06 marzo 2013

La discontinuità di Grillo. “Tu chiamale se vuoi... elezioni”


Di Sabina Barca
Quanto ero attivista nei grilli, l'unico modo per conoscere le mosse di Grillo, era leggere il suo blog. Nei diversi gruppi MeetUp cittadini degli amici di Beppe Grillo c'era sempre qualcuno convinto di interpretare, ciò che il comico scriveva. Le spiegazioni esordivano così: "Grillo ha scritto... - oppure – Grillo ha detto...".
Va da se che alla lunga l'oracolo Grillo mi ha smaronato. Ricordo che il movimento, rifiutava categoricamente l'idea di attivismo politico in quanto tra gli aderenti c'era l'inconsapevolezza di quanto veniva fatto. Quindi, concluso il secondo Vday ho chiuso l'esperienza Grillo.
Una delle azioni vincenti di quegli anni fu “l'operazione fiato sul collo” che consisteva nell'attento controllo delle amministrazioni comunali. Assistere ai consigli comunali, riprendere, scaricare in YouTube. Ogni meetup italiano mise in rete video testimonianza di lotte di territorio con le amministrazioni.

Grillo predica il controllo stretto degli amministratori. Parola d'ordine “trasparenza”
I meetup sono luoghi di aggregazione virtuale, tipo forum. Sono l'illusione della Web-democracy. I MeetUp hanno una gerarchia; gli Organizer (capo indiscusso), e gli assistant Organizer (nominati dall'Organizer). Aprire un MeetUp costa 19 dollari al mese, pagabili online.
Questo primo strumento di aggregazione online promosso da Grillo, ha spesso scatenato le perplessità di molti aderenti. Prima lo strumento era gratuito. Ma nel 2005 Heiferman, capo della MeetUp Inc con sede a New York, senza preavviso comunica che gli Organizers di ogni gruppo dovevano versare la tassa mensile di 19 dollari, il tutto senza apportare il minimo cambio/miglioramento del servizio.


Che centra tutto questo con Grillo? … ora ci arrivo
Nel 2008 Luca Lani, editore online indipendente afferma: “l'acquisizione di un singolo iscritto ad un sito, che fornisce il suo indirizzo e-mail e i suoi dati, viene valutato dal mercato europeo almeno 2/3 euro (dato 2008). Negli Usa sicuramente di più”.
I MeetUp vantano 1.600.000 associati (VEDI)
subito dopo, Il 16 luglio 2005 Beppe Grillo propone ai suoi sostenitori di utilizzare la piattaforma MeetUp attivando così lo stesso coordinamento di attivisti utilizzato nel 2003 da Howard Dean del Partito Democratico americano. I gruppi MeetUp Amici di Beppe Grillo sono 889 per 121.865 iscritti, in 733 città, di 15 paesi diversi. (dato fluttuante)
Il Cda della Meetup Inc era formato da S. Heiferman, E. Dyson, P Omidyar, A. Stavropoulos, William Bradley (ex senatore del New Jersey, consigliere senior, vicepresidente del consiglio Internazionale della Jp Morgan & Co). La Jp Morgan era (è?) una delle più redditizie clienti di Enamics a sua volta partner di Gianroberto Casaleggio Associati.
Lascio a voi calcolare i guadagni della MeetUp Inc moltiplicando la retta mensile di 19 dollari per ogni gruppo esistente, più 2/3 euro per trattamento dati di ogni iscritto.
Nel 2008 si narrava che l'invito di Grillo all'utilizzo dei meetup del 2005, altro non era che una promozione dell'investimento di Casaleggio. Per questo si pensava che Grillo non fosse un uomo libero, ma piuttosto un investimento di Casaleggio.
Mi sono detta: “alla faccia della trasparenza”

