23 aprile 2013

Napolitano è ancora il mio Presidente. Non sarà troppo?


Di Sabina Barca
Ascoltando il discorso di Napolitano mi dicevo:” Sti cavoli se pesta i partiti”.
Gli onorevoli parevano contenti di quelle parole.
Qualcuno annuiva con il capo. Erano compiaciuti quasi parlasse di altri.
Applaudivano. Incredibile.
Criticava aspramente e loro, contenti, battevano le mani.
Tranne i grilli. Basiti ascoltavano senza batter mano.
La voce rotta di Napolitano quasi mi inteneriva.
Poi mi sono sgrullata.
Ho riflettuto: “l'ultima volta che mi sono ammorbidita davanti a delle lacrime, stava piangendo la Fornero. Non mi incanti!”

Finito di ascoltare il discorso, leggo che i files audio dell'inchiesta trattativa Stato-mafia disposti dal gip di Palermo Riccardo Ricciardi, sono stati distrutti.
Erano le conversazioni telefoniche tra il capo dello Stato, Giorgio Napolitano e l'ex ministro Nicola Mancino, registrate nell'ambito appunto di quell'inchiesta.
Una rapida panoramica dei giornali web di destra e di sinistra, liquidavano la notizia con poche righe. scivolava sotto traccia.
Io che per natura sono fantasiosa, ho pensato: "chissà se la “distruzione files” è correlata alla forzosa rielezione di Napolitano".
Lo so, è forte solo a pensarci. Figuriamo a scriverlo.
Il quasi novantenne ha accettato di ricoprire nuovamente il ruolo di Presidente in cambio della garanzia della distruzione di quei maledetti file audio???
Ragionando quelle intercettazioni erano una spada di Damocle sulla testa del Presidente.
Eliminarle era il meglio che si poteva fare.
Sia mai che una volta fuori da Palazzo capita che qualche onorevole impazzito decida di divulgare... rispolverare... ricordare... pubblicare.

lo so, pare una storia alla John le Carré.
Infondo i due partitoni Pd e Pdl si sostengono vicendevolmente. Uno è la conseguenza dell'altro. Reciprocamente si aiutano. Con discrezione, (insomma!?) proteggono quel sistema che li conserva forti e al potere.
La combutta dentro il palazzo è spaventosa, ma non tanto quanto poi è realizzato fuori.
Dentro la genesi, fuori il compimento; la concretizzazione.

Trovare un altro Presidente da incastrare perfettamente in quel meccanismo contorto,  macchinoso senza svelarsi, non era cosa da poco.
Ma Martin Cruz Smith, (autore di Gorky Park) come avrebbe gestito la faccenda rielezione di Napolitano?? Sicuramente con un grande e succulento intrigo pieno di spie e spiati, ricatti e ricattati.
Roba che solo l'ispettore Renko può comprendere.

La metafora è che siamo il paese delle verità tipo puzzle.
Ogni personaggio ha un tassello della storia.
Pochi potranno vedere l'immagine intera. Molti tasselli saranno perduti o distrutti.
La foto di una qualsivoglia verità avrà un buco, due buchi, o tanti buchi.

Risuona ancora nella mia mente l'applauso dei deputati alle parole del neo eletto Presidente.
Il discorso duro non è stato compreso.
Se lo fosse stato, la vergogna avrebbe imposto il silenzio della riflessione...
Qualcuno soddisfatto sorrideva nel mirarlo sullo scranno più alto.
Altri apparivano compiaciuti per il buon lavoro fatto.

Giorgio Napolitano è nato a Napoli il 29 giugno 1925.
Ha 88 anni, ed è ancora il mio Presidente.  


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