Enrico, super ministro, Bondi

Da mangiare a Bocconi
Di Sabina Barca
Roma - E' vero che la speranza è l'ultima a morire, ma nel caso della spending review si parla di miracolo promesso e poi disatteso, di un sano e giusto risparmio italiano.
È bastata la chiavetta Usb di Enrico, super ministro, Bondi per cancellare definitivamente le aspettative di ogni italiano.
Il contenuto della memoria rimovibile rivela, a ministri e tecnici, tagli e misfatti.



Ecco, al momento, il taglia e cuci della lista imbastita di Enrico Bondi:
Palazzo Chigi si priva di soli 15 milioni. La Presidenza del Consiglio dei Ministri si priverà per l'anno 2012 di 5 milioni di euro e 10 milioni per il 2013 (soffriranno la fame); fuori un dipendente pubblico su dieci (quindi taglio ai servizi), fuori il 20% dei dirigenti pubblici (e non ci dispiace); deroga alla riforma Fornero (pensioni anticipate e/o forzate) dei dipendenti e dirigenti della p.a. (la Fornero si è specializzata nel togli-metti il pensionato); blocco degli stipendi delle società pubbliche per due anni; ferma delle assunzioni della p.a. per il triennio 2012-2014, del 50% nel 2015, del 100% dal 2016; gli statali non potranno più monetizzare ferie, riposi e permessi non goduti, indi anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro per mobilità, dimissioni e pensionamento; riduzione dei compensi a Caf, e patronati per le dichiarazioni elaborate e trasmesse (vuoi vedere che il resto lo mette il cittadino?); riduzione e razionalizzazione delle provincie; entro il 2012 riduzione di 700 milioni delle risorse Statali alla regioni a statuto ordinario, e di 1,000 milioni dal 2013; sospensione “non oltre il 31 dicembre 2015” dei concorsi per dirigenti statali (bene!); blocco degli adeguamenti Istat per l'utilizzo di immobili in locazione passiva; taglio del 50%, rispetto a quanto speso nel 2011, per l'acquisto, manutenzione, noleggio ed esercizio delle mitiche auto blu; dal gennaio 2013 ridotti del 10% i permessi sindacali; uffici pubblici chiusi a Natale (ma non si doveva lavorare una settimana in più per risparmiare?); il blocco delle tariffe di gas, luce etc annunciato e poi smentito, ci si aggrappa a quanto da loro scritto: “è sospesa l'efficacia delle norme statali che obbligano o autorizzano organi dello Stato o autorità ad emanare atti aventi ad oggetto l'adeguamento di diritti, contributi o tariffe a carico di persone fisiche o persone giuridiche in relazione al tasso di inflazione ovvero ad altri meccanismi auto”; saranno salvati altri 55 mila lavoratori esodati, oltre i 65 mila già coinvolti. Infine, per rafforzare il diritto allo studio per tutti, e l'equità, solo per le scuole private, arrivano fondi per 200 milioni di euro che segneranno un ulteriore impoverimento della scuola pubblica.
C'è forse la nascosta speranza che, per il “pubblico” finisca l'era di leggere e scrivere?
Speriamo, sussurra qualcuno, così non rompono più le balle.
Pensandoci bene, visto l'operato del governo tecnico, la Bocconi, risulta un tantinello scaduta, però vuoi mettere quanto è elitaria. ;)

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