Con le ultime politiche-regionali, il movimento è definitivamente istituzionalizzato. È vincente nei comuni, nelle regioni, è alle Camere. Sempre per detta del leader a 5 stelle, chi vota deve sorvegliare a stretto giro l'eletto. Ottimo!
Eppure sorvegliare i grilli eletti non è facile. In ogni Social Network, blog, forum in cui c'è un argomento di politica a 5 stelle, il dissenso/critica attiva il finimondo.
Bisogna dire che, da subito, nei meetup emergevano due figure fondamentali: i troll (persona che interagisce con gli altri utenti con messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso, al fine di disturbare la comunicazione e fomentare gli animi) e gli influencer (dicono di Casaleggio) cioè falsi commentatori che hanno decine di account a testa con cui possono inviare commenti e influenzare i dibattiti di un forum/blog/giornale/Social network etc, e isolare ogni critica mettendola in minoranza (VEDI ES.)
Mi sono ridetta: “alla faccia della Web-democracy!”

Ora con i nuovi eletti deputati si è alzato un muro di gomma a protezione di ogni cazzata dei neo eletti. Il punto è proteggerli ad oltranza per tre motivi fondamentali:
  1. la privazione della loro immagine mitizza e accresce il valore dell'evento;
  2. non sono in grado di gestire la stampa perchè non possono rispondere neppure a titolo personale se prima non è rigorosamente approvato;
  3. tra gli attivisti è diffuso il disprezzo nei confronti degli organi di stampa, partiti politici (ossessione di Grillo).
In questi anni ho maturato la convinzione che il movimento è una forma di integralismo politico che percepisce se stesso come unica soluzione o unica fonte di soluzioni. I M5S ha un ego enorme.
Grillo è un aggregatore di movimenti territoriali. Ha fatto sue le lotte di molti territori accodandosi e poi mettendo “discretamente” il logo a 5 stelle (Aggende Rosse, No tav, Decrescita Felice, Acqua pubblica, no nucleare, no grandi opere, etc etc). Ha convinto l'opinione pubblica che la questione ambientale è una sensibilità solo a 5 stelle.
Ad oggi, le poche parole dei neo eletti trapelate lasciano ad intendere una verginità ma anche l'impreparazione politica indispensabile per comprendere/svolgere il ruolo che ricopriranno.
Ma non solo.
Nella ormai nota riunione romana alcuni esponenti hanno avanzato quesiti imbarazzanti come la richiesta di assunzione per la propria (o altri famigliari) moglie come porta borse. In questo c'è una totale continuità con il vecchio sistema (VEDI) (VEDI)
Forse la “fame” del popolo che spinge alla “sistemazione”??
Infatti Sen. Vito Crimi ha informato che è stata fatta richiesta per visionare i C.V. degli elenchi precostituiti, di persone addette ai futuri uffici dei parlamentari.
Mi stupisco: ma ai partiti questo era contestato!

Gli strumenti di divulgazione a 5 stelle
Che Grillo fosse un investimento di Casaleggio lo rafforza anche il suo ultimo travestimento.
Quella strana giacca a vento esibita in spiaggia, con la copertura completa del volto altro non è che la rappresentazione del logo del sito TzeTze (VEDI) della Casaleggio Associati. Il sito, attivo da qualche anno, ha la presunzione di selezionare le migliori notizie del web. L'esibizione di Grillo in spiaggia, era uno spot pubblicitario di quel sito.
Altri gli strumenti. Oltre i MeetUp e il suo notissimo blog, ci sono i canali YouTube e la cosa (tv streaming). Alcuni blogger lo aiutano nella divulgazione del verbo. Tra i più conosciuti Claudio Messora con Byoblu.com (VEDI) e Piero Ricca (VEDI) che godono grande consenso in rete.

Nel movimento c'è un miscuglio di complottismo (VEDI). Le argomentazioni cult sono il signoraggio, scie chimiche, massoneria, nuovo ordine mondiale, inganno 11 settembre ecc. ecc.
Ovvio che quanto detto è vecchi e risaputo però rimane attuale in quanto ancora oggi è irrisolto e si ripropone più forte che mai. Ovvio anche che qualche conflitto interesse economico c'è.


