18 ottobre 2012

Si stanno sbranando. Fuori tutti.


Di Sabina Barca
La misura non è mai colma per l'italiano. Non c'è un vero rigetto allo schifo quotidiano della politica italiana. C'è chi si indigna, chi vuole protestare ogni giorno in piazza, chi si scaglia contro questo e quello, chi spera di salvarsi, chi guarda alla finestra, chi si nasconde e chi rassegnato esclama: “tanto non cambia nulla”.
Eppure qualcosa è cambiato.
È cambiato il branco politico. Si sono sciolti i gruppi di sbarramento. Quelli sguinzagliati per difendere l'impossibile e l'improbabile.
Oggi c'è un nuovo denominatore comune.
Il “mono gruppo” due parole in conflitto che piazzano il singolo, solo, ma non troppo. Tanto per prendere quello che si può. In breve: sono solo, ma dietro di me c'è qualcuno.
Si millanta consenso. Si magnifica se stessi con vanto.
È partita la tecnica dello spara tutto. Del fai da te artigianale. Dei fuori pista. Delle scorciatoie.
Nascono i partitini. Emilio Fede fonda un partito per aiutare i poveri, Vittorio Sgarbi arriva in soccorso di mignotte e non “culatoni”. La Santanchè sogna il suo piccolo feudo.
Tutti vogliono un posto al sole e per averlo devono distruggere la concorrenza. Senza pietà.

Cosa centra tutto questo con un paese maltrattato e succhiato nell'anima?
Una beata minchia!

Sono partite individuali. Non è contemplato il benessere comune. È sottintesa la regola “IO”.
Vince chi ha più amore di sé.
Alla popolazione si chiede collaborazione, spirito di sacrificio e in particolare di “fare quelli che ci credono” sommessi e remissivi, senza troppo rumore. Si può protestare, ma a bassa voce.
Tutti si sono staccati dalla grande tetta e si arrangiano come possono. Improvvisano.
Tentano i tutto per tutto.
Qualche esempio di sopravvivenza parlamentare.
Bossi punta Fini perché non si dimette “neppure se gli spari”. Bocchino vuole Fini perché è convinto che “una parte del paese lo vuole”. Fini continua a tacere sulle nuove rivelazioni della casa di Montecarlo. Salutistici piange e rinnega i politici che ha sostenuto. L'On. Coronella (Pdl) nasconde nel ddl antidiffamazione (salva-Sallusti) un sub-emendamento per cancellare l'ineleggibilità alla Camera dei presidenti di Provincia. La Santanchè liquida la leadership del Pdl chiedendo le dimissioni di tutti.
Il Pdl si scaglia contro la Santanchè.
D'Alema non si ricandida se vince Bersani, ma se vince Renzi anche sì. Bersani, cauto non esclude nulla. Veltroni si ritira. I veltroniani sostengono Bersani. Renzi il terribile, tra una cena milanese e l'alta finanza, continua l'eliminazione dei vecchi PD. I dinosauri Pd non rinunciano perché si sentono giovani dentro. Vendola tenta di impressionare; propone di rottamare Renzi. Renzi non se lo fila molto.
Formigoni non cede la Lombardia alla Lega e boccia Maroni candidato. Bossi non sa se Maroni si candida (non sa mai nulla). Maroni progetta in silenzio. Formigoni è dispiaciuto perché gli amici delle Compagnia delle Opere di Bergamo sono sotto inchiesta (poveri ricchi). L'On. Papa, non molla e pensa di ricandidarsi per lottare contro l'ignobile sistema carcerario. Berlusconi ha l'influenza e tace, sembra una tetta smunta.
La Russa Candica Albertini in Lombardia per il Pdl. Albertini è contento perchè la Minetti ha firmato le dimissioni, ed è convinto che: “adesso la chiamerà Tinto Brass per un film”.
Tutti, con una punta d'invidia si domandano se la Minetti avrà il vitalizio.
Grillo ha comprato il logo del movimento “i Pirati”, per eliminare una pericolosa concorrenza. Finiamo quì ...

Mentre i nostri rappresentanti si sbranano per denaro e potere, oggi, davanti al Quirinale, un uomo disoccupato si è dato fuoco. In Grecia una violenta protesta ha lasciato a terra un morto. Il Portogallo è alla fame. La Spagna ha le tasche vuote, l'Italia... ha tutto e niente. La cara Merkel ha chiesto il veto sui conti di Stato cioè il diritto di ingerenza sui bilanci.

Un sogno nel cassetto: abbandonare il paese, il continente, perché senza sudditi da spremere non c'è regno. C'è un momento in cui non conviene più lottare. Anche se vinci, ti rimangono solo le rovine.
Questo momento è vicino.


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1 commento:

benny1811 ha detto...

Complimenti Sabi, devo dire che hai fatto centro. Questa è la situazione di noi Italiani, la quale non abbiamo capito che chi comanderebbe siamo noi, evidentemente hanno saputo come cancellarci questo istinto " RIBELLIONE " si vive nella speranza che domani venga un super eroe a salvarci, ma da cosa e da chi?Siamo allo sbando?????