Sono convinta che una volta esposti i nuovi eletti si smitizzeranno perchè usciranno da quella bolla di fascinazione collettiva dovuta proprio alla privazione della loro immagine. In più inizieranno a parlare e dai pochi accenni pervenuti si sono percepite stonature. Grillo non potrà obbligarli al silenzio per molto, e loro non potranno tacere per sempre. Potranno adottare risposte collettive, come fanno ora, e dovranno lavorare in gruppo in “formazione testuggine”. 
Resta una convergenza da trovare: Grillo Casaleggio e attivisti/eletti del movimento.
Forse, non è tutto oro quello che luccica a 5 stelle.
P.S. ma siamo sicuri che questo è il cambiamento?

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6 commenti:

Maurizio Cugno ha detto...

Ok grillo non va bene, hai spiegato perchè, seppur parzialmente e inventando di sana pianta (la giacca un modo per pubblicizzare casaleggio??)... comunque la soluzione ai mali italiani sarebbe ingroia???

Sabina Barca ha detto...

sarebbe NON farsi i caxxi proprio e lasciare fuori gli affari dalla politica, viceversa, NON SEI DIVERSO. Ovvio che se non capisci i giochetti, non è colpa mia.

maria luisa ha detto...

Ho letto con attenzione il tuo articolo che ho trovato sul blog "Su la testa" di Gianni Lannes.
Trovo che, se pur interessanti ed anche, in parte, veritiere le tue affermazioni vengono da te esposte con un evidente senso di rabbia e/o di frustrazione. Dal mio punto di vista la lista Ingroia non doveva nemmeno esistere e cerco di spiegartene i motivi. 1- I giudici debbono fare i giudici e la gente, già stanca di Di Pietro, non ha visto di buon occhio la candidatura di un altro PM il quale, forse, avrebbe perseguito il proprio arricchimento così come ha fatto Di Pietro.
2- Incompatibilità con il suo incarico all'ONU. Ti è forse nuovo questo?
Nel 2006, quando sono stata inserita come capolista al Senato in Liguria, parlavo di politica partecipativa ad ogni livello ma all'epoca le persone sorridevano delle mie proposte. Oggi il Movimento 5 stelle cerca di attuare un metodo di politica partecipativa che, sicuramente, non è perfetto così come non sono perfetti i neo eletti.
Ritengo che la critica effettuata a "tutti i costi" sia una caratteristica comune agli italiani siano essi privati cittadini siano essi
giornalisti. La critica non serve a costruire nulla ma solo a lacerare la persona. L'attuale politica europea è allo sfascio, l'economia dei paesi che fanno parte dell'europa è allo sfascio ( vedi Grecia, Spagna, Portogallo, Italia), la gente ha fame, manca il lavoro, manca il denaro ma ciò che manca è un vero progetto che non può più essere quello dell'attuale politica così come non può essere quello di Monti e compagni, così come non può essere quello della Merkel né tantomeno quello della BCE.
Se Ingroia fosse stato intellettualmente e profondamente onesto avrebbe dovuto mettere sotto accusa anche la sua casta, quella dei Giudici i soli, in Italia, a non pagare per i loro errori. Avrebbe dovuto aprire alla separazione delle carriere perché un PM non può essere un Giudice. Ma Ingroia non ha toccato la sua Casta, era solo un Neo Di Pietro.

Anonimo ha detto...

Per ora ti ringrazio per il bell'articolo, tornerò sul tuo blog di sicuro
Andrea

Anonimo ha detto...

Secondo me è un'ottima analisi, blog interessante (non voto Rivoluzione Civile ma non c'entra nulla) e ben scritto, che offre spunti di riflessione e dice cose sensate. Tornerò a trovarti sicuramente. Daniele.

Claude Panzeri ha detto...
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